I Gastromondiali di Agrodolce: chi passerà il GIRONE A?

13 giugno 2018

Si comincia dunque: il mondiale di calcio è alle porte, il 14 giugno al via, e anche i Gastromondiali di Agrodolce sono ai blocchi di partenza. Come avevamo anticipato, si inizia con l’analisi culinaria dei singoli gruppi, a cominciare dal Girone A, quello a cui partecipa il paese ospitante la competizione, la Russia, insieme ad Arabia Saudita, Egitto e Uruguay.

Russia

cucina russa

Una cucina basata su ingredienti popolari, contadini; ricca in verdure, radici, tuberi, cereali: dalle patate ai cavoli, dalle barbabietole al grano saraceno che sono protagonisti in zuppe. Ne sono esempi la Šči, a base di cavolo e, spesso, brodo di carne al più conosciuto Boršč, una cucina fatta di ingredienti contadini, carne e pesce, resa nota dalla bravura di vladimir mukhin dove le barbabietole si uniscono alla panna acida. E le verdure fanno anche da ripieno, in alternativa o insieme alla carne, a ravioli chiamati pel’meni. Ma anche la carne è protagonista, sia con ricette che variano dai più classici spiedi e arrosti, con variabili legate alla grandissima vastità territoriale, che con ricette nate nelle cucine nobiliari spesso per mano di cuochi francesi nell’800. Le specialità vanno dal filetto alla Strogonoff al vitello alla Orloff, fino al pollo alla Kiev, felicemente ripreso nella contemporaneità da Gualtiero Marchesi nei suoi menu, fritto e ripieno di una salsa al burro. L’aringa, passata dalla popolarità alla nobiltà, simboleggiata quest’ultima dal cibo ricco per eccellenza: il caviale, legato indissolubilmente all’immagine della Russia, pur non essendo la nazione che produce il migliore. Naturalmente accompagnato dai blinis. E la ristorazione? Gli anni dell’URSS non hanno favorito lo sviluppo di realtà significative, ma oggi la nazionale dei cuochi può contare su una squadra di alta qualità, capitanata da Vladimir Mukhin con il suo White Rabbit a Mosca.

Arabia Saudita

cucina saudita

La cucina saudita fa naturalmente riferimento alla tradizione religiosa e culturale araba e al fatto che il territorio del regno, una penisola, sia stato nel corso dei secoli una terra di passaggi commerciali, dalla Turchia all’India, dall’Asia ai paesi dell’estremo oriente. la gastronomia saudita fa riferimento alla tradizione religiosa e culturale araba Tutti i piatti più importanti hanno una forte matrice popolare, legata spesso anche al consumo di strada. E allora nominiamo le mutabbaq, sfoglie di acqua e farina, ripiene di carne, uovo e pomodoro, di cui esiste anche una versione dolce con crema e banane, cotte alla griglia oppure fritte. L’aish abu laham, una torta di pane farcita con carne trita soffritta con cipolla e condita con tahina (crema di sesamo)  e succo di limone prima di finire la cottura in forno. E la maghmour, pietanza a base di melanzane stufate con pomodoro, menta, succo di limone e tanto aglio. Naturalmente tutti accompagnati dal riso, sia esso bianco, condito con la cipolla (mashkoul) o anche servito come piatto singolo, come nel caso del jareesh, dove al riso cotto a lungo in brodo di carne, si uniscono alla fine con crema di cipolla, yogurt e coriandolo. E la ristorazione? Come in tutti in paesi sauditi, c’è lo stacco tra i ristoranti delle grandi catene alberghiere, che propongono una fusione tra cucina internazionale e spunti mediorientali e più  semplici proposte che propongono sia la cucina tipica, ancor più di cibo etnico. Qui la nazionale non sembra proporre molti nomi.

