Bologna: bilancio delle imperdibili nuove aperture del 2018

29 maggio 2018
di Valeria Scotti

Impossibile non essere d’accordo su una realtà così evidente: il desiderio di proporre cibo di qualità a una clientela sempre più variegata è alla base delle nuove aperture di questi ultimi mesi a Bologna.  Nomi consolidati, insieme a interessanti esperimenti, hanno promosso ed elevato la città come una delle più intriganti sotto il panorama gastronomico. Non più solo taglieri, insomma. Basta un rapido giro tra torri e portici per rendersi conto delle tante novità per il palato di questo 2018.

  1. bios-kitchen-buffet-a-peso-foto-valeria-scottiBio’s Kitchen (via Galliera, 11) ha firmato una delle primissime rivoluzioni dell’anno in corso. Una cucina sana, consapevole e gustosa, 100% bio come quella già offerta da anni nel primo locale di Rimini. Oltre 150 coperti per gustare i piatti proposti dagli chef Marco Bonardi e Pier Giorgio Parini con ingredienti biologici certificati, in gran parte verdure e cereali, ma anche pesce e carne. L’offerta di Bio’s Kitchen si basa sulla stagionalità: a pranzo, un buffet a peso (per evitare inutili sprechi) con 40 differenti piatti vegetali e una selezione di proposte alla carta; alla sera un menu completo e le pizze, realizzate con farine di grani antichi di Romagna, farro o kamut, lievitate 48 ore. Meritano particolare attenzione alcuni piatti: A tutto chips, chips di cavolo riccio, cavolo navone, batata e pastinaca accompagnate da una spumosa salsa Bio’s; la Tajine di verdure stagionali in diverse cotture e riso semintegrale al salto; la Tempura di verdure con pastella vegetale in frittura leggera, agrodolce d’agave e aceto di mele. Il concetto è chiaro: la cucina sana, spesso immaginata come poco gustosa, può diventare gourmet. 
  2. zoomZOO(m) (Strada Maggiore, 50/a) è un delizioso bistrot per cena, naturale prosieguo dell’attività di ZOO in Strada Maggiore: di giorno caffetteria e bakery, di sabato e domenica luogo di un brunch tra i più noti della città. Stesso indirizzo e stessa location, dunque, ma una proposta diversa e tutta da scoprire. A partire da una nuova chef, Cecilia Trincardi, un menu rinnovato, una ricerca focalizzata su ciò che è piccolo e curato, con una punta di magico per dare un altro volto al locale. Ad accompagnare i piatti, come le Polpettine di pane alle erbe con crema di pomodori arrosto, cicorietta al peperoncino, olive e scamorza affumicata, o il Tortino di patate e porri con crema di carote e curcuma, alcuni vini di produttori locali, selezionati per il loro gusto e genuinità e perché rappresentano un pezzo di Emilia e un pezzo di Romagna. Sono i vini di Manaresi a Zola Predosa, di Corte d’Ambo a Monteveglio e di Tenuta Pandolfa a Predappio. La programmazione culinaria di ZOO(m) segue poi quella culturale che da sempre ZOO propone in ambito visivo e in quello dell’illustrazione. E dato che nulla è lasciato al caso, ogni mese il menu segue un tema, in tandem con le mostre proposte
  3. le-bon-ufficio-stampa-2L’idea di base di L’è Bon (via Rialto, 54/b) è seguire l’ondata del rinascimento gastronomico bolognese, riunendo il lavoro e l’amore di una famiglia e la loro passione per il buon cibo. L’obiettivo è offrire piatti tradizionali fatti con prodotti selezionati stagionalmente, da mangiare sia in loco, nel cuore di Bologna, sia direttamente a casa. I piatti più apprezzati, come ci ha raccontato Niccolò Boccaccini, fondatore di L’è Bon, sono le lasagne verdi bolognesi e la pasta fresca tirata a mano tra cui tortellini, tortelloni e i tagliolini alle ortiche con porcini. Fra i secondi, la clientela apprezza l’hamburger vegetariano alle melanzane, la