Massimo Bottura apre il Refettorio a Parigi

9 marzo 2018

Chi abbia sfogliato un suo libro, osservato uno dei video che realizza o – tra i più fortunati – assaggiato uno dei suoi piatti, avrà già percepito con quale intensità dietro la ricerca gastronomica di Massimo Bottura lavori una precisa idea di mondo, una filosofia costante e un progetto culturale ambizioso. riqualificare ambienti dimessi per farli diventare luoghi di ristoro per chi è in difficoltà Da qualche anno il tentativo di restituire centralità al cibo, alla sua condivisione, alla ricerca delle potenzialità insite in ogni alimento, si esprimono – oltre all’avventurosa costruzione dei suoi menu – in Food for Soul. L’associazione è stata fondata dallo chef e da sua moglie a seguito dell’esperienza sperimentata a Milano nel 2015, quando in occasione dell’Expo si è deciso di recuperare un teatro dismesso e riqualificarlo per farci nascere il Refettorio Ambrosiano, un luogo di ristoro dedicato a tutte le persone in difficoltà. Al progetto collaborano la Caritas di Milano e molti amici chef e chi volesse sapere con quanto ingegno gli ingredienti di tutti i giorni si possono sfruttare per portate nutrienti e curatissime può spulciarsi attentamente il libro Il pane è oro – ingredienti ordinari per piatti straordinari, edito da Phaidon.

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Dal 15 marzo alla lista dei refettori allestiti dalla Onlus nel mondo si aggiungerà una preziosa sede francese, il Refettorio Paris. La cripta della chiesa della Madeleine è stata trasformata dall’intervento di architetti e designer, tutti concentrati sul riuso dei materiali (hanno partecipato JR e Prune Nourry, Nicola Delon, Ramy Fishler) e si conta di servirci ogni giorno cento pasti, sfruttando oltre 130 chili di cibo recuperato. Se indispensabile è la collaborazione di molti volontari, il sistema è organizzato sull’impiego di allievi di cucina che si eserciteranno a riproporre le elaborazioni di grandi chef (sono più di duecento quelli che hanno collaborato a Food for Soul), mentre le eccedenze alimentari arriveranno dalle distribuzioni di Carrefour, Banque Alimentaire, Phenix. Nella risorta cripta si organizzeranno poi ulteriori eventi, tutti orientati a costruire nuovi modelli per una convivenza collaborativa, nutriente, di incontro, che veda il cibo come prezioso elemento di aggregazione e soprattutto come fondamento di una condivisione insieme etica e estetica.

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La missione di Food for Soul è riflettere sull’isolamento sociale, sullo spreco alimentare e cercare di disinnescarli con precise strategie: dal 2015 sono stati aperti nuovi centri a Rio de Janeiro, Londra, Bologna, Modena, ogni volta incentrati sulle esigenze delle comunità locali, sulle specifiche problematiche del territorio. I refettori allestiti dalla Onlus sono luoghi dismessi e recuperati, resi accoglienti e belli; i piatti che vi si servono sono sostanziosi e eleganti, tutti messi insieme a partire dalle tonnellate di cibo (se ne valutano oltre 25, divise in più di sedicimila pasti) che normalmente andrebbero sprecate e che con questo progetto trovano una perfetta realizzazione.

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