Sospesi gli enti certificatori di salumi

20 aprile 2018

Dopo l’inchiesta che ha portato al sequestro di migliaia di cosce di maiale destinate a diventare prosciutto Parma o San Daniele, il dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari – sospesi per 6 mesi l'istituto parma qualità e ifcq certificazioni Icqrf – del ministero delle Politiche Agricole ha sospeso – a partire dal 1 maggio 2018 e per sei mesi – le autorizzazioni per espletare le funzioni di controllo di numerose produzioni Dop e Igp. Due i provvedimenti previsti: il primo sospende Prosciutto di San Daniele Dop; Prosciutto Veneto Berico Euganeo Dop; Cinta Senese Dop; Stelvio Dop; Fiore Sardo Dop; Speck Alto Adige Igp; Agnello di Sardegna Igp; Kiwi Latina Igp; Pecorino Romano Dop; Pecorino sardo Dop; Valle d’Aosta Jambon de Bosses Dop; Valle d’Aosta Lard D’Arnard Dop; Prosciutto Toscano Dop. Prosciutto di Carpegna Dop; Salamini italiani alla cacciatora Dop; Salame Brianza Dop; Prosciutto di Sauris Igp; Mortadella Bologna Igp; Cotechino Modena Igp; Zampone Modena Igp; Salame Cremona Igp; Finocchiona Igp; Pitina (PNT).

prosciutto di parma

Il secondo il controllo sulle produzioni Dop “Prosciutto di Parma, Prosciutto di Modena, Culatello di Zibello e Salame di Varzi”. Destinatari dei provvedimenti sono l’Istituto Parma Qualità, che si occupa fra l’altro del controllo e della certificazione per la filiera del Prosciutto di Parma, e la Ifcq Certificazioni, che svolge lo stesso ruolo anche per il Prosciutto San Daniele. Secondo l’inchiesta della procura di Torino, i maiali incriminati erano frutto dell’inseminazione di interi allevamenti con il seme del suino di razza duroc danese, che genera animali più prestanti e di crescita rapida, procedimento che però, secondo i magistrati, violerebbe le stringenti previsioni del disciplinare del prosciutto di Parma e di quello del San Daniele. Associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, falso, contraffazione dei marchi e truffa ai danni dell’Unione europea le accuse ipotizzate dai pubblici ministeri, con centinaia di allevatori indagati in tutta Italia.

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