Spyce, il ristorante dove lo chef è un robot

3 giugno 2018

Se siete in giro per Boston e cercate un posto in cui fermarvi a pranzo, al numero 241 di Washington Street potrete trovare un nuovo ristorante, aperto da poco meno di un mese. Una volta dentro, non troverete camerieri, un robot automatizzato che prepara i pasti da spyce ma una serie di touch screen sui quali potrete ordinare la vostra ciotola del pranzo. E, se la troverete squisita, non perdete tempo a cercare il cuoco per fargli i complimenti, perché non lo troverete. In questo locale, che si chiama Spyce, in cucina non c’è infatti alcun cuoco a preparare la vostra bowl, ma una postazione robotizzata automatica che prepara e cuoce i pasti. È una nuova idea di ristorazione e nasce grazie a un team di giovani ricercatori del MIT: la loro invenzione, proprio questa Spyce Kitchen, al posto dello chef mette a lavoro un robot con sette bracci, capace di preparare un pasto in circa tre minuti a base di materie prime fresche e di qualità, che è poi venduto a meno di otto dollari.

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Le bowl, molto di moda ultimamente negli Stati Uniti, seguono ricette perfettamente bilanciate (ci ha lavorato anche lo chef Sam Benson, con i suggerimenti di Daniel Boulud), che assemblano verdure, semi, cereali, pesce. Tra le scelte possibili ci sono la moroccan, con ceci, olive, coriandolo, cavolo, cetrioli, yogurt o la chicken&rice, con pollo arrosto, riso, melograno, insalata di pomodori. Ci sono ricette gluten free e versioni vegane. E, per chi li desidera, ci sono anche le salse e i semi, che si possono aggiungere direttamente all’ordine sul touch screen.

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Una volta pronti, allo chef presente, il garde-manger dello staff, spetta solo il compito di recuperare il prodotto finito, aggiungere le ultime guarnizioni e servire. Mentre, nel frattempo, il wok utilizzato viene lavato e sanificato, pronto ad assemblare la ciotola successiva.

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