Dove mangiare a Hong Kong e Macao per gli Asia’s 50 Best Restaurants

21 marzo 2018
di Alessandra Gesuelli

Se Hong Kong è già nelle mappe dei viaggiatori gourmet, Macao prova a entrarci. Ed è per questo che il 27 marzo ospita la cerimonia di premiazione degli Asia’s 50 Best Restaurants 2018. Abbiamo scelto per voi gli indirizzi da provare per non perdervi nell’infinita offerta della città un tempo britannica, e in quella più limitata ma in crescita della ex colonia portoghese, a 45 minuti di traghetto veloce dai grattacieli della metropoli più verticale d’Asia.

Hong Kong

dim sum

Quando ti dicono che a Hong Kong ci sono oltre 25.000 ristoranti e tu sei in partenza devi fare una scelta, un po’ di ansia ce l’hai per forza. Ci sono due mondi distinti a Hong Kong: da un lato dell’iconica baia l’isola propriamente detta e dall’altro Kowloon o The Dark Side come qui è scherzosamente definita. a hong kong convivono due mondi distinti Anche a tavola i due mondi differiscono: più tirato, sofisticato e internazionale sull’isola, più street food e dalla forte influenza cinese sulla terraferma. La città ospita alcuni dei ristoranti stellati più importanti del continente asiatico, rivaleggia con Singapore per i bar più cool ma ha anche un patrimonio di indirizzi di street food talmente importante da aver convinto anni fa la guida Michelin a inserirne alcuni nella selezione stellata. Si è così rotto un tabù e per pochi euro potrete mangiare virtualmente ogni sera in uno stellato. Va detto inoltre che gli stessi hongkonghini (sì, si dice proprio così) si definiscono con orgoglio dei foodies e quindi provano di tutto: fanno file lunghissime (ma non lente: in Asia, si sa, si mangia in fretta) pur di sedersi sullo strapuntino dell’ultimo locale alla moda e prenotano con largo anticipo pur di aggiudicarsi lo chef’s table nel ristorante di cui tutti parlano. Preparatevi dunque, ma ne varrà la pena.

