World’s 50 Best Restaurants 2018: i nostri pronostici e i ristoranti dal 51 al 100

15 giugno 2018

La cerimonia dei World’s 50 Best Restaurants torna in Europa, dopo la trasferta newyorchese del 2016 che vide trionfare l’Osteria Francescana e quella australiana dell’anno passato che portò al vertice Eleven Madison Park. la cerimonia 2018 si svolgerà il 19 giugno a bilbao Per la prima volta la premiazione e gli eventi collegati si svolgeranno in un paese latino, la Spagna: Bilbao, capoluogo del Paese Basco, regione capofila del rinascimento gastronomico iberico ancor prima che il catalano Adrià imponesse la sua rivoluzione alla cucina mondiale (e 50 best è uno dei figli di questa rivoluzione). Il 19 giugno a partire dalle 20,45, scopriremo vincenti, perdenti, novità e quant’altro riguarda il 2018.

Ristoranti dal 51 al 100

David Munoz di Diverxo

David Munoz di Diverxo

Intanto, come ogni anno, a una settimana dalla cerimonia che renderà noti i primi 50 in classifica, è stata pubblicata la lista dei ristoranti dal 51 al 100, che comincia a fornire un’idea sull’aria che tira. 4 continenti rappresentati, 23 paesi con l’Europa a far la parte del leone con 23 ristoranti, la Spagna con 6 e la Germania con 4 i più rappresentati, poi Nord America con 9 come l’Asia, Centro e Sud America con 7, un solo ristorante australiano. Le novità sono 15, 13 entrano per la prima volta, due sono dei rientri: uno dei quali farà discutere, Diverxo il tristellato madrileno di David Munoz, che non ha mai risparmiato causticità al vetriolo verso la classifica, ritorna a una discutibile posizione 96. L’altro rientro, anch’esso, almeno per noi dovuto, è quello dello svedese Frantzén al numero 65.

108 a copenhagen

108 a copenhagen

Le altre 13 novità sono 5 in Europa. Si tratta dello spin-off del Noma, il 108, aperto a Copenhagen un paio di anni fa al numero 98 (a proposito: l’aver riaperto il Noma solo a febbraio consentirà a Redzepi di rientrare nella top 50?) e di due tedeschi, l’Atelier a Monaco posizionato al numero 97 e Nobelhart & Schmutzig, il ristorante del momento a Berlino, con la sua cucina fatta solo con prodotti locali: ad esempio non si usano limoni, pepe, cioccolato o olio d’oliva) alla posizione numero 88. Ci sono inoltre due spagnoli: l’ultima, discussa, creazione di Albert Adrià, Enigma a Barcellona al numero 95, ed Elkano a Getaria, che sulla scia del grande Arguinzoniz, propone una cucina di prodotto e brace, al numero 67.

Le Coucou a New York

Le Coucou a New York

Le tre new entry nordamericane arrivano dal Canada e dagli USA: Alo che a Toronto propone una cucina di rimandi francesi, al numero 94; dagli Stati Uniti Le Coucou a New York al numero 85 e il Singlethread a Healdsburg, nel cuore della Sonoma Valley, che offre un unico menu stagionale realizzato con i prodotti della fattoria che è parte integrante del progetto: posto numero 91 e premio One to Watch.

sühring a bangkok

sühring a bangkok

Sempre più forte la presenza sudamericana, significativamente espressa da tre ristoranti: il primo colombiano della storia dei 50 Best, Leo a Bogotà al numero 99, il brasiliano A Casa do Porco, che a San Paolo unisce una cucina di carne di alto livello al bere miscelato e che entra al numero 79, e Don Julio a Buenos Aires, altro parrilero, maestro di carni e griglie, che entra addirittura al numero 55. Ma c’è qualcuno che ha fatto meglio: i fratelli Sühring, tedeschi a Bangkok entrano in posizione numero 54, superando di gran lunga l’altra new entry asiatica, L’Effervescence a Tokyo, che esordisce al numero 92.

la cucina del relae

la cucina del relae

E sempre da Tokyo arriva il ristorante con il più ampio balzo in classifica rispetto all’anno passato, il Florilège che balza di quaranta posizioni, dalla 99 alla 59. Ci sono anche i primi esclusi dalla top 50 dell’anno scorso: l’olandese De Librje dal posto 34 al 51, il danese Relae di Christian Puglisi dal 39 al 71, l’australiano Brae dal 44 al 58, il parigino Astrance dal 46 al 52 (unico francese in questa parte della classifica), il tedesco Vendôme dal 47 al 66, l’argentino Tegui dal 49 al 60, il belga Hof Van Cleve dal 50 al 63.

chef-bombana-umberto-hktb-2016

E gli italiani? Non ci sono quasi, rimane solo Umberto Bombana e il suo Otto e Mezzo a Hong Kong che scivola al numero 93. L’anno passato Scabin e il suo Combal.Zero erano al numero 59, un posto avanti Bombana. L’assenza sarà segnale del rientro nella Top 50 o di un’infausta uscita, come crediamo succederà allo Chateaubriand (l’anno scorso al numero 93) dopo essere stato a lungo pietra dello scandalo come miglior ristorante francese della classifica?

