I 10 consigli per sopravvivere a una vacanza all-inclusive

31 maggio 2018

C’è chi sogna tutto l’anno di immergersi in una vacanza totalizzante. Chi anela qualche giorno in cui poter spegnere il cellulare, ma anche la giunzione temporo-parietale e la circonvoluzione frontale inferiore (aree del cervello che pare presiedano, tra le altre cose, ai processi decisionali durante le situazioni di rischio e non). Noi voi. O almeno. Magari eravate avventurosi fino allo scorso inverno e ora, in primavera, avete un bisogno fisiologico e inesplicabile. Sono i 30/ 40 anni dicono. Non volete arrendervi all’idea ma oramai siete tra coloro i quali bramano il soggiorno in una struttura all-incluse. è facile sopravvivere a una vacanza all-inclusive se segui le nostre 10 regoleE so che non siete anziani, magari non avete neanche bambini, sicuramente non siete neanche il prototipo del turista slow. Semplicemente non volete pensare. Volete smettere i vostri panni e indossare infradito e pareo h 24: free drink, il free food, il free nap all day long. In inglese perché dire pennichella non è glamour. Non l’avete mai fatto e volete iniziare adesso. Vi dite che sarà solo una prova. Ne dubito ma tant’è. Ecco una guida pratica in 10 punti per sopravvivere a un resort all-inclusive. Se ne esce vivi. Ne sono la testimonianza. Faccia fede la mia vacanza nel Vivosa Apulia Resort di Ugento (Lecce)

