Oggi è il Sushi Day: i ristoranti dove celebrare a colpi di nigiri

18 giugno 2018

È tra i piatti più ordinati a domicilio, dopo la pizza e l’hamburger. Stiamo parlando del sushi, piatto nipponico che ha ormai conquistato le tavole degli italiani, e oggi 18 giugno si festeggia la giornata mondiale, il Sushi Day. Nell’omaggiare i rotolini di alghe e riso, come rivela un’indagine di Just Eat, lo scettro da consumatrici seriali di nigiri e uromaki è delle donne, con un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Poi, dice ancora Just Eat, le abitudini cambiano da città in città. Ecco quindi dove potete andare per festeggiare come si deve.

ROMA

Sushisen, Roma

Nella Capitale menzione speciale merita su tutti Sushisen, ristorante dallo stile zen con cucina raffinata e due sale, una tradizionale e una con kaitensushi, l’ormai celebre nastro trasportatore con i piattini da prendere e gustare direttamente. Si trova a via Giuseppe Giulietti 21 ed è aperto sia a pranzo, sia a cena, tranne il lunedì. Il secondo indirizzo è invece al Gazometro: parliamo di Sakana Sushi, dove tempura e sashimi sono serviti ai tavoli o sul nastro kaiten in un locale intimo con specchi, bambù e lampade. Lo trovate a via del Gazometro 54. A via degli Scipioni 243, invece, si trova Zen Sushi, con il nastro, il servizio ai tavoli e un locale dal design minimal, con quadri pop art. Fa anche take away.

zuma sushi

Kiko Sushi Bar si trova invece a San Lorenzo: a piazzale del Verano 90, si esalta la cucina di Atsumufi Kikuchi, conosciuto per aver unito negli anni la tradizione giapponese a quella newyorkese. zuma ha anche una bella terrazza da cui godersi roma dall'alto Nei suoi 45 coperti, Kiko offre la possibilità di gustare le specialità sia al bancone tradizionale da sushi, sia ai tavoli della tavola principale, sia nell’intima sala paradise. Taki Sushi si trova invece a via Marianna Dionigi 56/60: qui le specialità giapponesi vengono servite su nastro kaiten in un locale dal design moderno, con possibilità di degustazioni di tè verde. Infine, Zuma Roma Fendi, che è invece a via della Fontanella di Borghese, 48, all’interno di Palazzo Fendi. Tra le aperture più importanti del 2016, Zuma ha già aperto a Londra, Miami, Dubai, New York, Hong Kong, è dotato anche di una terrazza da cui godersi la vista di Roma dall’alto.

MILANO

Crudi di pesce, Iyo

Il primo indirizzo da segnare è in zona Sempione, più precisamente via Piero della Francesca 74: qui c’è Iyo, che propone piatti giapponesi e sushi in una sala a mattoni con cucina a vista, unico ristorante di sushi che a Milano può vantare una stella Michelin. Séparé di legno nero, tavoli piccoli, luci soffuse e scaffali retroilluminati sono le carte per gustare veri piatti giapponesi (poco sushi, ma anche ramen) da Fukurou, via Antonio Tolomeo Trivulzio, 16, in zona Bande Nere.

Poporoya

Yoshi di via Parini 7 ha un arredamento veramente zen e un menu che spazia da super classico fino all’insalata di astice blu e scampi freschi. Quindi Poporoya, in zona Porta Venezia, primo sushi bar in Italia che ha da poco festeggiato i suoi 40 anni. Punto di riferimento frequentato da tutti, giapponesi e non, in via Eustachi 17, non accetta prenotazioni. Zen Sushi a via Maddalena 1 è stato il primo ristorante in Italia dotato di nastro, nel lontano 1998: minimale, offre sushi e sashimi, oltre a piatti caldi serviti in tavola. Infine, Finger’s, a via S. Gerolamo Emiliani 2, con specialità servite in un locale intimo, luci soffuse e mattoni a vista.

TORINO

kensho

Kensho di via Mercanti 16 è un locale ad accesso limitato ed è necessario prenotare in anticipo. Qui troverete molti produmi della cucina nipponica, con i piatti tipici realizzati soltanto da professionisti giapponesi. A via Piave 9, invece, dovete cercare bene, ma c’è Kokoroya, piccola gastronomia di circa 30 metri quadrati, senza fronzoli e con un reparto alimentari, di fronte al quale troverete il bancone su cui mangiare. È solo per 5 coperti, per cui conviene prenotare, anche perché il locale chiude presto.

shabu

Ultimo indirizzo è corso Inghilterra, 35, dove troverete Shabu, che serve sushi in una chiesa sconsacrata: le architetture sabaude del locale originale si mischiano piacevolmente con la pulizia delle linee giapponesi, così come i piatti nipponici si mischiano con le tendenze occidentali. Il conto non è leggerissimo, ma a pranzo si spende meno.

FIRENZE

il-cuore

In zona centro c’è Koko: si trova a piazza Ferrucci 4/5 e propone sashimi e maki in una salata tatami, con cucina a vista e sushi bar. È conosciuto soprattutto per sviluppare il teppanyaki, l’arte di cucinare alla griglia. Non è economico, ma prevede un menu fisso, così come la possibilità di take away. Oltrarno, in via Romana, c’è Il Cuore, un angolo di Giappone in salsa fiorentina. Aperto da un giovane ragazzo di Tokyo, a Firenze per ragioni di studio, ricrea completamente l’atmosfera di un locale tradizionale giapponese, a partire dalle cameriere in kimono.

kome

In via dei Benci 41 c’è Kome, che prende il nome dal riso utilizzato proprio per il sushi. È a due passi da Santa Croce e si sviluppa su tre livelli: la sala d’ingresso con kaitensushi, dove i piatti a seconda del colore hanno un determinato prezzo. Il primo piano, dedicato alla cucina yakiniku, cioè alla cottura al barbecue di carne, pesce, verdure, da cucinare individualmente una volta seduti al tavolo. Infine, il piano interrato, dove si trova un bar specializzato in aperitivi e sake.

NAPOLI

osushi

A via Francesco Cilea 203/207 c’è ‘Osushi, dove sushi e tempura sono serviti ai tavoli o su nastro kaiten in un intimo ristorante con arredi moderni e soppalco. Poi, Ex Kukai, a cinquanta metri da via Toledo, in via Nardones 103 c’è Iki, con sushi e sashimi in una cornice dominata dal nero, con soffitti a botte e piatti preparati a vista. Aperto da Massimiliano Neri, appassionato da cultura e storia del Giappone, in cui ha studiato, prende le mosse dal suo predecessore, aperto nei quartieri spagnoli. Infine, a vico s. Maria A Cappella Vecchia 30 c’è Jap-One, da 15 anni punto di riferimento con i suoi sgabelli in metallo su sfondo blu e pannelli dal tema marino. Il primo a insegnare ai napoletani, quindici anni fa, che cosa fosse il sushi.

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