L’eleganza nel bicchiere: è arrivato il black wine

12 aprile 2018

Un vampiro o un’anima gotica certamente non esiterebbero nel mandare giù il primo sorso. Fra i comuni mortali un po’ di diffidenza è concessa, perché il vino nero non soltanto è insolito, ma anche e soprattutto sfacciato. Affascinante e quasi prepotente, da una parte attira e dall’altra intimorisce. I salutisti, poi, di certo hanno l’istinto di bollarlo come un prodotto tutt’altro che naturale. È bene, quindi, sgombrare subito il campo dagli equivoci: il black wine, che si sta diffondendo in tutta Europa e non solo, non contiene inchiostro di seppia e neppure coloranti alimentari. Non c’è di mezzo alcuna diavoleria chimica: è semplicemente un vino rosso molto, molto scuro.

LE ORIGINI

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Il vino nero proviene nella maggior parte dei casi dai vitigni Malbec e Saperavi, presenti rispettivamente in Francia (per l’esattezza nella cittadina di Cahors) e in Georgia (la nazione, non lo stato americano). Il numero di cantine specializzate nella produzione di black wine sta aumentando Il numero di aziende dedite alla coltivazione di queste particolari uve sta aumentando nettamente gli ultimi tempi e lo stesso dicasi per le cantine specializzate nella produzione della bevanda in questione: merito anche di Instagram, che ne ha decretato la viralità. E merito del trend relativo al black food, nel quale si inserisce come complemento ideale. Versando il vino nero in un bicchiere e facendo roteare quest’ultimo, gli archetti che si formano sul vetro appaiono rossi; tenendo il bicchiere alla luce, però, il liquido assume subito una tonalità inky-black davvero sorprendente.

Il SAPORE

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Come accade per tutti i vini, anche nel caso di quello nero il sapore dipende dal tipo di uva utilizzata, quindi Malbec o Saperavi, e dal processo di produzione. Gli esperti e i degustatori raccontano di versioni più leggere e più corpose, aspre oppure zuccherine. Il minimo comune denominatore? Un retrogusto di mora. Il black wine di Saperavi, però, contiene anche note speziate e di vaniglia tostata.  

GLI ABBINAMENTI IDEALI

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A prescindere dalle differenze fra i vitigni di origine e i processi di produzione, il vino nero risulta un po’ più acido di quello rosso ed è decisamente più audace. Si abbina perfettamente a cibi ricchi e sostanziosi Per tali motivi si abbina perfettamente ai cibi ricchi e sostanziosi quali il foie gras, il tartufo nero, la carne di manzo, la selvaggina, le salsicce rosse, l’anatra in confit, il cassoulet. Bene anche con le fritture, purché non siano light. Non è invece particolarmente indicato per accompagnare i primi, fatta eccezione per quelli con legumi o caratterizzati da robusti condimenti a base di carne. Insomma, via libera per le lasagne e per le tagliatelle con il ragù alla bolognese.

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