La classifica dei ristoranti dal 100 al 51esimo posto

  • 100) Lasai – Rio De Janeiro, Brasile
  • 99) Leo – Bogotà, Colombia
  • 98) 108 – Copenhagen, Danimarca
  • 97) Atelier – Monaco, Germania
  • 96) Diverxo – Madrid, Spagna
  • 95) Enigma – Barcellona, Spagna
  • 94) Alo – Toronto, Canada
  • 93) 8 1/2 Otto e Mezzo Bombana – Hong Kong, Cina
  • 92) L’Effervescence – Tokyo, Giappone
  • 91) Singlethread – Healdsburg, Stati Uniti
  • 90) Indian Accent – New Delhi, India
  • 89) The Jane – Antwerp, Belgio
  • 88) Nobelhart & Schmutzig – Berlino, Germania
  • 87) Manì – San Paolo, Brasile
  • 86) The French Laundry – Yauntville, Stati Uniti
  • 85) Le Coucou – New York, Stati Uniti
  • 84) St John – Londra, Regno Unito
  • 83) Estela – New York, Stati Uniti
  • 82) Hedone – Londra, Regno Unito
  • 81) Per Se – New York, Stati Uniti
  • 80) Lung King Heen – Hong Kong, Cina
  • 79) A Casa Do Porco – San Paolo, Brasile
  • 78) Mingles – Seoul, Corea
  • 77) Elkan – Getaria, Spagna
  • 76) Martin Berasategui – Lasarte-Oria, Spagna
  • 75) Belcanto – Lisbona, Portogallo
  • 74) The Fat Duck – Bray, Regno Unito
  • 73) Aqua – Wolfsburg, Germania
  • 72) Twins Garden – Mosca, Russia
  • 71) Relae – Copenhagen, Danimarca
  • 70) Selfie – Mosca, Russia
  • 69) Chef’s Table at Brooklyn Fare – New York, Stati Uniti
  • 68) Quique Dacosta – Denia, Spagna
  • 67) Faviken – Jarpen, Svezia
  • 66) Vendôme – Bergish Gladbach, Germania
  • 65) Frantzén – Stoccolma, Svezia
  • 64) Sud777 – Città del Messico, Messico
  • 63) Hof Van Cleve – Kruishoutem, Belgio
  • 62) Momofuku Ko – New York, Stati Uniti
  • 61) Burnt Ends – Singapore
  • 60) Tegui – Buenos Aires, Argentina
  • 59) Florilège – Tokyo, Giappone
  • 58) Brae – Birregurra, Australia
  • 57) Nerua – Bilbao, Spagna
  • 56) Amber – Hong Kong, Cina
  • 55) Don Julio – Buenos Aires, Argentina
  • 54) Sühring – Bangkok, Thailandia
  • 53) Benu – San Francisco, Stati Uniti
  • 52) L’Astrance – Parigi, Francia
  • 51) De Librije – Zwolle, Paesi Bassi

I nostri pronostici per la 50 Best 2018

bottura

Cosa ci aspettiamo per la World’s 50 Best 2018? Intanto che entrino due donne, Dominique Crenn e Ana Roš, le ultime due a vincere il premio come migliore donna chef, che sono scomparse dalla seconda parte della classifica, per comparire probabilmente nella prima, anche se la Crenn ha accusato la 50 Best di essere sessista. E magari entrerà anche Clare Smyth con il suo Core, che il premio l’ha vinto quest’anno. Gli italiani? Bottura lotterà ancora per il vertice e sul Piazza Duomo di Enrico Crippa scommettiamo per un ingresso nella top ten, così come crediamo nella salita di Niko Romito.

gaggan

Novità tricolori in classifica? Ci speriamo ma ci crediamo poco, forse Scabin, un auspicio Camanini. Asia e Sudamerica acquisiranno nuove posizioni. E chi vincerà? Nemo propheta in patria, ci insegna il caso Eleven Madison Park, dato per vincente 2 anni fa a New York e poi vincitore solo l’anno scorso. E dunque fosse così, niente Roca. Eleven Madison Park resta favorito, anche perché la classifica sta sempre più virando, almeno per i continenti storici, verso la classicità. A meno che non arrivi il fenomeno Gaggan a far saltare tutto: e se fosse il momento giusto per diventare numero uno?

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