Taste Test: 24 assurdi KitKat giapponesi

28 maggio 2018

Volete sapere quali sono i souvenir di viaggio più comprati in Giappone? Non sono le statuette dei daruma, non sono i ventagli da geisha, né le calamite a forma di maneki neko (il gatto della fortuna con la zampina alzata): sono i KitKatdal 2000 in poi sono stati più di 300 i gusti particolari venduti in giappone Dal 2000 in poi sono stati più di 300 i gusti a edizione limitata – stagionali, regionali, legati alla cultura pop – commercializzati da Nestlè soltanto in terra nipponica. Sarà merito del nome fortunato: in giapponese KitKat suona come “kitto katsu”, frase benaugurante che si traduce come “Vincerai di sicuro“. Per questo motivo lo snack al cioccolato è ormai considerato un portafortuna, specialmente per gli studenti che se li regalano soprattutto durante il periodo degli esami. Fedele al mio animo pop, ho fatto incetta di KitKat particolari durante il mio ultimo viaggio in Giappone: in redazione e con l’aiuto di volontari esterni li abbiamo assaggiati tutti.

  1. shinshu appleShinshu Apple. La regione dello Shinshu – meglio conosciuta come prefettura di Nagano – è famosa per le mele, da qui l’idea di creare un KitKat dedicato. L’aspetto ricorda un KitKat classico, coperto di cioccolato al latte. L’odore rivela subito il sapore di mela: intenso, vivace, anche se un po’ artificiale, più di mela verde e tendente sul finale alla caramella gommosa. Il gusto è piacevole, c’è la giusta acidità, è meno costruito dell’odore. Il retrogusto è quasi candito.
  2. raspberryRaspberry. Per il gusto al lampone, Nestlè Japan ha scelto il cioccolato bianco: la copertura è rosa confetto punteggiata di rosa scuro. Al naso ricorda lo sciroppo per la tosse, si torna bambini. In bocca è davvero buono: inizialmente acidulo come un buon lampone, si apre in dolcezza con il cioccolato bianco e finisce pulito. È comunque meno dolce del previsto, quasi agrumato.
  3. hokkaido melon kitkatHokkaido Melon. Ci si aspetterebbe una copertura verde come la confezione, ma giustamente il cioccolato bianco è di un arancio cremoso. L’olfatto rivela un odore un po’ artificiale con un sentore lieve di cioccolato bianco e succo di frutta. Ricorda i giocattoli profumati per bambini. All’assaggio sa di melone all’ennesima potenza, con un retrogusto di Solero Algida e frutta esotica.
  4. kyoho grapeKyoho Grape. Molto apprezzata per la sua polpa dolce e usata per confezionare dolci, caramelle e per la produzione di gelatine e succhi, la Kyoho ricorda l’uva fragola. Anche per questo gusto è stato utilizzato il cioccolato bianco, tinto di un colore viola-lilla. L’olfatto è di Big Babol, uva americana, violetta. Il gusto è piuttosto stucchevole, riprende fedelmente l’odore di uva fragola, con un retrogusto floreale.
  5. amaou strawberryAmaou Strawberry. La fragola Amaou è coltivata in Giappone, nella prefettura di Fukuoka nell’isola di Kyushu. Come per quasi ogni gusto alla frutta, la copertura è di cioccolato bianco, in questo caso tinta di rosa confetto. L’odore è di yogurt alla fragola, gomma da masticare alla fragola, con una leggera acidità. Il gusto è molto meno complesso e ricorda esattamente uno yogurt dolce alla fragola.
  6. uji matchaUji Matcha. Tra le varietà di KitKat più diffuse al tè matcha, l’Uji è aromatizzato con tè proveniente dall’omonima cittadina vicino Kyoto. La copertura verde punteggiata di verde più scuro è di cioccolato bianco. L’odore ricorda il burro di cacao, con una nota davvero lieve di tè verde. Il gusto è inizialmente quasi mentolato, ma lascia subito il passo all’erbaceo piacevole del matcha, mitigato dalla dolcezza del cioccolato.
  7. sakura matchaSakura Matcha. Il KitKat al matcha per il periodo dell’hanami, la fioritura dei ciliegi. Alla vista è poco differente dall’Uji Matcha, si differenzia solo per un colore più uniforme e meno freddo. Il sapore è più delicato, si sente il tè verde ma si contende l’attenzione del palato con un retrogusto floreale e la burrosità cioccolato bianco.