Egitto

cucina egiziana

La varietà e la ricchezza della cucina egiziana sono inevitabilmente legate alla millenaria storia del paese, con ricette e tradizione che si sono tramandate con vari aggiornamenti fino ai giorni nostri. piatti legati alla tradizione mediorientale e condivisi con altri paesi Una cucina ricca e varia come ingredienti, dalle verdure al pane dalle spezie alle carni, forse meno nella parte ittica, nonostante l’esposizione al mare, fino ai legumi che sono presenti in tantissime pietanze. Ci sono dei piatti legati alla tradizione mediorientale e condivise con altri paesi come l’hummus o il baba ghannough a base di melanzane. Molto più legata al paese sono le preparazioni a base di pasta fillo, su tutte il gollash a base di carne macinata e formaggio. La carne è protagonista anche in piatti che noi conosciamo ormai molto bene come kebab, kofta e shawarma. Ma è molto più interessante sapere che uno dei piatti più popolari e conosciuti è il kushari, dove la pasta secca (ebbene sì) è unita a salsa di pomodoro, ceci, lenticchie, cipolle caramellate e aglio. Altro piatto popolare il ful medames, una purea di fave con aglio, olio e succo di limone, che si accompagna a uova sode e al pane, che sotto forma di pota, è un alimento fondamentale dell’alimentazione egiziana. Una cucina che non ha trovato né grandi ristoranti, né chef importanti, molti di questi hanno trovato la loro fortuna in Europa e da noi in particolare. Ma la squadra potrebbe essere vincente già con i sapori.

Uruguay

cucina uruguagia

Carne, carne, carne, come nei rivali e poco amati vicini argentini, è questo il leit motiv della cucina uruguagia. E dunque siamo di fronte a una delle grandi scuole mondiali della cucina alla griglia, di cui naturalmente Argentina e Uruguay si litigano la paternità. la carne alla griglia è uno dei punti forti della cucina dell'uruguay, insieme alle interiora Ma a differenza dei cugini qui non parliamo di asado, ma di parrillada, anche perché non si griglia solamente la carne, sia essa di manzo, agnello o maiale, che qui in effetti è più protagonista, ma anche le interiora che hanno un ruolo non da poco. E allora salsiccia di maiale, il classico chorizo e morcillas, il sanguinaccio di maiale, servito con il pane tipico, il choripan e accompagnati dal piccante chimichurri. E anche il pesce (il piccolo Uruguay è contornato dalla costa pacifica) assurge a protagonista delle grigliate. Una forte influenza della emigrazione italiana è data dalla popolarità della milanese, che come capirete, è la nostra classica cotoletta. Anche i vegetariani avranno soddisfazioni dalla torta pascalina, a base di bieta e verdure, la cui ispirazione è anche essa chiaramente italiana. E poi il dulce de leche, che gli uruguaiani intendono come loro creazione, il dolce nazionale. Sulla scia della crescita della ristorazione sudamericana, anche l’Uruguay propone qualche ristorante interessante, su tutti il Parador La Huella a José Ignacio, prestigiosa stazione balneare, ai cui fornelli troviamo una donna, Vanessa González. E una squadra a guida femminile non ci dispiace.

Il nostro pronostico

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E ora tiriamo le somme: chi passerà il turno? L’Arabia Saudita non ci sembra ancora pronta al salto di qualità, gli uruguaiani tengono la loro tradizionale garra da asador, ma non crediamo che basterà, perché il multiculturalismo di tradizioni culinarie egiziane e il cambio generazionale russo, unito anche al fattore campo porteranno al loro passaggio del turno. Quindi per noi passano Egitto e Russia. Voi che ne pensate?

Birra consigliata per le partite del Girone A

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Meantime Yakima Red Ale. Nata come tributo ai luppoli americani provenienti dalla Yakima Valley, questa Red Ale del birrificio londinese ha corpo leggero, è tostata e amara il giusto. L’abbiamo scelta come accompagnamento ideale dei piatti di carne, tipici di tutte e quattro le nazioni che si sfidano durante il Girone A.

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