Donne al comando: intervista ad Antonia Klugmann per Identità Golose 2018

8 marzo 2018

Abbiamo fatto una chiacchierata con Antonia Klugmann che ha presentato il suo primo libro di ricette all’interno di Identità Golose 2018 a Milano. Quest’anno al congresso si è parlato di Fattore Umano, della necessità di riconquistare la centralità delle relazioni umane. Per tale ragione incontrare la nuova giudice di Masterchef – uno dei personaggi più cult della gastronomia italiana attuale – crediamo sia un contributo per conoscerla meglio.

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Sostituire Carlo Cracco è stato un compito per nulla semplice. Nelle scorse edizioni lo chef vicentino ha dimostrato ampiamente di essere il più mediatico, il più televisivo. Quanta fatica ti sta costando?
Nella mia assoluta follia (perché a volte mi rendo perfettamente conto di non essere in bolla), non ho mai pensato che fossi il sostituto di Cracco. Carlo è veramente una persona con fortissima personalità, con una spiccata identità, quindi è evidente che non sarei mai potuta essere la sua sostituta. Siamo persone profondamente diverse e, a dire il vero, trovo estremamente interessante questa diversità.

Sicuramente è arrivato il successo, ma ha vinto il personaggio erede di Cracco o la novità di essere la prima donna chef del talent in Italia?
Ma non lo so. Fa differenza che io sia una donna? Trovo che tutti gli ambienti misti, per forza di cose, siano i più equilibrati e più sensati. Immagina una redazione giornalistica di soli uomini, senza un punto di vista femminile. La stessa cosa vale, ovviamente, per le cucine. Ho capito che tutti gli ambienti sono uno spaccato della società e che per tale ragione devono rappresentare il giusto mix tra uomini e donne.

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Parliamo dell’assurda aggressione social subita nelle primissime puntate. Ritieni che sia figlia di un becero atteggiamento maschile e maschilista oppure il segno di questa società che non accetta il confronto, che permette una tale aggressione per poi fornire un velo dietro il quale nascondersi?
La questione dei social l’ho sentita, per fortuna, solo dopo le prime puntate, poi le cose sono scemate. Mi hanno dato fastidio soprattutto gli attacchi che avevano uno sfondo sessista, ovviamente. Dopo, chiaramente, c’erano anche gli aspetti che avevano a che fare con il piacere o meno al pubblico, ma questo non l’ho vissuto come un problema. Mi stavo confrontando con una realtà professionale completamente diversa e dunque avevo messo in conto anche le critiche. Certo è che sarebbe molto bello se ci fosse un po’ di educazione anche sui social, educazione che risulta necessaria in ogni cosa della vita, tutto lì!

Masterchef è senza alcun dubbio una grande occasione: ritieni che quanto ti stia dando sia proporzionato ai sacrifici che stai facendo?
Ma no, in realtà noi abbiamo preso la decisione da subito di chiudere il ristorante per 2 mesi. È stata una scelta veramente vincente perché mi sono potuta concentrare solamente su Masterchef.

Ti sei sempre raccontata poco. Sappiamo degli studi universitari, di Caprera, del brevetto di vela, dell’amore per il jazz, ma ci vuoi raccontare di te nel quotidiano, nella tua famiglia?
A dire il vero oramai di me si sa ogni cosa. Ho appena presentato il mio libro Di cuore e di coraggio, dove racconto di me sotto mille sfaccettature. Parlo delle mie scelte di libertà e dei miei sogni. Del fatto che sono me stessa solo quando cucino. All’interno del libro, attraverso le ricette, si può comprendere il perché delle mie scelte. Per il jazz, invece, devo dire che non ci capisco molto. La musica è più cosa di mio marito. Lui è un grande appassionato, competente e attento. Mi affido sempre a lui e alle sue scelte.

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Segui l’orto, raccogli (e insegni a raccogliere) le erbe spontanee nei boschi e nei campi ai suoi cuochi: tutto ciò non è troppo di nicchia?
Credo che non si possa essere contemporanei e moderni (qualunque mestiere si faccia) senza preoccuparsi dell’ambiente, del pianeta, di quello che ci circonda. Per questo abbiamo deciso di occuparci dell’orto e delle coltivazioni. Il nostro orto, tra l’altro, non riesce a coprire interamente il fabbisogno del nostro ristorante. Solamente per le erbe siamo completamente indipendenti. Diciamo che questa cosa ci ha messo in un’ ottica di sensibilità completamente diversa nei confronti di una serie di problematiche.

Chi raggiunge risultati come il tuo è più abile manager o talentuoso cuoco?
Ci vuole anche il manager ma il cuoco è qualcosa di più. Sono ostinata, disordinata, tenace, precisa e rigorosa. Tutte caratteristiche caratteriali che fanno di me una persona perfetta per questo lavoro.

Ti lascio con un pizzico di frivolezza: le scarpe con i tacchi che indossi sono una conquista o una contaminazione ambientale?
(ride) È stata la scoperta di un lato di sé particolarmente interessante. Veramente.

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