Firenze: le nuove aperture dell’inverno 2018

12 febbraio 2018

Non c’è solo Gucci Osteria a Firenze per riscaldare le nuove aperture di quest’inverno. Aprono ristoranti e locali nel segno dell’eccellenza e della filiera corta, dove la cucina toscana è proposta senza l’ombra di rivisitazione ma all’insegna della tradizione. C’è pure spazio in città per chi ama sperimentare e giocare con la cucina fusion o puntare su una cucina di mare creativa colorata e allegra. Ecco le aperture da non perdere dell’inverno 2018.

  1. adagioAdagio (via de’ Macci, 79/r). Il nome è un elogio della lentezza, nel senso migliore del termine: un procedere in tutta tranquillità per poter assaporare al meglio la vita. Adagio, cibi naturalmente italiani come recita la scritta del locale aperto a metà gennaio nel cuore di Sant’Ambrogio, propone una cucina nel segno dello slow food tra ricette, itinerari e specialità da tutta Italia. Adagio è aperto da mattina a sera: tante anime sotto lo stesso tetto. Dal ristorante alla caffetteria, dal wine e cocktail bar allo spazio dedicato alle birre artigianali e alla bottega. Qui si possono trovare prodotti d’eccellenza da assaggiare comodamente seduti al ristorante con cucina a vista o altrimenti da degustare con un bel bicchiere di vino o un drink nell’angolo bar. Il locale ha anche un piccolo corner dove alcune delle eccellenze gastronomiche provate possono essere acquistate per tornare a casa con un souvenir. Tra le specialità la pasta fresca, anche ripiena; vari tipi di taglieri; lingua di vitello alle erbe di macchia e tonno in crosta con dolce-forte di cipolla. Ogni mese vengono proposti menu regionali e vini in degustazione per provare nuovi itinerari di gusto e di piacere. Non mancano le serate con la musica dal vivo, approfittando della presenza di un piano verticale al centro del locale, sovrastato da una cornice che contiene uno spartito con la scritta Adagio.
  2. badali-2Badalì Osteria (via dei Renai, 11/r). New entry in Oltrarno. A San Niccolò, nei locali che ospitarono Gecko, da qualche settimana ha aperto Badalì. In effetti c’è da buttare più di un occhio in questo nuovo ristorante che propone una solida cucina toscana. Lo chef Nicola Schioppo ha una lunga esperienza alle spalle tra l’osteria di via dei Bardi e la trattoria Cipolla rossa in San Lorenzo. Pasta fresca, bistecca alla fiorentina, cacciagione e gli evergreen: pappa al pomodoro, crostini toscani con affettati, ribollita, trippa alla fiorentina e ossobuco. Tra le specialità alla brace il rigatino di maiale brado, la fiorentina di maiale grigio e logicamente sua maestà la fiorentina. Le sale sono state ristrutturate con grande gusto: legno e cotto per rendere subito l’ambiente accogliente. Alle pareti le straordinarie foto in bianco e nero dell’Archivio Locchi e su mensole e tavoli i libri della Giunti. Il ristorante ospita infatti un bookshop dove acquistare le ultime novità su food&drink della casa editrice fiorentina.
  3. bottega-bordoBottega Bordò (piazza Edison, 6/r). C’era una volta Godò, ora in piazza Edison è arrivata La Bottega Bordò. Pizzeria con cucina aperta a pranzo e a cena.  Pizze classiche e speciali, covaccini per chi ha voglia di una serata tra amici. Per chi vuole mangiare al ristorante i classici antipasti toscani: tagliere di formaggi e affettati, crostini misti, coccoli e prosciutto ma anche proposte più sofisticate come il baccalà mantecato su crostini di carciofi alla giudia. Ravioli, pici, gnocchi e riso al curry per i primi, tagliata di tonno e manzo, hamburger e cotoletta alla milanese. Il colore bordò domina le sale del ristorante. Dietro il progetto un personaggio ben noto della notte fiorentina Luca Cancellara.
  4. toraiaLa Toraia in Sant’Ambrogio (via Carducci, 55/57r). La Toraia porta la filiera corta dagli allevamenti della Valdichiana a Sant’Ambrogio. Già presente al Mercato Centrale e ai Banchi del Mercato ai Gigli, d’estate presenza fissa sul Lungarno del Tempio ora porta bistecche, tartare e una selezione di hamburger di chianina nel ristorante che ha aperto in via Carducci. Parquet, bottiglie bene in vista e una grande lavagna su cui il menu è scritto a mano. Carne chianina certificata e prodotti della filiera corta protagonisti di un menu che dà largo spazio alla ciccia, dal ragù di chianina al roast-beef fino al piatto degustazione dove si trovano tutte le specialità del locale. Mangiare toscano autentico e di qualità.
  5. pint-of-viewPint of View (borgo Tegolaio, 17/r). Si beve e si scherza. Di sicuro ci si diverte a tavola nel nuovo locale in Borgo Tegolaio. Pint of view propone un punto di vista decisamente singolare. Cucina fusion di ampio respiro, cocktail innovativi e una dozzina di birre artigianali per chi apprezza abbinamenti inconsueti e un mix di sapori sospesi tra Mediterraneo e Oriente. Ai fornelli la chef Yeijin che propone piatti coreani cinesi e giapponesi con personalità e coraggio. In menu troviamo l’ostrica con lime e coriandolo fresco, il bossam (pancetta rosolata alla gan-jang con salsa Ssam-jang, daikon marinato e insalata) e tante altre specialità fusion. Qui stupiscono anche i dolci come il cannolo al mascarpone e yu-za con purea di cachi.
  6. art-ristoranteArt Ristorante (via Faenza, 102/104r) 6). Aldo Ventre, conosciuto chef di Pane e Olio, si è lanciato in una nuova avventura in via Faenza, da Art, ristorante specializzato proprio in cucina di pesce. Il locale, dove predominano i colori oro e verde e il design contemporaneo di sedie e lampade, propone cruditè & bollicine. Un mix che da sempre fa breccia nel pubblico fiorentino, soprattutto se il pesce arriva fresco dalla costa maremmana e le etichette selezionate sanno proporre il meglio di bianchi rossi spumanti e champagne. Tra i piatti di pesce, crudo a parte, spiccano il baccalà morua in pastella di birra stout e liquirizia, il cubo di tonno in crosta di capperi disidratati. Non mancano piatti di carne, dalla classica bistecca alla fiorentina alla pancetta croccante di grigio del Casentino e la carta dei vini propone una bella selezione di rossi, in particolare toscani e piemontesi. A pranzo un business lunch per non rinunciare al gusto anche se si ha poco tempo.

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