Pipero Dixit: come servire il vino

12 giugno 2018

L’esperto di vini è una figura che in fondo tutti temiamo. Azzimato, magari con un fazzoletto a pois al collo, lievemente ombroso: si avvicina al tavolo e ti trucida con i tannini. L’esperto di vini è imperturbabile (puoi morire e resuscitare un paio di volte durante la sua disquisizione), alessandro pipero ci invita innanzitutto a bere bene innamorato di sé (può morire anche tua moglie nel frattempo e non se ne accorgerebbe) e, per l’appunto, esperto di vini, quindi in possesso della più prepotente collezione di aneddoti sull’uva (che lui chiama le uve). Fortunatamente, alcuni esperti di vino sono come Alessandro Pipero, per cui in primo luogo bisogna conoscere le regole per poi trasgredirle; e che in seconda istanza ci invita a bere molto e bene, così da confondere presto nell’alcol qualsiasi tipo di discettazione. Ecco alcuni consigli sul servizio del vino che vi faranno apparire raffinati senza diventare molesti.

  1. pipero-temperaturaTemperatura. La prima lezione di relativismo culturale che Pipero ci offre riguarda la temperatura: quando si dice ambiente, si dovrebbe pensare all’ambiente adeguato al vino e non all’uomo. Per certe zie Rosalie, ad esempio, la casa è fresca quando si raggiungono i 52 gradi. La cantina deve essere confortevole per i vini: le bollicine in frigo, i rossi refrigerati, i vini pregiati coricati.
  2. pipero-apertura-bottigliaCome si apre la bottiglia. Molti sognano anche per i vini il tappo di plastica svitabile dell’acqua (se non addirittura la versione biberon da adulto di certe borracce da campeggio). Per ora invece abbiamo sughero e truciolato. Pipero usa il cavatappi, un piattino, un tovagliolo e due bicchieri. Col coltellino del cavatappi si toglie la capsula, mentre la spirale si infilza con disinvoltura al centro del sughero, ruotando finché non siamo pronti per estrarre. È questo il sublime momento in cui ci si porta il tappo al naso: se si avverte l’odore del vino, tutti tranquilli; se sentiamo il sughero, si ricomincia da capo, con l’ormai proverbiale battuta: “Sa di tappo”. Si passa allora il tovagliolo sul collo della bottiglia e si appoggia il cavatappi sul piattino, in modo che elegantemente ogni oggetto trovi il suo posto nel rituale. Con gli spumanti ricordatevi, dopo aver rimosso la gabbietta, di ruotare la bottiglia e non il tappo, proprio per evitare di bervi il sughero.
  3. pipero-servire-vinoCome si serve il vino. Un’altra pratica quasi alchemica è quella dell’avvinatura, in grado, soprattutto per quanto riguarda i rossi, di rimuovere eventuali residui polverosi. Bisogna bagnare leggermente con poco vino il primo dei due bicchieri che stiamo usando, su tutta la superficie; il vino utilizzato in questa fase si sfrutta per assaggiare (con il secondo bicchiere), mentre al momento del servizio (di nuovo nel primo) il vino entrerà in contatto direttamente col vino e non con il cristallo. Se vi è sembrato tutto troppo semplice, premuratevi di salvare il senso scenografico con molte mosse voluttuose (di solito, col tovagliolo per asciugare qua e là) e con la riesumazione di oggetti come il decanter.

Dopo aver capito come servire alla perfezione ogni tipo di vino, un ringraziamento speciale va al nostro sponsor Bonaventura Maschio.

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