Chi sono i protagonisti di Chef’s Table Pastry, dal 13 aprile su Netflix

4 aprile 2018

Il 13 aprile, sulla piattaforma di streaming Netflix, arriverà la quarta stagione di Chef’s Table. Ideata e realizzata dal giovane regista statunitense David Gelb, questa serie di documentari è stata definita dal New York Times “uno dei pochi prodotti televisivi attuali che mostrano l’arte della cucina in modo elegante e esalta non solo le differenze tra i piatti e i ristoranti degli chef protagonisti ma le loro filosofie e visioni del mondo“. la quarta stagione di chef's table è dedicata alla pasticceria Le prime tre stagioni hanno raccontato, ognuna, le storie di 6 (18 in tutto) chef internazionali, entrando in punta di piedi nelle cucine e addentrandosi nelle vite personali per offrire uno sguardo unico sul percorso che ognuno ha intrapreso per giungere sul Monte Olimpo della gastronomia mondiale. Quest’anno, la serie è dedicata alla pasticceria e le 4 puntate realizzate, 2  in meno del format originale, vedranno protagonisti alcuni tra i pasticcieri più importanti – ognuno a suo modo – del mondo: Corrado Assenza, Christina Tosi, Jordi Roca e Will Goldfarb, con le loro peculiarità e le loro storie, per una stagione che si preannuncia più giocosa nelle immagini ma densissima a livello narrativo. Imperdibile. Vediamo più da vicino chi sono i protagonisti.

  1. corrado assenza caffè siciliaCorrado Assenza (Caffè Sicilia – Noto, Siracusa) parlerà di gelato e cannoli ma anche, e soprattutto, della sua pasticceria di rottura. Si è scritto e detto già tanto (ma forse ancora non abbastanza) di quest’uomo dai modi gentili e riservati che riesce a plasmare le materie, spaccando le tradizioni per rimontarle in maniera del tutto nuova. La sua pasticceria è come la sua terra, ricca e goduriosa, profumata e decisa con lo stesso, perfetto, bilanciamento tra sapori all’apparenza distanti, proprio come gli arabi e i normanni conquistatori. Corrado riesce a fondere tutto questo in composizioni ardite, ma senza dubbio indimenticabili.
  2. christina-tosiChristina Tosi (Momofuku Milk Bar – New York) rappresenta la new wave della pasticceria americana, ricca di strati e sapori al limite del lussurioso. Scelta dal re mida della ristorazione newyorchese David Chang (dicono dopo aver assaggiato un solo boccone di un suo dolce), ciò che contraddistingue Tosi è la tecnica impeccabile e quella personalissima visione di una pasticceria giocosa e universale, che possa offrire gioia e piacere e che sia anche facilmente replicabile a casa. Tosi ha vinto due volte il James Beard Award e dirige una squadra di quasi 200 pasticcieri nei suoi 13 negozi sparsi tra New York, Las Vegas, Washington e Toronto.
  3. jordi-rocaJordi Roca (El Celler de Can Roca – Girona) incarna la filosofia della pasticceria come scienza e studio forsennato. Chef pasticcere del tristellato El celler de Can Roca, è in grado di creare dessert che sembrano venire da universi lontani anni luce dal nostro. Roca utilizza macchinari creati appositamente per lui e porta gli ingredienti quasi al limite della materia per estrarne l’anima e servirla sul piatto. Realizza profumi edibili e dessert che sono opere di arte contemporanea. Guardarlo è una magia e mangiarne le creazioni un vero e proprio viaggio tra le stelle.
  4. will-goldfarbWill Goldfarb (Room 4 Dessert – Bali) è stato definito il golden boy della pasticceria americana. Laureato in Storia, decide che a interessarlo non sono gli avvenimenti dei campi di battaglia ma quelli che accadono nelle cucine. Studia al Cordon Bleu di Parigi, lavora fianco a fianco con Albert Adrià a El Bulli proprio nel periodo in cui i fratelli guadagnano la terza stella, apre (e chiude per motivi di salute) un’acclamatissima pasticceria a New York e da qualche anno incanta l’oriente con questo dessert bar, unico nel suo genere, dove sperimenta senza sosta, provoca e incuriosisce la clientela. Al Room4Dessert si servono pochi piatti salati, qualche vino magnifico, cocktail dagli aromi esotici e dolci à la carte che racchiudono in pieno l’idea di pasticceria avanguardistica di Goldfarb.  Il menu di questo periodo è composto da 9 piatti e si chiama Nine ways to die:  guardando ciò che è proposto si è tentati di sfidare la sorte.

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