  1. lung-king-heenLung King Heen (8 Finance St, Central). Nell’offerta infinita di Hong Kong naturalmente al primo posto ci sono i ristoranti cantonesi. Il tre stelle Michelin Lung King Heen, all’interno dell’hotel Four Seasons, è il regno incontrastato di chef Chan Yan Tak. A lui il merito di essere stato il primo ristorante cantonese al mondo a ottenere le tre stelle e a mantenerle in tanti anni grazie all’assoluta qualità della proposta. Protagonisti i dim sum serviti con un abbinamento di ottimo tè, come il Pu’er dello Yunnan, vintage del 1999, dai toni affumicati e avvolgenti. Il ristorante, luminosissimo, è un’esperienza unica, con la parete vetrata che abbraccia in uno sguardo l’intera baia di Hong Kong dall’alto. Chef Tak ha uno stile rigoroso e modesto, ci tiene molto ai suoi segreti e non fa entrare gli ospiti in cucina. Ricordate di mangiare subito i dim sum prima che si raffreddino: le temperature di servizio nella cucina cantonese vanno rispettate assolutamente. Se temete di spendere troppo, andate a pranzo: con l’Executive Lunch potete provare per 63 euro, una selezione di dim sum, tre piatti, un dolce e un dessert. Ci credereste mai?
  2. amber-hong-kongAmber (15 Queen’s Road Central, Central).“Se ami l’Asia non puoi non andare da Amber”: un consiglio curioso, se si pensa che parliamo di un ristorante francese a Hong Kong, ma va seguito. Al settimo piano dell’hotel Landmark del gruppo Mandarin Oriental, nel centro della città, questo indirizzo bistellato, dal 2005 è nelle capaci mani di Richard Ekkebus, olandese di nascita, belga d’adozione, con una passione per il Giappone e l’Asia tutta che ha portato nella sua cucina di impianto francese. Ne è nato un menu le cui ricette ora sono di culto. Un esempio? Il suo Hokkaido Sea Urchin: il prezioso riccio di mare di Hokkaido (Giappone) è servito in una gelatina di astice con caviale e crema di cavolfiore. Per assaggiarlo avete tempo fino a luglio, perché da questa estate Ekkebus sfida se stesso e cambia tutto. Un progetto a cui sta lavorando da 4 anni e una ristrutturazione completa della sua creatura, a partire dagli interni, con più sedute e tavoli disposti per dare più spazio ai clienti. Sparirà anche l’iconico soffitto con oltre 4000 bacchette di bronzo firmate dal designer Adam Tihany che sarà messo all’asta per beneficenza. Lo studio di Tihany sta disegnando un altro ambiente ancora top secret. Sarà ripensata anche la cucina, più grande e visitabile. E soprattutto Amber riaprirà con un nuovo menu: “Torneremo a disturbare con una proposta innovativa”, promette lo chef.
  3. chef-bombana-umberto-hktb-20168 1/2 Bombana (202 Alexandra, 18 House Chater Rd, Central). “Grazie alla possibilità di importare tutti gli ingredienti, senza tassazioni aggiuntive, puoi provare ogni tipo di sapore al mondo, senza spostarti dall’isola di Hong Kong, noi possiamo far arrivare qualsiasi ingrediente e dare una vera esperienza di alta cucina italiana in Asia”. Così Umberto Bombana, chef bergamasco a tre stelle Michelin con il suo ristorante 8 ½ Otto e mezzo dal 1993 nella città, spiega come è riuscito a portare l’Italia tra i grattacieli di Hong Kong. Lui che a ogni Fiera Internazionale del Tartufo di Alba, si collega in diretta per l’asta e si aggiudica alcuni dei migliori esemplari. Basta dare un’occhiata da un lato dell’accogliente sala del ristorante: nella cella, tra i prosciutti come il Pata Negra e la Cinta Senese e alcuni grandi formaggi italiani, fanno capolino tartufi bianchi dal profumo intenso. In stagione non potete non ordinare un piatto di tagliolini con tartufo grattugiato al momento a occhio. La sua passione, oltre che la sua proposta, autentica e avvolgente, ne fa un vero tempio del gusto italiano d’eccellenza fuori dai confini nazionali. Anche il mondo del vino è molto ben rappresentato, grazie alle ottime scelte del general manager e sommelier Marino Braccu. Mangiare da Bombana non è un esercizio di nostalgia, ma un’esperienza completa in sé. Andate anche a Macao dove lo chef ha aperto l’altro 8 ½ Otto e mezzo-Bombana guidato dal giovane Antimo Merone: il locale ha già una stella Michelin.
  4. ho-hung-keeHo Hung Kee (Causeway Bay, 500 Hennessy Rd). Fareste 40 minuti di fila per una scodella di noodles? A Hong Kong dovete: è parte del divertimento e un rituale che vi farà sentire subito dei local. E allora affrontate la folla di fronte allo storico ristorante Ho Hung Kee,  aperto per la prima volta nel 1946. Oggi ha una stella Michelin e interni da diner occidentale tradizionale. Il menu ormai include diversi piatti cantonesi ma voi ordinate la specialità per cui è famoso: i wonton noodles, rigorosamente freschi e fatti a mano, che alcuni definiscono i migliori di tutta la città. Il prezzo? Si cena con 10 euro.
  5. intercontinentalInterContinental (18 Salisbury Rd). Dalla sua lobby si gode una delle viste più belle sulla baia di Hong Kong. L’InterContinental sul lato di Kowloon, è uno degli indirizzi più conosciuti della destinazione e tra i più famosi d’Asia. Aperto negli anni ‘80, e dal 2001 nel gruppo Ihg, resta molto popolare alla sera per un aperitivo. La carta rende omaggio alla città con un paio di proposte che fanno da introduzione perfetta prima di una cena con vista al famoso  Yan Toh Heen, due stelle Michelin di cucina cantonese: interni color di giada e in menu tanti piatti della tradizione cantonese saltati al wok. Provate i gamberi in salsa piccante XO fatta in casa. Chiedete la carta dei tè per un’esperienza completa di abbinamenti. L’InterContinental chiuderà nei primi 3 mesi del 2019 per un ampio refresh di tutti i suoi interni. L’intervento riguarderà le 503 camere, le aree pubbliche, la facciata e i ristoranti, ma questo locale resterà aperto durante i lavori che dureranno in totale ben 16 mesi.

