Masterchef 7: trionfa Simone ma la vera vincitrice è Antonia Klugmann

9 marzo 2018

Alla fine ce l’ha fatta: Simone Scipioni, il giovane e posato cuoco di Montecosaro, è il trionfatore della settima edizione di MasterChef. Il ventiduenne è infatti riuscito ad avere la meglio nello scontro finale con Kateryna Gryniukh, finalista originaria dell’Ucraina, quest’ultima forse svantaggiata da una rana pescatrice non sufficientemente cotta. La vera vincitrice di questa stagione sulle frequenze di Sky Uno, però, è la chef stellata Antonia Klugmann: con la sua infinita dedizione per gli ingredienti, e il doveroso rigore in cucina, Antonia ha saputo conquistare settimana dopo settimana sempre più appassionati.

La finale in pillole

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Nessun vincitore annunciato anzitempo, per la settima edizione di MasterChef. Sin dalle primissime puntate nella cucina di Sky Uno, infatti, è stato difficile identificare un aspirante cuoco che potesse distaccarsi dal gruppo, come ad esempio accaduto lo scorso anno per Valerio Braschi. I tre giunti all’appuntamento finale se la sono giocata ad armi pari, bilanciando sapientemente i loro punti di forza e debolezza, sebbene le previsioni della vigilia siano state disattese: sui social network, ad esempio, in molti avrebbero scommesso sulla vittoria di Alberto Menino, determinato micologo di Tortona con una predisposizione innata per lo stile in cucina. Una corsa, quella per il creativo cuoco, purtroppo frenata da un Invention Test non troppo fortunato.

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La puntata si è aperta con la classica Mystery Box dello specchio: i concorrenti hanno riflettuto sui loro progressi all’interno della MasterClass, presentando ai giudici il loro piatto migliore. Ad avere la meglio è stata Kateryna, l'invention test prevedeva tre piatti di tre chef stellati pronta a conquistarsi il primo posto nella finalissima, osservando quindi il successivo duello dei due colleghi comodamente dalla balconata. L’Invention Test è stato particolarmente duro, nonché faticoso, poiché agli sfidanti Alberto e Simone è stato richiesto di riprodurre fedelmente i piatti di tre chef stellati: Pino Cuttaia, Anthony Genovese e Norbert Niederkofler. Tra uova di seppia e carni a riposo nel fieno, i giudici Antonio Cannavacciuolo, Bruno Barbieri, Antonia Klugmann e Joe Bastianich hanno deciso di seguire le indicazioni ricevute dagli ospiti, assegnando la vittoria a Simone con un punteggio di 2 a 1.

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È giunto così il momento della finalissima, con la presentazione da parte dei cuochi di un meno completo: Kateryna ha puntato su una fusione della cucina ucraina con quella italiana, mentre Simone sulla rivisitazione della tradizione, anche con un tocco di ironia. Passerà alla storia, ad esempio, il suo Voulez-vous quaglier avec moi per il suo secondo a base di quaglia. Entrambi i concorrenti hanno dimostrato una performance alla pari, con punti di pregio e di difetto – Simone primeggia sulle carni, Kateryna stupisce con antipasti e dessert – tanto che lo spettatore è rimasto sulle spine fino al momento della proclamazione. E la vittoria se la aggiudica proprio il cuoco marchigiano, forse per un inciampo ai fornelli della rivale sulla cottura della rana pescatrice.

Antonia Klugmann: la vera protagonista

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Uscito Carlo Cracco dalle cucine di SkyUno, con tanto di commiato nella prima puntata della stagione, nello studio di MasterChef è entrata Antonia Klugmann, chef stellata del ristorante L’Argine a Vencò. Un traguardo non facile, quello di sostituire un protagonista storico dello show tanto amato dal pubblico, commovente anche l'abbraccio finale con la seconda classificata che tuttavia Antonia è riuscita a raggiungere con grande impegno, dedizione verso gli ingredienti, ascolto e passione. Antonia è riuscita a trasmette ai concorrenti, e forse anche al pubblico forse poco a conoscenza della vita in cucina, come questo mestiere necessiti innanzitutto di studio e devozione, rigore e attenzione. Severa quando necessario – la piccola opposizione con Italo è diventata una sorta di cult sui social network – Antonia ha in realtà svelato puntata dopo puntata non solo il suo grande amore verso questa professione, ma anche la capacità di incentivare i concorrenti a dare del loro meglio. Un rigore sempre da sprono, poiché la chef non si è mai limitata a sottolineare gli errori ma si è assicurata che i concorrenti potessero comprenderli, ragionando sugli ingredienti e i loro abbinamenti, per non ripeterli in futuro. E commovente è stato anche l’abbraccio finale con Kateryna – “ora puoi cucinare per tutta la vita” – poiché quello di MasterChef non è un traguardo, ma solo l’inizio.

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