Esperienze da provare: Immersive Show Dinner a Roma

8 giugno 2018

Spiegare cosa sia lImmersive Show Dinner è compito assai difficile, il rischio è di banalizzare un format che, per essere compreso, deve essere vissuto in prima persona. Tuttavia, volendo sintetizzare, la si potrebbe definire una cena multisensoriale, in cui si è letteralmente avvolti da una sinfonia di stimoli. una cena multisensoriale in cui si è letteralmente avvolti da una sinfonia di stimoli Una serie di appuntamenti sono previsti per le prossime settimane, ogni venerdì, sabato e domenica, nella splendida Casina Valadier di Roma (piazza Bucarest), in compagnia dello chef stellato Massimo Viglietti dell’Enoteca Achilli al Parlamento. DISCOVERIT – La Prima di Viglietti è il titolo della sua performance: aromi, sapori, musiche e immagini, con le eccellenze italiane come filo conduttore: Pittura, Cinema, Vino, Città d’Arte e Moda. Insieme a Viglietti ci saranno di volta in volta chef ospiti del calibro di Stefano Marzetti del ristorante Mirabelle; nel week-end del 8 e 9 giugno Giuseppe Di Iorio del ristorante Aroma al Colosseo presso Palazzo Manfredi. A seguire: Alessandro Narducci del ristorante Acquolina e Domenico Stile di Enoteca La Torre di Villa Laetizia. Dopo luglio, a dare il cambio a Viglietti, sarà Daniele Usai, una stella Michelin a Il Tino di Fiumicino, che proporrà il suo menu e darà la sua impronta personale all’Immersive Show Dinner.

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Fin qui quello che tutti possono leggere, se vi è venuta voglia di prenotare fate attenzione perché, come si dice in gergo cinematografico, le prossime righe Contengono Spoiler!  Una per ognuno dei sensi coinvolti: ecco le 5 sensazioni per me più spiazzanti dell’Immersive Show Dinner con Massimo Viglietti.

Vista

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Sorprendersi per qualcosa che sta all’interno della Casina Valadier, piuttosto che della vista dalla sua terrazza su Roma al tramonto, è già di per sé qualcosa di eccezionale. Bellissime le proiezioni a 360° che avvolgono i commensali durante la serata, ma l’effetto wow è tutto merito degli incredibili giochi di illusionismo di cui si è spettatori e, in taluni casi, coprotagonisti inconsapevoli.

Tatto

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Quando si parla di tatto in relazione al cibo, generalmente ci si riferisce alle consistenze, alle temperature percepite in bocca e alle cosiddette sensazioni palatali. In realtà, durante l’Immersive Show Dinner l’esperienza tattile più particolare è stata di altro tenore. Prima dell’inizio della cena ci hanno fornito delle salviettine igienizzanti, essenziali per godere dei rigatoni cacio e pepe, serviti direttamente sul palmo della mano. Per fortuna erano freddi…

Gusto

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Mi sia concessa un’eccezione: si era detto che avrei citato una cosa memorabile per ciascun senso coinvolto, ma per il gusto riesco a fatica a fermarmi a due. La prima: il Gravlax di ricciola, con robiola, lamponi disidratati, teste di gambero, tapenade di olive e cioccolato bianco. Incredibile complessità di sapori con un avvincente duello finale tra la sapidità delle olive e le sensazioni grasse e dolci del cioccolato bianco. Altrettanto strabilianti i Raviolini alla gricia, con consommé di guanciale preparato in una moka da caffè. Una soluzione tanto semplice quanto geniale, per ottenere un brodo chiaro e saporitissimo.

Olfatto

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Il più complesso dei sensi. Se i gusti percepibili sulla lingua sono soltanto 5, al naso l’elenco di odori che riusciamo a riconoscere è nell’ordine delle migliaia. Grazie a questa capacità godiamo degli aromi del cibo, eppure ci si ricorda di quanto decisivo sia l’olfatto nella degustazione, solo quando si è raffreddati. Durante pasti molto strutturati, di solito, viene servito un sorbetto per pulire il palato e prepararlo ad altri sapori. Lo stesso concetto è stato applicato al naso: nel bel mezzo della serata, lo chef ha deciso di resettare i nostri recettori con un’aria allo zenzero contenuta in una provetta trasparente.

Udito

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Il look rock di Massimo Viglietti avrebbe potuto creare aspettative di un certo tipo per quanto riguarda la sua playlist. E invece a Led Zeppelin e Pink Floyd ha sapientemente affiancato le sonorità eteree dei Sigur Ros o le atmosfere sognanti di Nino Rota e Yann Tiersen. Il momento più alto però si è raggiunto con l’incredibile performance dal vivo di Bohemian Rapsody dei Queen di un’inattesa cantante.

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