Cannabis da mangiare, una tendenza non solo americana

8 febbraio 2018

Perché fumare la marijuana, e magari mettersi nei guai, quando è possibile mangiarla con la massima serenità, senza rischiare problemi con la legge? Lo scorso novembre la nota associazione americana Speciality Food (SPA) ha inserito la cannabis fra i primi 10 food trend del 2018. E la lista degli alimenti e delle bevande contenenti questa sostanza si sta arricchendo senza soluzione di continuità. Brownies, torte, pasta, sandwich, gelati, vini, infusi e snack vari: ce n’è davvero per tutti i gusti. I cosiddetti edibles hanno qualcosa in più, scrivono gli esperti della SPA. Rappresentano “un’opzione più discreta” rispetto alla tradizionale canna e permettono di evitare seccature. Tant’è. Mettiamo un paio di cose in chiaro, però.

L’America si sbizzarrisce

biscotti-marijuana

Otto stati americani (California, Alaska, Colorado, Maine, Massachusetts, Nevada, Oregon e Stato di Washington) hanno legalizzato la cannabis per uso ricreativo e in questi stessi Paesi il business relativo alla Marijuana Edible si sta diffondendo a macchia d’olio: un filone culinario che miri a esaltari gli effetti curativi della pianta senza rinunciare al gusto notevole la diffusione di prodotti da banco che contengono l’olio di cannabis e di pasticcerie specializzate in prelibatezze alla canapa. Sempre in America è nato un filone di cucina che mira a esaltare gli effetti curativi della pianta senza rinunciare al gusto; parliamo per esempio di zuppe di verdure, pastasciutte, secondi di carne ideati per alleviare il dolore di chi combatte contro il cancro al seno e i linfomi, ma anche più semplicemente contro le emicranie e le allergie alimentari. Difficile stabilire la percentuale di THC (il principio psicoattivo della marijuana) presente nei vari alimenti, ma per gli americani non è un grande problema in virtù della suddetta legalizzazione. In Italia, invece, la faccenda potrebbe complicarsi.

E l’Italia, invece?

cibi-alla-cannabis-light

Partiamo da un presupposto fondamentale: questa faccenda dell’uso ricreativo, da noi, per il momento non è presa in considerazione. O meglio, più di qualcuno spera che il traguardo sia raggiunto, ma il percorso appare ancora lungo. Lunghissimo. In compenso, soprattutto al Nord e nelle regioni centrali (molto meno al Sud) stiamo assistendo al boom della cosiddetta cannabis light che contiene al massimo lo 0,6% di THC e dunque rispetta i termini di legge. Sono già oltre 400 i grow shop presenti sul territorio nazionale e i rispettivi reparti alimentari fanno venire l’acquolina in bocca. Gli appassionati di marijuana, però, non sembrano molto soddisfatti. E cercano il modo per avere cibi – come dire – più sostanziosi. Attenzione gente: se vi beccano mentre state per addentare un tortino che eccede il limite sono guai seri.

Una moda allettante

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Diciamoci la verità: l’aggiunta di marijuana negli alimenti non rappresenta un particolare valore aggiunto in termini di gusto. Però è sicuramente più chic dello spinello. Volete fare un confronto tra lo sgranocchiare un biscottino alla cannabis o magari una barretta ai cereali dietetica con poche calorie e gluten-free e il fumare l’inflazionata canna? Non c’è paragone, orsù. A pensarlo sono soprattutto gli hipster, che si lasciano volentieri sedurre da questi prodotti artigianali realizzati con cura e nella maggior parte dei casi pure ben confezionati. Attendiamo sviluppi.

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