Più frutta nelle bibite analcoliche: lo dice la legge

9 marzo 2018

Dal 12 al 20 per cento: sale per legge la percentuale di succo d’arancia che deve essere contenuta nelle bevande analcoliche prodotte in Italia e vendute con il nome dell’agrume a succo o con denominazione che lo richiama. un giusto riconoscimento alle bevande di maggiore qualità È entrato infatti oggi in vigore il provvedimento che prevede più frutta nelle bottiglie e che, come afferma anche Coldiretti, contribuisce a offrire giusto riconoscimento alle bevande di maggiore qualità, riducendo l’utilizzo di aromi artificiali e zucchero nelle bevande a base arancia che siamo soliti trovare in supermercati, bar e punti vendita. “L’innalzamento della percentuale – ha infatti commentato Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti – va a migliorare concretamente la qualità dell’alimentazione a ridurre le spese sanitarie dovute alle malattie connesse all’obesità in forte aumento”.

succo d'arancia

Secondo Coldiretti, questo aumento avrebbe anche un impatto economico sulle imprese agricole: più frutta nelle bibite significa infatti più agrumi utilizzati (pari a circa 200 milioni di chili in più di arance all’anno) e la possibilità di salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani, soprattutto tra Sicilia e Calabria. “A oggi – conclude l’associazione – per ogni aranciata venduta sugli scaffali a 1,3 euro al litro agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute, del tutto insufficienti a coprire i costi di produzione e di raccolta. Una situazione che alimenta una intollerabile catena dello sfruttamento che colpisce lavoratori, agricoltori ed i trasformatori attenti al rispetto delle regole“.

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