Nocciolini di chivasso, orgoglio e delizia piemontese

14 maggio 2018

Ci piace pensare che le tradizioni italiane affondino le radici in secoli lontani e che da allora si siano conservate più o meno immutabili. Ma in realtà, quando qualcosa è davvero buono, ci mette poco a diventare tradizionale: è il caso dei Nocciolini di Chivasso, inventati da un singolo pasticciere meno di 2 secoli fa, e conosciuti con il nome attuale da appena un’ottantina di anni. I Nocciolini di Chivasso sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte I Nocciolini di Chivasso, orgoglio e delizia della provincia storica piemontese del Canavese, sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale del Piemonte. Sono piccoli dolci rotondi, grandi al massimo un paio di centimetri, che a prima vista e al primo assaggio possono ricordare le meringhe o i macaron: 2 degli ingredienti che li compongono sono infatti zucchero e albume d’uovo. Il terzo è la nocciola tonda gentile delle Langhe. I Nocciolini sono saporiti e croccanti, grazie a un’accurata lavorazione di pasticceria eseguita da appena una manciata di produttori, tutti a Chivasso; sono stati inventati intorno alla metà dell’Ottocento dal pasticciere Giovanni Podio, che diede loro il nome piemontese di Noasèt.

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Furono presentati alle esposizioni universali del 1900 a Parigi e del 1911 a Torino, e nel 1904 la pasticceria Nazzaro ottenne il certificato ufficiale di fornitore della Real Casa di Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III. Poi ci fu il fascismo, i Noasèt dovettero cambiare nome nel più italiano Nocciolini, e la casa reale scomparve dal panorama politico italiano. Ma i Nocciolini di Chivasso sono sopravvissuti, e li si acquista ancora oggi nelle caratteristiche confezioni allungate di carta rosa oppure negli eleganti barattoli da pasticceria e supermercato di alta gamma. Sono croccanti e saporiti: si possono mangiare da soli (una manciata tira l’altra) o in molte felici combinazioni.

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I Nocciolini in cucina

Grazie alle dimensioni ridotte, i Nocciolini si possono incorporare in decine di ricette diverse. Tradizionale è l’abbinamento con lo zabaione: a Chivasso dal 1982 esiste addirittura la Confraternita del Sambajon e dij Noaset, con lo scopo di ricordare il delizioso dessert e di tramandarne le lodi. Qualcun’altro consiglia di immergere i Nocciolini nello spumante, meglio se un rosato di Alta Langa, per esaltarne la dolcezza; e ovviamente sono perfetti per sormontare una coppa di gelato al cioccolato o alla panna. Esiste anche un liquore dal nome simile, il Nocciolino di Chivasso, che però è preparato direttamente dalle nocciole. I Nocciolini sono usati anche per preparare torte, gelati e qualsiasi creazione di pasticceria: sono versatili e apprezzati da chiunque ami i dolci e le nocciole. L’unica difficoltà nel loro utilizzo è la tentazione di mangiarli tutti appena aperta la confezione.

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