La Cenerentola dei tuberi: riscoprire la patata turchesa

21 maggio 2018

Si chiama patata turchesa, ma anche patata turca o turchesca. Originaria del Nuovo Mondo, è arrivata in Italia nel Settecento, diventando una coltivazione tipica della montagna abruzzese nonché una preziosa risorsa alimentare. Ha vissuto lunghi periodi d’oro, questo tubero dal colore inconfondibile, dall’aspetto che – diciamolo – lascia un po’ a desiderare e dal sapore che invece non delude nessuno.

La Cenerentola Turchesa

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Potremmo paragonare la turchesa a Cenerentola: a un certo punto sono entrate in scena le sorellastre del Fucino, con le loro belle vesti (ovvero la buccia liscia e priva di bitorzoli), e lei è stata crudelmente messa da parte. nel 2002 sono state recuperate le ultime 33 patate turchesa nel territorio Sembrava condannata a sparire per sempre, in modo inesorabile, invece a distanza di un bel po’ di tempo c’è stato un colpo di scena. Nel 2002 il Parco del Gran Sasso, grazie agli agronomi del Servizio AgroSilvoPastorale dell’ente stesso, ha infatti recuperato gli ultimi 33 tuberi presenti nel territorio per dare il via alla riproduzione in vitro. Nel 2004 sono venute fuori circa diecimila piccole patate con cui il Parco ha avviato la coltivazione in due campi, a Barisciano e Assergi. Ogni tubero del primo raccolto pesava quasi un chilo: è stato un trionfo, con buona pace di tutti coloro che aveva snobbato la turchesa.

La rinascita

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La patata dalla buccia viola è stata inserita nell’elenco dei Pat, i Prodotti agroalimentari tradizionali delle Regioni Abruzzo e Lazio. Non solo: diversi coltivatori, negozianti e ristoratori di quelle zone hanno dato vita all’Associazione dei produttori della patata turchesa; i soci hanno l’esclusiva sulla vendita e l’uso in cucina del prezioso tubero, ormai diffuso in tutte le zone del Parco Nazionale del Gran Sasso e anche oltre i suoi confini. È presente anche nel Lazio, appunto, e nel Molise. Una rinascita in piena regola, insomma. E questa volta non ci sono sorellastre da temere.

Le proprietà benefiche

Come tutti gli alimenti viola e blu, anche la turchesa è ricca di antiossidanti (presenti quindi nella buccia) e di conseguenza può avere un ruolo importante nella prevenzione dei tumori. Offre inoltre discrete quantità di vitamina A e C.

Come si cucina

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A basso contenuto di acqua, la patata turchesa è caratterizzata da una pasta bianca e presenta una consistenza e una granulosità medie. Si rivela adatta ai più diversi tipi di cottura, è ottima fritta ma anche al vapore e al forno: in questi ultimi due casi si consiglia di lasciare la buccia, che ne preserva le peculiarità gustative e olfattive. I contadini più anziani ricordano ancora, con una certa nostalgia, i tempi in cui la facevano cuocere sul coppo o sotto le braci. Alla fine di una giornata faticosa e insieme a tutti i loro cari.

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