  8. roasted hojicha teaRoasted HojiCha Tea. Un KitKat creato per la città di Kyoto: aromatizzato al tè verde estratto in una teiera di porcellana posta sui carboni, un’usanza che ha origine nella città di Kyoto nel 1920. La copertura è di cioccolato bianco color crema alle castagne. Il gusto è spiccato, non eccessivamente erbaceo; l’impressione è di aver bevuto un sorso di tè al cioccolato.
  9. momji manjuMomji Manju. Dedicato al dolce giapponese tipico dell’isola di Miyajima (Hiroshima) a forma di foglia di acero e ripieno di marmellata di fagioli rossi (anko). È molto particolare rispetto ai classici KitKat: i due wafer sono uniti alla fine e portano in rilievo anche le foglie di acero, oltre al logo. La copertura è di cioccolato bianco senza colori stravaganti. All’olfatto arriva forte il profumo di marmellata di fagioli rossi, con un sentore di tostatura e radice di liquirizia. Il sapore dolce è mitigato dal gusto tipico di anko e da note di castagna.
  10. azuki bean sandwichAzuki Bean Sandwich. In Giappone i fagioli azuki sono tra gli ingredienti più usati per i dolci tradizionali e non. Questo KitKat dovrebbe ricordare un sandwich tostato e farcito con marmellata di fagioli rossi. La copertura è quella di un KitKat classico, al cioccolato al latte. Al naso prevale una nota di caffè, che ritorna nel gusto. È piacevole anche se stranamente vegetale; la dolcezza accentuata sul finale ha una nota quasi alcolica.
  11. matcha double berry almondMatcha Double Berry Almond. Fa parte della linea Luxury Everyday (Mainichi no Zeitaku) in cui ogni confezione contiene un singolo wafer. La copertura è la stessa del Matcha Uji, impreziosita da un trito di mandorle e mirtillo rosso. L’olfatto svela una nota di latte, ricorda il Matcha Latte tanto diffuso nelle caffetterie del Giappone. Il sapore è ottimo: l’erbaceo del matcha è ben bilanciato dall’acidità del mirtillo rosso, dalla mandorla, dalla dolcezza del cioccolato bianco e dalla polvere di lampone in mezzo agli strati di wafer.
  12. cranberry almondCranberry & Almond. Altro rappresentante della linea Luxury Everyday, questo KitKat è coperto con cioccolato fondente e lo stesso trito di mandorle e mirtillo rosso del precedente. Il profumo è dominato dal cioccolato fondente. Il sapore è molto adulto, con la giusta acidità del mirtillo, del cioccolato fondente e una spiccata nota di caffè. Davvero ottimo.
  13. tokyo bananaTokyo Banana. Ispirato alla merendina più famosa della capitale nipponica: un dolcetto di torta morbida e spugnosa cotta al vapore, dalla forma di banana e farcita con una ricca crema del frutto di cui porta il nome. La copertura di questo KitKat è al cioccolato al latte, con il logo della merendina e con la stessa forma del Momji Manju. Il profumo è abbastanza diretto: cioccolato e banana, con sentori di gomma da masticare. Anche il sapore non lascia spazio a voli pindarici: crema di banana e cioccolato, senza eccessi di dolcezza. Da mangiarne a pacchi.
  14. beni imoBeni-Imo. Dedicato a Okinawa, questo KitKat è aromatizzato alla patata dolce viola. La copertura è ancora una volta di cioccolato bianco, stavolta con una bella tinta lilla. Il profumo è molto tenue, floreale, non si intuisce affatto ciò che si assaggerà. Il sapore è stucchevole, di patata dolce e zuccherata, con un retrogusto fruttato. Decisamente non tra i preferiti.
  15. amazakeAmazake. L’amazake è una bevanda alcolica a base di riso fermentato, lattiginosa e densa. Il KitKat che ne porta il nome ha una copertura color panna, al cioccolato bianco. L’odore è decisamente alcolico, fermentato, con una nota di vernice. Il sapore ricorda una versione più dolce dell’amazake da bere, si fa apprezzare meglio dopo qualche secondo: l’ingresso in bocca è spiazzante, poi ricorda la grappa di rose che spesso servono al ristorante cinese. Ha quasi un retrogusto piccante.
