Perchè Al Méni a Rimini non è il solito evento ma una festa del gusto e della sostenibilità

22 maggio 2018
di Alessandra Gesuelli

Al Méni non è il solito evento di cucina. Non è neanche il solito evento di show cooking e street food. Da 5 anni Al Méni, nato da un’idea di Massimo Bottura, è la grande festa aperta al mondo del gusto emiliano-romagnolo. la volontà di essere un evento contro lo spreco alimentare, aderendo a food for good È come se la regione più gaudente d’Italia, famosa per l’accoglienza quanto per l’orgoglio dei suoi prodotti, diventasse per due giorni interprete di un intero paese e calamita di tendenze globali. “È il G8 della cucina internazionale” dicono in coro gli organizzatori. Il segreto del successo di Al Méni, che torna il 23 e 24 giugno, di fronte al Grand Hotel di Rimini e al lungomare, sta proprio in questo mix di globale e locale, nell’incontro tra difesa del territorio e condivisione senza barriere in cucina. Una celebrazione dell’aspetto più artigianale del cibo, con chef che hanno storie profonde da raccontare e tanti produttori, un po’ pionieri e un po’ esploratori.  “Alla Francescana facciamo cultura attraverso il cibo, è un laboratorio, è un luogo di formazione, lavoriamo con i produttori che ora celebriamo nelle giornate di Al Méni” ha detto Massimo Bottura alla presentazione. Con lui hanno creduto nel progetto, anche per l’opportunità di promozione del territorio, il Comune di Rimini, la regione Emilia Romagna, l’Associazione Chef to Chef Emilia Romagna Cuochi e Slow Food Emilia Romagna, oltre agli sponsor privati.

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E che non sia il solito evento si capisce anche dall’impegno preso ormai da 2 anni, in linea con la campagna globale lanciata da Bottura, di essere una manifestazione contro lo spreco alimentare. Al Méni aderisce a Food for Good: al termine degli eventi, il cibo non consumato ma integro ed edibile e perfettamente conservato, sarà recuperato dei volontari del Banco Alimentare e destinato alla Mensa dei poveri di Rimini gestita dall’Opera di Sant’Antonio.

Gli chef internazionali

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A piazzale Fellini, sotto un coloratissimo tendone da circo che omaggia il visionario regista, si ritrovano 24 cuochi d’eccezione per mostrare il meglio della loro arte, attraverso ricette realizzate con le loro mani. sotto il colorato tendone ci saranno anche 24 chef d'eccezione, di cui 12 stranieri Un ritorno alla terra e al contatto con l’ingrediente e il cibo. 12 locali e 12 stranieri, tutti da seguire con attenzione.  Quest’anno i protagonisti dall’estero saranno: l’indiana Garima Arora, sous chef per anni di Gaggan Anand nel suo ristorante Gaggan di Bangkok, ora alla guida del secondo ristorante dello premiatissimo chef; la promessa polacca Adrian  Klonowski, ora al Padaste Manor su Muhu Island, una piccola perla sul Baltico, tra Estonia e Finlandia, parte degli Small Luxury Hotels of the World. La proprietà, ricavata da una quattrocentesca Manor House,  ha all’interno 14 stanze e il bel ristorante con una delle cantine più fornite del paese;  Lukas Mraz, che guida la new wave austriaca, e Felix Schellhorn;  le due chef Milena Broger e la franco-vietnamita Celine Pham; il portoghese Pedro Pena Bastos che sta per aprire a Lisbona un nuovo progetto: unico tavolo e 14 sedute nel bianco palazzo, boutique hotel di 6 suite, Santa Clara 1728 ; Santiago Lastra Rodriguez che ha collaborato a diversi progetti come il Noma Mexico;  il giapponese Katsumi Ishida; l’argentino Paulo Airaudo, ora a San Sebastian con il suo Amelia;  e l’italiano a Parigi Simone Tondo.

