I 7 nuovi giovani chef italiani del JRE

10 maggio 2018

Gli chef JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe) festeggiano i loro primi 25 anni in Italia. Nel 1993 uscì infatti la prima guida dell’associazione, dedicata ad appena 27 nuove promesse della cucina italiana; oggi il jre italia conta oltre 80 associati in ogni angolo dello stivale oggi, nel 2018, JRE Italia conta oltre 80 associati, con ristoranti in ogni angolo del Bel Paese, il cui scopo è difendere e promuovere la gastronomia europea, scambiarsi idee ed esperienze, favorire lo sviluppo dei giovani talenti. Ma per festeggiare una ricorrenza, non c’è niente di meglio che allargare la compagnia: in questo caso, accogliendo ben sette nuovi chef all’interno dell’associazione.

  1. manfred-koflerSi parte dall’estremo nord, con Manfred Kofler, chef e gestore insieme al fratello Stefan del Culinaria, a Tirolo. Nel ristorante, accovacciato in montagna vicino ai masi locali, si apprezzano la bellezza antica di un panorama quasi incontaminato e un’idea di cucina molto moderna, che abbina gli ingredienti tradizionali del territorio (funghi porcini, ribes, anice di montagna) con altri provenienti da lontano, dal gambero rosso siciliano al rombo dell’adriatico.
  2. Oliver Piras e Alessandra del FaveroSeguono Oliver Piras e Alessandra Del Favero, di AGA Ristorante (San Vito di Cadore), che negli ultimi tempi hanno fatto parlare spesso di sé: merito di un locale intimo che non accoglie più di quattro tavoli alla volta e della ricerca sui sapori del luogo e della natura, che ha portato la coppia a creazioni come i ravioli di lepre in brodo di selvaggina e la fagianella con rosa canina.
  3. davide-maciDavide Maci si è invece stabilito a Como, al The Market Place. Qui propone una cucina semplice ma raffinata, frutto di contaminazioni fra la sua esperienza europea e le materie prime del territorio, fra la cucina internazionale e quella del lago. Tanto che le sue creazioni, come il risotto giallo con carrube ed essenza di arance amare, si accompagnano a cocktail appositamente ideati.
  4. Nikita SergeevNikita Sergeev ha imparato invece ad amare il cibo in Russia, negli anni seguiti alla caduta dell’Unione Sovietica; ma dopo il diploma presso l’Alma di Gualtiero Marchesi ha deciso di seguire la passione per la cucina italiana, a suo dire “equilibrata e democratica, buona per il ricco e per il povero”. Nel ristorante L’Arcade, a Porto San Giorgio, propone soprattutto piatti a base di pesce locale, ma non disdegna le ostriche, il foie gras e le alghe nori.
  5. faby-scaricaAnche Fabiana Scarica, chef di Villa Chiara Orto & Cucina (Vico Equense), si è formata all’Alma; ma ha voluto portare nell’alta cucina un approccio famigliare, caldo e accogliente, come suggerisce l’antico casale del XVII secolo, adibito a ristorante e dedicato alla figlia. Immersi nel vede e a pochi passi dall’orto si gustano piatti come gli gnocchi di patate ripieni di buccia affumicata e bottarga, il pescato alla brace con il tamarindo e il petto d’anatra accompagnato da nespole agro-piccanti.
  6. roberto-tonolaEntra infine a far parte di JRE Italia Roberto Tonola, chef della Lanterna Verde di Villa Chiavenna. Fino a pochi mesi fa, alla guida del ristorante c’era lo zio Andrea Tonola, associato ai JRE sin dal 1982. Nonostante il cambiamento in cucina, il giovane chef ha deciso di continuare a raccontare la storia di famiglia, che si snoda fra un piccolo allevamento di trote, una stella Michelin ottenuta già nel 1997, i pizzoccheri tradizionali e tutti gli altri prodotti tipici della Valchiavenna.

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