Macao

macao

Poche cose sono rimaste a Macao del suo passato portoghese. Non vi fate ingannare dalla doppia lingua su tutti i cartelli: solo un piccolo numero di persone effettivamente parla portoghese. Restano però le chiese e i palazzi Patrimonio Unesco sparsi tra Macao propriamente detta, Taipa e Coloane, a ricordare la presenza europea in questo angolo di Cina. uno degli aspetti più originali e interessanti è la cucina sino-portoghese Tutto intorno, a sovrastare gli antichi edifici, ci sono i grandi casinò dal gusto discutibile per cui la destinazione è famosa, e altrettanti grandi hotel luccicanti. Un curioso mix tra Las Vegas e il Chiado di Lisbona, ma con i dragoni e le lanterne cinesi. Accanto a una crescente offerta di cucina internazionale di livello e di ristoranti cantonesi – perlopiù all’interno dei casinò – c’è la cucina locale. Qui troverete qualche traccia in più della storia di Macao. In particolare cercate la tradizione dei piatti sino-portoghesi, uno degli aspetti più originali e interessanti, ancora non abbastanza valorizzata nel fine dining: in futuro potrebbe rivelarsi una chiave diversa per guardare a questa parte d’Asia.

  1. antonio-macaoAntonio (7 R. dos Clerigos). In un angolo piuttosto caratteristico del villaggio di Taipa sembra davvero di essere in Portogallo. A ricreare un barrio lusitano sulla terraferma cinese ci ha pensato lo chef Antonio Coelho, promotore dell’autentica cocina portuguesa all’estero, da anni nella guida Michelin e un pezzo di storia culinaria della destinazione (il ristorante ha compiuto 10 anni nel 2017). Nei piatti pesa la tradizione, non sempre convincente, ma l’atmosfera, sebbene folcloristica, è piacevole grazie alla musica e al servizio, quindi provatelo, con un occhio attento ai prezzi del menu.
  2. litoralRestaurante Litoral (261 R. do Alm. Sergio). Quando arrivate a Macao, chiedete consiglio per un buon ristorante di cucina macanese.  Ciascuno vi indicherà il suo, ma sul Restaurante Litoral sono tutti d’accordo: è ancora autentico e buono. I piatti sono semplici, il ristorante è un po’ vecchio stile con le pareti bianche e il legno scuro di tavoli e sedie, che fa tanto Algarve d’antan, ma le ricette sono ben eseguite e rendono pienamente i sapori sino-portoghesi. Forse l’esperienza più autentica che potete fare da queste parti. Provate il beef o il pork minchi: la parola deriva da una storpiatura locale della parola inglese minced (tritato) e in effetti è un piatto di carne tritata di manzo o maiale ben speziata e insaporita con l’uso di soia; saltata e servita con un uovo fritto, patate e il riso bianco di accompagnamento. Oppure provate  il merluzzo al latte di cocco e zafferano, servito naturalmente con l’immancabile riso. Il vostro palato vi ringrazierà per il viaggio di gusto da Oriente a Occidente fatto in pochi minuti.
  3. tai-lei-loi-kei-hongFong Kei (14 R. do Cunha) e Tai Lei Loi Kei (35 Rua Correia da Silva). La parte antica del villaggio di Taipa è il posto giusto per provare un paio di indirizzi di street food, che nonostante siano popolari tra i turisti ancora conservano un po’ di sapore del tempo che fu. Nella pasticceria di famiglia Fong Kei trovate i tipici biscottini di mandorle e naturalmente gli immancabili pasteis de nata di origine portoghese che qui spopolano. Infilatevi tra i vicoli per scoprire Tai Lei Loi Kei dove assaggiare per poche patacas (sì, si chiamano così i soldi locali) il più famoso panino con le braciole di maiale di tutta Macao. Dal 1968 è sempre lo stesso: croccante e saporito, va mangiato ben caldo, magari seduti su una panchina della piccola piazzetta di Taipa, un angolo davvero insolito tra le basse case, mentre fanno da quinta all’orizzonte i grattacieli.

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