Arriva la cucina georgiana

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Tra le presenze internazionali anche la chef georgiana Tekuna Gachechiladze, protagonista da qualche anno di un vero rinascimento della cucina del paese caucasico. Alcune settimane fa, nell’intervista fatta con lei nel giardino del suo ristorante gourmet Café Litera, la chef gachechiladze porta a rimini la cucina georgiana in un bel palazzo in stile liberty al centro di Tbilisi, un tempo residenza di grandi scrittori e intellettuali, ci ha raccontato così la sua presenza ad Al Méni: “Sono molto contenta di partecipare, sarà divertente dialogare in cucina con gli chef italiani, e far conoscere un po’ della nostra tradizione. Sto pensando di portare l’elarji, che è una polenta di mais fatta con il nostro formaggio sulguni, dalla consistenza molto elastica. Con questo piatto giocheremo, preparandola in modo diverso dal solito, una ricetta ripensata da me anni fa, fritta e servita come un arancino”, conclude ridendo la chef, famosa per aver ribaltato piatti georgiani che nessun cuoco aveva mai osato reinterpretare. Oltre all’evento in sé per chef Tekuna sarà anche l’occasione di avviare un’importante iniziativa in Georgia: “Da noi non esiste un banco alimentare, ad Al Méni spero di prendere dei contatti per far partire al meglio un progetto contro lo spreco alimentare, da fare in collaborazione con altri ristoranti qui a Tbilisi. L’idea è raccogliere il cibo rimasto e distribuirlo ai più poveri” ci ha raccontato.

Gli chef italiani

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A rappresentare la regione due grandi cuochi della cucina regionale: Daniele Minarelli, dell’Osteria Bottega di Bologna e Giovanna Guidetti della Fefa di Finale Emilia. Accanto a loro Massimiliano Mascia del San Domenico di Imola; Aberto Faccani del Magnolia di Cesenatico,  che coordina anche lo spazio street food fuori dal circo; Agostino Iacobucci; Massimiliano Poggi; i due riminesi Silver Succi e Claudio Di Bernardo; Fabio Rossi e Terry Giacomello. E ancora Athos Migliari con la sua interpretazione della cucina della bassa ferrarese; e infine, ma apre lui il programma, il sous chef della Osteria Francescana Takahido Kondo.

Mercato e Laboratori

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Sono oltre 50 i produttori presenti con altrettanti banchetti nel mercato dei prodotti locali, a cura di Carlo Catani, che anima l’esterno del tendone di Al Méni. Parmigiano Reggiano, culatello e aceto balsamico di Modena già famosi in tutto il mondo saranno accanto a piccoli prodotti dei presidi Slow Food, meno conosciuti. nel mercato dei prodotti locali sarà possibile acquistare cibi di alta qualità E proprio Slow Food torna con i suoi laboratori e i piatti dei cuochi dell’Alleanza Slow Food. “Presidiamo il cibo vero è il nostro slogan, all’insegna dell’alleanza con i produttori e della formazione e informazione al grande pubblico, dagli adulti ai più piccoli” ha sottolineato durante la presentazione Lorenzo Berlendis, vice Presidente Slow food. Sotto al tendone del circo è previsto il ciclo di laboratori ludici e didattici Buona a sapersi!: 6 incontri con assaggi per imparare a scegliere il cibo quotidiano, facendo la spesa, al mercato, al ristorante, in giro per sagre, feste ed eventi.  Nel piazzale tanti gli spazi street food, curati dallo chef Alberto Fraccani. Ci sarà il food truck della macelleria Zivieri; la postazione gourmand dello chef Silver Succi; il gruppo formato da Sangiovesa, Tenuta Saiano e Vermuteria con i prodotti dell’entroterra; e ancora la birra Amarcord. Uno spazio speciale sarà dedicato al gelato in collaborazione con Mo.ca. e i docenti della Carpigiani Gelato University.  Proprio con Carpigiani saranno realizzati 10 laboratori Gelato Emotions in programma sabato e domenica dalle 18 alle 22, la domenica anche alle 11,30. Tra gli stand non solo cibo ma anche design e artigianato con il labstore Matrioska.

Déjeneur sur l’herbe

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E a indicare che sarà una festa per tutti è lo stesso chef Bottura che per sabato notte ha promesso, scherzando, una spaghettata speciale di mezzanotte. Intanto è già in programma per domenica 24 giugno dalle 11.30 alle 15, su prenotazione, una speciale Colazione sull’erba, nel giardino del Grand Hotel di Rimini, a cura del resident chef Claudio Bernardo, di Roberto Rinaldini, maestro di pasticceria, in collaborazione con lo stesso Bottura e gli altri chef della manifestazione.

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