Com’è Barnaba wine bar e cucina, nuova apertura a Roma

19 aprile 2018

Squadra che vince non si cambia. Deve esser stata questa massima a ispirare Fabrizio Pagliardi e suoi soci nella nuova avventura di Barnaba wine bar e cucina a Roma (via della Piramide Cestia, 45). Infatti, non può sfuggire a nessuno la straordinaria somiglianza con il riuscitissimo progetto di Remigio Champagne e vino di via Santa Maria Ausiliatrice, ovviamente. E anche la motivazione che ha spinto i soci a scegliere il nome Barnaba ha un diretto collegamento con Remigio. Se si cercò la protezione del famigerato Santo dello Champagne per la prima scommessa, oggi per Barnaba si è pensato a Marino e alle grandinate del ‘600.

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Ma cos’è allora a distinguerli visto che anche l’angelico calice è rimasto quale simbolo della maisonGli spazi, innanzitutto. Il locale è grande e offre varie soluzioni distribuite su 2 livelli. Inoltre, soprattutto ora che sta arrivando la bella stagione, si può godere dell’ampio spazio antistante ben curato e organizzato. All’interno tutto è pensato in modo attento e funzionale. il locale è grande e offre varie soluzioni distribuite su 2 livelli Dietro l’arredamento c’è una capace ed esperta mano femminile, quella di Clara Divizia da Manciano, architetto e studiosa di cucina naturale. È un luogo accogliente, caldo, che da troppo tempo mancava in una zona come quella tra la Piramide Cestia e San Saba (per continuare quel filo rosso con il sacro).

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Questa vineria (con champagne) e cucina offre al cliente una vastissima offerta. Al momento la carta conta oltre 100 etichette di champagne e poco meno di 250 etichette tra vini italiani e stranieri, quasi tutti naturali. La grande e antica passione di Fabrizio (e della compagine tutta) ha reso possibile la realizzazione di una selezione di tale importanza avendo anche cura del rapporto qualità-prezzo. Poi, volendo, sulla lavagna che campeggia oltre il bancone, è disponibile un buon numero di distillati, liquori e vini dolci che non può passare inosservata.

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Ma non c’è solo questo. Anzi Barnaba non è solo questo. È anche un racconto di assaggi e piatti ben studiati che si articola attraverso 4 menuBarnaba è anche un racconto di assaggi e piatti che si articola attraverso 4 menù È quasi fame è l’offerta dedicata a chi si ferma qualche minuto per capire se quel languorino è il preludio al pranzo o alla cena. All’interno, oltre alla magnifica selezione di ostriche (con tanto di spazio in lavagna), è possibile spaziare dal salmone alle alici, dalla tartare ai nervetti, dai formaggi ai salumi. Squisito il Prosciutto Fumato Kentucky. Non è proprio fame, come per dire che non si ha voglia di un pasto vero e proprio ma di qualcosa di appetitoso che accompagni perfettamente un calice di vino. Ci sono i fritti (alici, baccalà e verdure) ma anche insalatine, roast beef e bun di sugo di coda alla vaccinara. Notevoli quello con uova e asparagi e le polpette di bollito. È fame, è fame, invece è il menu vero e proprio in cui si trovano i piatti immaginati da Stefania Pinto per accontentare le esigenze di chi si ferma per un pasto completo. Ad esso, quasi naturalmente, è legato Voglia di qualcosa di dolce tanto per finire in bellezza o per concedersi una coccola particolare.

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