  16. sake kit katMasuizumi Sake. Nuova versione del KitKat classico al sake, creato in collaborazione con Masuizumi (stimata distilleria della prefettura di Toyama) e l’ex calciatore Hidetoshi Nakata. La copertura è di cioccolato bianco, senza fronzoli. Al naso presenta note ovviamente alcoliche e altre quasi di ammoniaca, di formaggio stagionato. Il gusto sicuramente non è per tutti: il sake si sente poco, prevalgono le note fermentate e di formaggio, attenuate dalla dolcezza del cioccolato. Ci si aspetterebbe qualcosa di più alcolico.
  17. tokyo rum raisinTokyo Rum Raisin. Un altro KitKat dedicato alla capitale nipponica, un altro KitKat con copertura al cioccolato bianco, anche se fondente si sarebbe accordato meglio all’aromatizzazione. L’olfatto percepisce subito l’uvetta, il rum è solo una nota lievissima che però spicca meglio al palato. Tutto sommato un gusto godibile, ma che avrebbe funzionato meglio con il cioccolato fondente.
  18. strawberry cheesecake kitkatStrawberry Cheesecake. La Yokohama Edition di questo KitKat presenta un timone sulla confezione (la versione di Tokyo è custodita in una confezione a forma di monte Fuji), in ricordo della vocazione portuale della città. L’ennesimo KitKat con copertura bianca, ma dall’odore tremendo: formaggio acido e fragola, una leggera nota alcolica. Il sapore è appena migliore, termina con la fragola (un po’ costruita), ma non ricorda affatto una cheesecake.
  19. matcha kinakoMatcha & Kinako. Epitome della pasticceria giapponese, questo KitKat unisce il tè matcha al kinako, farina di soia tostata. Fa parte della linea Special che si trova soltanto all’interno dei KitKat Chocolatory, speciali punti vendita sparsi per il Giappone. Copertura e profumo sono molto simili ad altre versioni al matcha (Sakura Matcha e Uji Matcha), mentre il sapore è più complesso: l’erbaceo del tè verde si armonizza bene con il tostato della soia. Un gusto elegante e ben ideato.
  20. butter kit katButter. Sì, un KitKat al burro. La ricorrente copertura al cioccolato bianco sprigiona un buon profumo di latte, di panna, non sa di costruito. Il sapore è sorprendentemente bilanciato: non troppo dolce, senza acidità, burroso ma contenuto, piacevole. Anche questa versione fa parte della linea Special venduta nei KitKat Chocolatory.
  21. onsen manjuOnsen Manju. Una versione dedicata ai dolcetti al vapore ripieni di anko che si trovano presso le onsen, stazioni termali tradizionali giapponesi. Un KitKat non facilmente reperibile: soltanto alcuni di questi luoghi dedicati alle terme lo vendono. Ogni confezione è decorata con una delle 100 views of cats (Neko Hyakkei), gatti disegnati in varie pose. La copertura è di cioccolato bianco dorato, con una sfumatura aranciata. Il profumo è identico al KitKat Momji Manju e così il sapore: dolce di fagioli azuki, con sentori di liquirizia e caffè.
  22. kit kat easter breakEaster Break. Ciò che cambia è solo la confezione: ogni mini size KitKat è decorato con diversi coniglietti pasquali. Copertura, odore e sapore si rifanno al KitKat tradizionale che tutti conosciamo. Ironicamente, no surprises.
  23. wasabiWasabi. Una copertura color latte e menta per questo KitKat tanto temuto. L’olfatto riconosce la radice di wasabi, ricorda i più artefatti wasabi peas (che si sgranocchiano a decine) e richiama alla mente anche un leggero sentore di aglio (ma meno spiacevole di quanto si possa pensare). È straniante, ma buono. Sul confine tra dolce e salato, senza però alcuna piccantezza. Incredibilmente si poteva osare di più.
  24. kit kat sublime rubySublime Ruby. Un singolo wafer più lungo dei mini-size, racchiuso in una carta rosa metallizzato. Il colore della copertura di cioccolato Ruby è naturalmente rosa. L’olfatto percepisce soltanto note di burro di cacao. Il sapore è inizialmente simile al cioccolato bianco caramellato, ma poi si apre, si evolve in frutti rossi e una leggerissima nota di limone, per chiudere con un finale leggermente floreale (garofano?) e pulito. Sorprendente.

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