  1. calendarioPeriodo dell’anno. Per prima cosa armatevi di buon senso. Siate scaltri. Vi state impigrendo ma siete ben lontani dall’accettare la folla scalpitante. Evitate di progettare vacanze nei periodi più gettonati. Il mare è meraviglioso in primavera e anche alle porte dell’autunno. In Salento come in altre zone d’Italia. Se scegliete queste settimane, potrete meglio mimetizzarvi nel gruppo dei vacanzieri che più vi si addice: voi volete una vacanza smart. Optate per Giugno e potrete far invidia a tutti con la prima abbronzatura da copertina della stagione, se scegliete Settembre salterete a piè pari il racconto delle vacanze del collega logorroico. Che male non fa.
  2. coppia-in-macchinaCompagnia. Scegliete le persone giuste. Mai tirar su i primi 4 amici che vi capitano a tiro. Avere intorno gente non troppo esagitata sarà la chiave per approfittare, a pieno, di tutte le meravigliose e invitanti attività del villaggio. E non sono ironica. In due è perfetto, chiamate un compagno con cui avete complicità. La complicità in questa avventura è tutto. Qualcosa vi avrà insegnato Pechino Express.
  3. vivosaViaggio. Arrivate in macchina, in treno, in aereo. Qualsiasi mezzo di locomozione sarà un lontano ricordo dopo aver fatto il check-in. Scordatevi i propositi malsani di visitare paesi limitrofi e piccoli borghi a picco sul mare. Siete qui per appendere le sneakers al chiodo. Solo infradito. Lo dovete ripetere come un mantra. La strada tra la piscina e la spiaggia è lastricata di buoni propositi non mantenuti. Rilassatevi che la Puglia non scappa. Non programmate gite. L’unico trasporto consentito, da qui in poi, saranno le mini auto dei valletti. Se potete fate un giro su quei fantastici trabiccoli gommati. Quando vi ricapita. Tanto non sapete giocare a golf. Tutt’al più potreste fare i caddie. Ma non in questa vita. Ricordate: ogni lasciata è persa.
  4. vivosa-0Orientarsi. Chiedere una mappa è la prima cosa da ricordare non appena varcata la soglia della reception. Non siete in una capitale europea ma non sottovalutate gli immensi spazi della struttura. Al terzo giorno ho camminato per 35 minuti in una pineta, finendo in una area relax mai vista prima. Quindi devo consigliarvi di mandare a memoria quanti più punti di interesse possibili. Ne va della vostra sopravvivenza. E no le siepi di rosmarino non sono un valido punto di interesse.
  5. vivosa-10Punti di interesse. Picina e Spa, ma soprattutto baretto sulla spiaggia, lounge bar a bordo piscina, area bar fuori dal ristorante, il ristorante stesso, la trattoria. Ma anche l’area relax in pineta, area yoga, la vostra camera. Esplorate preventivamente ogni luogo che possa essere interessante. Se avrete l’aria trasognata nessuno penserà che siete in grado di perdervi nel percorso tra la toilette e il tavolo dove cenavate. True story.
  6. vivosa-12Attività. Scoprite subito tutte le attività in programma. Ma non fatevi prendere dalla smania di partecipare a tutte. Scegliete una – yoga e tai chi se cercate un contatto con la natura, le lezioni di golf se vi è piaciuta la gita sulla mini auto e volete ripetere l’esperienza una volta tornati a casa- e praticatela nelle ore di minore affluenza. O di maggiore, a seconda se vogliate socializzare o siate in modalità ricerca del sé. Tra gli eventi serali, preferite i momenti musicali: quando gli uliveti e gli ampi cortili risuonano di musica, dimenticare il grigiore della città è un attimo. Potreste anche trovarvi coinvolti in una serata disco con bancari cecoslovacchi a scatenarvi a ritmo di musica latina. Non dite che non vi avevo avvertito.
  7. vivosa-6Ristorante. Non fate come tutti, davanti al buffet non tentennate. Come prima cosa passeggiate: la colazione è un buon momento per orientarsi. Soprattutto se siete mattinieri sfrutterete la lentezza degli altri vacanzieri. Afferrate un pezzo di crostata e vagate per la sala, per il pranzo saprete già cosa aspettarvi. Saprete che il grill è al di là di una parete in vetro. Le aree refrigerate danno le spalle ai cuochi che preparano pasta espressa. Vi sono zone dedicate a chi segue una dieta vegana o agli intolleranti. Ricordate: il free food è vostro amico. Se non sapete cosa scegliere basatevi sui dogmi della cucina contemporanea, fatevi guidare da territorio e stagionalità.Non esagerate al buffet, ma scegliete cibo fresco e leggero La Puglia ha una infinita varietà di vegetali sia freschi che conservati: assaggiate i caroselli o barattieri (sono dei cetrioli con la buccia ricoperta da una sottile peluria, freschi e croccanti), fate incetta di melanzane e cipolle, concedetevi pomodori secchi e lampascioni per una insalata di stagione. Non mancheranno una buona frittura di pesce e grigliate di carne. I latticini sempre freschi hanno un banco dedicato e nell’angolo del pane potrete afferrare due pucce con olive. State alla larga dai taralli, fate come gli autoctoni: si servono per l’aperitivo con una generosa porzione di olive in salamoia. E siate buoni con i tedeschi quando chiederanno tortellini al sugo con piselli. Anche voi mettete la maionese sui bockwurst.
  8. vivosa-13Trattoria. Significa riconoscibilità e tradizione. Un breve menu dal quale ordinare alla carta. Niente spume e riduzioni, nessuna olio cottura o saturazione di sale. Solo gnocchi e tagliatelle (sì, anche se siamo in Puglia), scaloppine e pesce in umido. Buone materie prime e revival dei decenni passati. Ricordate che i diminutivi sui menu sono usati come porta interdimensionale: le Codette di mazzancolle al dolce tramonto potrebbero catapultarvi indietro nel tempo. E riportare alla memoria il cocktail di gamberi.
  9. vivosa-14 Bere. La carta dei vini è sempre presente. Chiedetela e sfogliatela. Non temete di pagare qualche extra per quel rosato da uve negramaro di cui avete sentito parlare. Berlo sotto le stelle sarà atto propiziatorio per una magnifica serata. Il free drink c’è ma non vorrete che si veda. Approfittate del bar ma con moderazione. Non stravolgete le abitudini perché siete in vacanza. Bevete vino del territorio a tavola e qualche drink prima e dopo cena. A nessuno piacciono i vacanzieri beoni.
  10. cameriere-in-movimentoConsigli. Chiedete e vi sarà dato, domandate e vi sarà consigliato. Il personale sa tutto e vede tutto. Qui come in qualsiasi altra occasione scambiare qualche breve battuta vi permetterà di ottenere dritte che nessuna sopravvissuta a una vacanza all-inclusive saprà darvi.

Buon viaggio

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