Cucina hawaiana: dove mangiare il Poke a Milano

21 maggio 2018

Dopo gli hamburger, la pizza napoletana, il sushi nippo-brasiliano a Milano è arrivata una nuova esotica tendenza alimentare: il 2018 sarà l’anno del poke hawaiano. Il segreto del successo, sul suolo meneghino come su quello degli Stati Uniti, è negli ingredienti freschi e leggeri, nel pesce crudo e nel riso integrale; soprattutto, nella possibilità di personalizzazione estrema, che rende il poke italiano piuttosto diverso da quello servito nelle isole del Pacifico. il poke occidentale non è esattamente fedele alla ricetta originaria delle isole del pacifico Il piatto nasce infatti direttamente dalle mani dei pescatori: parte del pescato del giorno, di solito tranci di tonno e polpo, era usato al più presto, ancora crudo, per la preparazione di merende o antipasti, in una ciotola con alghe e noci locali. Dalle Hawaii, dove aveva già ricevuto qualche influenza giapponese, il piatto è approdato negli ultimi anni negli Stati Uniti: il passaggio ha probabilmente contribuito a ridurre l’uso del polpo, mentre il gusto occidentale ha fatto sparire le alghe, sostituite da riso o insalata. I poke serviti a Milano sono in genere ciotole di riso bianco o integrale, quasi sempre sormontate da tonno o salmone, da avocado, mandorle o edamame, con salse (teriyaki, ponzu o soia) che richiamano il Giappone più che l’isola di Maui. Ma che si tratti di un piatto genuinamente hawaiano o cosmopolita, non ha poi tanta importanza: ciò che conta è trovarne la migliore versione in città. E le possibilità a Milano non mancano.

  1. copacabanaCopacabana (ripa di Porta Ticinese, 3). Sia nella sede dei Navigli, sia in via Cesare Cesariano, Copacabana ha introdotto nel suo menu 9 diverse poke bowl. Qui la specialità hawaiana è influenzata anche dallo stile nipponico e brasiliano. Le proposte vanno dalla bowl Maravilhoso – salmone, avocado, mandorle, granella di nachos croccanti – alla Sweet Heart con tonno, cetrioli, mango e fragole.
  2. i-love-pokeI Love Poke, in piazza Mercanti, è stato uno dei primi punti vendita cittadini. Oggi ne esiste una seconda sede in via Tortona 20, e la terza, in via Fabio Filzi, aprirà a breve. Il locale originale è davvero minuscolo: anche perché lo spazio è in gran parte occupato da un imponente bancone, su cui sono esposti tutti gli ingredienti che è possibile aggiungere al proprio poke. Il punto di forza della casa è infatti la personalizzazione: poche le ricette preconfezionate, ciascuno si deve prendere la responsabilità delle proprie scelte. Si può andare sul sicuro con salmone e avocado, ma il consiglio è di spaziare anche con il branzino, il manzo (cotto), il melograno. Magari accompagnando il piatto con un cocktail estivo come il Melon Spritz.
  3. botanical-clubSempre in via Tortona, al numero 33, il poke si può trovare al Botanical Club, locale noto per il gin di produzione propria, che però include anche un raw bar. Seduti al bancone o al tavolo, circondati da decine di vasi di felci, si può optare per il poke di tonno, avocado e sesamo o per quello di salmone, mango e lime, con una certa ascendenza nipponica sottolineata dal wasabi, dal daikon e dalle salse. Le proposte della cucina, come quelle del bar, cambiano comunque con una certa frequenza.
  4. poke-bowl macha cafèDecisamente giapponese è il poke di Macha Cafè (in via Crispi 15, in corso di Porta Vittoria 13, nella food court di piazza Gae Aulenti): tanto che non si chiama poke, ma sushi bowl. Ne esistono quattro versioni: con salmone e ikura, con tonno e tobiko, con tofu e alga wakame, con tamago (la tipica frittata giapponese). Tutte comprendono avocado ed edamame.
  5. pokeriaAnche la Pokeria, con diverse sedi in città, è una derivazione di un ristorante giapponese: si tratta di Nimasushi, presente oltre che a Milano anche a Firenze, Giussano e Mariano Comense. Il menu in questo caso include poke di salmone, tonno o mix, che comprende anche branzino, gambero, coriandolo e salsa BBQ.
  6. poku-poke-placePoku Poke Place (corso Sempione 12) è invece un locale decisamente hawaiano, tutto surf e collane di fiori. L’atmosfera è rilassata, da piccolo ristorante più che da bar; e anche le proposte sono piacevolmente originali, come testimoniato dal Sunset poke (con cavolo rosso e polpo), dal poke Ala Moana (con astice e mango) o dal ricco Sandy Beach con tonno, salmone, branzino, mango e ananas.
  7. mauipokeAnche Maui Poke, in via San Vittore al Teatro 3, si rifà decisamente alle Hawaii: tanto legno e tanti colori, con una particolare attenzione agli ingredienti biologici e alla sostenibilità ambientale. Gli ingredienti dei poke sono i consueti salmone, tonno, avocado ed edamame; ma in questo caso si aggiungono alla carta i cocktail e dolci come la cheesecake.
  8. yumYum (viale Coni Zugna 44) è invece un ristorante che propone cucina filippina, in un locale minuto e arredato in maniera pulita e contemporanea. Qui si scopre che anche a diverse migliaia di chilometri dalle Hawaii si mangia un piatto simile al poke: ciotole di riso con spezzatino di maiale, gamberi scottati o salmone crudo, noci o scaglie di cocco, ananas o mix di frutta tropicale.
  9. thats-vaporeNelle varie sedi cittadine di That’s Vapore si possono invece assaggiare versioni del poke decisamente declinate sul gusto italiano. Ci sono ovviamente il tonno o il salmone (o una variante vegana), in questo caso marinati con barbabietola cruda o al vapore, con germogli o semi misti; ma c’è anche la ciotola con fregula sarda al posto del riso, tonno confit e bottarga di muggine.

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