cotoletta Bologna e le polpette. Molto richieste anche le patate al forno con la buccia e i pomodori gratinati. E i dolci? Meritano attenzione la panna cotta al basilico con marmellata di melograno e il tradizionale mascarpone con la torta tenerina. I vini provengono dai viticoltori delle colline di Conegliano Veneto: prosecco, prosecco fermo, tre rossi fra cui Cabernet, Merlot e Raboso, tutti di propria produzione. L’è Bon è in una delle zone più affascinanti della città: grazie all’abbondante passaggio pedonale e alle vetrine illuminate che invitano a sedersi fra i suoi 12 posti, l’attività riscuote un buon successo.
  4. birreria-popolareLa Birreria Popolare Bologna (via dal Luzzo, 4) è un loft industriale con 100 posti, arredamento vintage, un camino al piano superiore, tanti divani e un bancone lineare di 6 metri in un palazzo del ‘500, Casa dei Lupari.  Un luogo accogliente, fortemente voluto da Alex Amadori, per sentirsi liberi 7 giorni su 7. Tant’è che è possibile anche portarsi il cibo da casa o farselo consegnare dalle piattaforme di delivery. Una preziosa proposta: 12 birre alla spina, 6 di stampo tradizionale e 6 artigianali del territorio. Fusti in cella a vista, grande attenzione per la spillatura e per il mantenimento ottimale di tutti i prodotti proposti. Numerose le partnership della birreria, tutte valide ed eccellenti: i prodotti artigianali del Forno Brisa, la tartare di carne delle macelleria Zivieri e il pesce di Pescevia – Laboratorio ittico alimentare itinerante dei pescatori di Cattolica. E poi gli incontri con i birrifici artigianali e la musica dal vivo come sottofondo.
  5. ikoIko Bologna (via Stalingrado, 71) è approdato da poche settimane in città per offrire il meglio della cucina del Sol Levante, ma anche della cucina fusion. La full immersion nelle atmosfere d’Oriente è garantita dalla qualità dei piatti proposti e realizzati sempre con ingredienti freschissimi, ma anche dalla raffinatezza del locale. I piatti nascono dalle mani di uno chef di grande esperienza, in grado di cucinare il meglio della cucina giapponese e fusion. Nel menu vi sono anche gli Special Roll come Happiness, tempura di gamberi ricoperto di capesante; Gold Roll, gamberi, granchio, mela e patata dolce; Unagi Roll, anguilla fritta e avocado.
  6. pizzeria-i-portici-pizza-margherita-foto-valeria-scotti-3Un’estate decisamente interessante quella proposta da Pizzeria Portici (via dell’Indipendenza, 69 ), la novità firmata I Portici Hotel che ha deciso di allargare la propria offerta gastronomica salendo sulla splendida terrazza dell’albergo che ospita 80 coperti. La formula di Pizzeria Portici è semplice: il menu propone stabilmente quattro tipi di pizze, più una proposta del giorno, che cambia in base alla creatività del pizzaiolo, tenendo sempre conto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti sul mercato. Quello che non cambia mai è la scelta accurata delle materie prime, come il Parmigiano Reggiano 36 mesi, il pomodorino del Piennolo, la provola affumicata, il prosciutto di Parma 18 mesi, come pure la pancetta di puro suino italiano (Mora romagnola e Nero di Caserta). Proposte dagli 8 ai 13 euro per una pizza popolare, non gourmet. Si va dalla classica Margherita alla Casertana, bianca con provola d’Aversa affumicata, pomodorini del piennolo e pancetta di maialino Nero Casertano. Non manca la versione vegetariana, ovvero l’Ortolana, e La Pizza Portici, bianca con fiordilatte, Parmigiano Reggiano 36 mesi e Prosciutto Crudo di Parma 18 mesi all’uscita. Il tutto è accompagnato da una programmazione di musica acustica di alto livello.

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