Inflazione della rapa rossa: perché la barbabietola è ovunque?

27 aprile 2018

La rapa rossa è uno di quegli alimenti la cui descrizione comincia immancabilmente con un favolistico “pianta della famiglia delle Chenopodiaceae”; che, sparata così, potrebbe voler dire tutto. Uno dei primi incontri con quella che le persone più fini chiamano almeno barbabietola, la rapa rossa è diventata come cristiano malgioglio, all'improvviso è ovunqueavviene per gli italiani durante l’infanzia, la prima volta che vanno all’estero e in un buffet della colazione vedono delle fette tondeggianti e zigrinate che sembrano patatine ma sono rosse. Il bambino, se è cauto, chiede: “Cosa sono?” e un adulto accorto dice: “Lascia stare, quelle sono barbabietole”. Poi nessuno le vede più finché la badante ucraina non le propone nell’unica zuppa che si può mangiare senza dentiera. O almeno, così capitava alle persone delle scorse generazioni. Perché oggi la rapa rossa è come Cristiano Malgioglio; per anni nessuno ne ha sentito il bisogno: con i capelli ancora privi di fasce ossidate lui faceva la sua vita scrivendo canzoni per la Zanicchi e noi la nostra cercando un posto nel mondo; poi all’improvviso Malgioglio non solo c’era dappertutto, ma era anche descritto come qualcosa di indispensabile e tu, che il posto nel mondo non l’hai ancora trovato, ti domandi: ma come siamo arrivati a questo punto?

risotto-rape-rosse

Lo spartiacque tra quando un ingrediente è solo qualcosa di misterioso che mischiano i russi nelle zuppe e il momento in cui diventa l’oggetto di culto della contemporaneità è sancito da Benedetta Parodi: se lei riesce a usarlo per sfamare i figli e la sorella, allora non possiamo farne più a meno. I grandi chef sfruttano la barbabietola con raffinatezza e senso del divertissement, sapendo che il Risotto con rape rosse e salsa al gorgonzola (direttamente dal menu di Enrico Bartolini) a molti di noi potrebbe sembrare il trionfale ritorno del risotto alle fragole, come anche il Riso al rosso di rapa con cozze al vapore e olio al peperoncino di Marco Sacco (ma in questo caso ci vanteremo almeno di poter individuare le cozze, qualcosa che frequentiamo perché le compriamo cilene e surgelate).

norbert-niederkofler

Con Davide Caranchini scordatevi salmone e tonno, perché la tartare è di barbabietola (al carbone), con radici di prezzemolo e levistico (un nome dal sapore biblico per descrivere un’erba di montagna che difficilmente si importa congelata dal Cile). Norbert Niederkofler con la rapa rossa ci fa gli gnocchi (da condire con ravanelli e terra di birra, ça va sans dire).

riso alla barbabietola

Ma nell’alta ristorazione ogni ingrediente diventa un grande ingrediente, perché con la cucina magnifica di certi grandi artisti ci va sempre bene. Il problema nasce quando le tendenze, come oscure propaggini di una funerea Gorgone, finiscono nelle bettole che frequentiamo noi. Perché, si sa, non c’è mai fine agli incubi che si possono avverare negli apericena. Ed è proprio lì, di fronte a frotte di orrendi mostri che ti caverebbero le cornee per riempirsi il piatto di porchetta, che tu ti ritrovi solo con l’unico vassoio da nessuno adocchiato: quel dannatissimo riso venere condito con crema di barbabietole. E tutti sappiamo che crema nei bar che fanno l’apericena significa aver buttato intero il minipimer nella pentola degli avanzi.

insalata di barbabietole

La solitudine di chi mangia riso nero e barbabietola si esplica allora in una tragica ricerca di dati sull’ortaggio in questione, fino a esaurire i giga del telefono nella speranza che almeno faccia bene e che quegli inopportunissimi euro per vino scadente e caldo possano improvvisamente trovare un senso. comunque la barbabietola ha molte proprietà benefiche In questo, deo gratias, la natura ci viene incontro: la barbabietola ha molte fibre utili per l’intestino, un ricco contenuto di sali minerali (in particolare, calcio, potassio, sodio, ferro, magnesio, iodio) e di vitamine (dei gruppi B, C e A; A per la verità solo nelle foglie, ma è probabile che le foglie nella morsa del minipimer ci siano finite). Ma della barbabietola è importante anche il contenuto d’acqua (in verità, il 91% della sua composizione, per un apporto calorico bassissimo) e antiossidanti. A ben vedere, una quantità di benefici (si pensi soprattutto alla digeribilità) che difficilmente si potrebbero ravvisare in Cristiano Malgioglio, se il parallelo l’avete ancora in mente.

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