Mirin: che cos’è e come si usa?

17 marzo 2018

Mirin: questo nome compare in tante ricette di cucina giapponese. Se volete preparare a casa, per esempio, il salmone in salsa teriyaki o la fonduta Shabu Shabu, vi troverete ad avere a che fare con questo ingrediente. uno speciale sake più denso, dolce e meno alcolico Si tratta di uno speciale sake (bevanda alcolica nata dalla fermentazione del riso), più dolce e denso ma anche meno alcolico di un normale sake. La sua storia è antichissima: si torna indietro al periodo Sengoku, tra il 1467 e 1603 circa. Il mirin ai tempi era bevuto come bevanda leggermente alcolica; solo successivamente, attorno al periodo Edo (1603-1867), i giapponesi iniziarono a utilizzarlo in cucina, a partire dalla marinatura per l’anguilla o dalla salsa usata per la soba. Dagli anni ’50, le tasse sul mirin scesero e l’ingrediente si diffuse velocemente, prima in Giappone poi all’estero.

Caratteristiche

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Qual è il segreto del successo di questo prodotto nei secoli e nel mondo? Quello che piace agli esperti e agli appassionati di cucina è la sua dolcezza. Sì, è vero, nelle marinature si potrebbe aggiungere semplicemente lo zucchero, ma questo ingrediente giapponese ha un sapore più complesso e aromatico che è trasmesso anche alle pietanze, rendendole più sofisticate. Altra caratteristica: rende i cibi più brillanti e invitanti, come se fossero glassati. Aspetto particolarmente interessante se pensiamo a un succulento barbecue.

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Di mirin esistono in commercio tre tipi: quello che è considerato il vero mirin è chiamato Hon Mirin ha una gradazione alcolica di circa 14%. Meno alcolico (1,5%) e dal sapore più delicato è lo Shio Mirin. Gusto meno deciso e pochissimo alcol (sotto l’1%) invece sono le caratteristiche del terzo tipo, lo Shin Mirin o mirin stagionale.

Comprare il mirin

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Dove si possono acquistare? Oggi non è poi così difficile reperire una bottiglia di questo particolare alcolico dolce. Potete infatti trovare il mirin nei negozi specializzati in prodotti orientali o in quelli biologici oppure online. Se l’impresa risulta più difficile del previsto o all’ultimo vi accorgete di essere rimasti senza, potete sostituire questo ingrediente con del marsala o dello sherry oppure mescolare tre cucchiai di sake (o di Chardonnay) con un cucchiaino da tè di zucchero.

Come si usa

Come abbiamo detto all’inizio, il mirin è usato per le marinature e per le salse. Sicuramente questo è l’utilizzo più diffuso ma non sottovalutiamo la versatilità di questo prodotto. Scopriamo allora qualcosa di più di questo ingrediente e dei suoi usi, perché potremmo stupirvi con qualche effetto speciale.

  1. tsukuneCondimenti: il mirin è una delle materie prime base per la salsa teriyaki, l’ideale per dare un sapore unico al nostro pesce o alla nostra carne alla griglia. Provatela, per esempio, con gli spiedini di pollo (yakitori) o l’anguilla arrosto. Con questo ingrediente si possono preparare altre preparazioni come la salsa ponzu oppure l’intingolo che accompagna ricette fritte come il Tendon, la ciotola di riso e tempura di gamberi e verdure, l’agedashi tofu o ancora il pollo fritto alla coreana.
  2. miso zuppaBrodi e zuppe: il mirin regala un aroma particolare alle nostre ricette calde e liquide. Con il calore l’alcol evaporerà lasciando un sapore particolare. Non ci credete? Aggiungete il sake dolce alla zuppa di miso, al nimono (carne, legumi o verdure stufate nel brodo dashi), persino al ramen con pollo.
  3. 181-yaki-udonNoodles e riso: con il mirin si può preparare una deliziosa salsa con cui saltare i nostri noodles, come nel caso del sukiyaki con tofu, manzo e verdure. Aggiungetelo nella preparazione dei classici yaki udon, gli spaghetti giapponesi, ai piatti di soba, i tagliolini di grano saraceno, o ai noodles fritti con aglio e zenzero come fanno a Singapore.
  4. La preparazione del riso per il sushiRiso per il sushi: anche nel piatto forse più famoso nel mondo di cucina giapponese è presente il nostro speciale ingrediente. Per preparare il riso per il sushi si può infatti usare semplicemente un condimento a base di aceto, zucchero e sale oppure aggiungere due cucchiai da minestra di mirin. Questa soluzione era usata soprattutto in passato ma nulla ci vieta di riproporla ancora oggi.
  5. tamagoyakiUova: sembra strano che un prodotto così dolce possa andare d’accordo con piatti a base di uova, eppure è così. Aggiungete un goccio di mirin nelle vostre omelette, sia quella classica francese, sia la sua interpretazione giapponese, il tamagoyaki. Vi basterà sbattere le uova insieme a un cucchiaio di sake dolce e poi cuocere. Un’altra ricetta che potete provare è quella dell’ajitsuke tamago, le uova marinate con mirin, salsa di soia, sake e zucchero.
  6. I babàDolci: avete mai provato quest’ingrediente nei dessert? A dimostrazione della versatilità del mirin vi consigliamo di usarlo per preparare le pere o le albicocche in camicia al posto del vino. La sua dolcezza è l’ideale per dare un tocco in più alle torte di frutta o a base di tè verde matcha. Del resto in tante preparazioni dolci si usano alcolici, come il rum o l’alchèrmes, no? A questo punto, chi si offre per un babà fusion al mirin?

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