I Gastromondiali di Agrodolce: chi passerà il girone D?

19 giugno 2018

Argentina, Croazia, Islanda e Nigeria: questi i quattro paesi che si contenderanno il girone D dei mondiali e dei Gastromondiali di Agrodolce. Una contesa che però solo ufficialmente avverrà a calci alla palla e fuorigioco, perché ufficiosamente il grande protagonista di queste sfide sarà il vasto panorama gastronomico che caratterizza ciascuna squadra. Se l’appeal dei mondiali è svanito insieme all’uscita dell’Italia dalla rosa dei qualificati, lo stesso non si può dire per l’interesse che scaturisce dalle tradizioni culinarie proprie di ciascun Paese: è il momento di portare in tavola tutto l’entusiasmo calcistico declinandolo a suon di asado, skyr, empanadas e legumi africani. Quale Paese, più di altri, stuzzica il vostro appetito? Qualsiasi tipo di pronostico non può prescindere da una conoscenza quanto meno basilare dei punti di forza e delle caratteristiche di ciascuna cucina: un pretesto formidabile per curiosare tra le usanze, i profumi e i piatti tipici in giro per il mondo. Iniziamo.

Argentina

asado

Carne e farina di frumento in primis, ma anche verdure, ortaggi, olive e formaggi: grazie ai notevoli influssi culturali italiani e spagnoli, la cucina argentina abbraccia le note più gustose e ricche della dieta mediterranea, la cottura della carne è affidata ai gesti esperti di una figura imprescindibile, l'asador aggiungendo l’irresistibile tocco caliente tipico dei paesi dell’America Latina. In questo senso, l’asado è la ricetta che meglio rappresenta la tradizione gastronomica argentina: sinonimo di convivialità, festeggiamenti e famiglia, questo termine indica un particolare tipo di arrosto a base di carne di manzo la cui cottura è affidata ai gesti esperti dell’asador. La carne è infilzata su una croce di ferro e fatta cuocere sulla brace (a legna o a carbone) per poi essere tagliata e servita mano a mano che la cottura andrà avanti. Immancabile accompagnamento da servire insieme alla carne, il chimichurri rappresenta un condimento fondamentale a base di cipolla, aglio, pomodori, prezzemolo, finemente tritati ed emulsionati con olio e aceto. Ma i metodi di preparazione della carne e le numerose varietà impiegate non si possono esaurire di certo in poco righe: tra le ricette più diffuse non si possono non menzionare, il paceto (carne stufata che di solito accompagna piatti di pasta), il cuero – preparazione tipica dei Gaucho, da servire in occasioni speciali – e il curanto – carne a pezzetti, verdure e ortaggi avvolti in larghe foglie di Pangue. Altro piatto forte della cucina argentina, le empanadas non possono senz’altro mancare a tavola con i loro squisiti ripieni a base di carne, formaggio, uova, olive o cipolla, avvolti in un croccante strato di pasta cotta al forno o fritta. Dulcis in fundo, tra i dessert, il dulce de leche – ottenuto dalla cottura lenta di latte e zucchero – rappresenta la ricetta più diffusa e apprezzata, insieme al flan casero (creme caramel) e al dulce de batata, preparato con la patata dolce.

Islanda

cucina islandese

Sono molti i fattori che rendono il panorama gastronomico dell’Islanda non così invitante come si penserebbe: il clima rigido, l’isolamento geografico e le vaste distese di terreno difficilmente coltivabili hanno rappresentato ostacoli decisivi per la diffusione della gastronomia islandese nel mondo. una cucina ricca di ingredienti di alta qualità, soprattutto latticini e pesce Tuttavia, d’altro canto, si tratta di una cucina ricca di ingredienti di alta qualità – come per esempio la carne di agnello, i latticini, il pesce – senza considerare le peculiari tecniche di lavorazione delle materie prime, consistenti nella fermentazione e nell’affumicatura. Insomma, una cucina dalle altissime potenzialità, in cui i piatti più ghiotti e succulenti sono molto spesso celati da quelli tipici della tradizione, non sempre così invitanti: basti pensare per esempio al blodmör (sanguinaccio) o al hangikjöt (testa di pecora bollita). Ma l’estasi per il palato non tarderà ad arrivare se proverete piatti meno bizzarri e ardui, come il delizioso agnello affumicato servito solitamente con patate caramellate e cavolo rosso, o ancora, le diverse portate di pesce fresche a base di aringa, merluzzo e salmone. Anche tra i formaggi, non è difficile trovare delle vere eccellenze, quali lo skyr, un particolare tipo di formaggio a latte fermentato, consumato di solito come dessert con l’aggiunta di panna e zucchero. Proseguendo sulla scia dei sapori dolci, da provare assolutamente la kleina – una piccola e deliziosa pasta fritta a forma di trapezio – e il randabrauð – torta a più strati con marmellata e pan di Spagna.

Croazia

cucina croata

Uno straordinario caleidoscopio di ingredienti, profumi e sapori, impossibile da definire con un singolo aggettivo. Più che di cucina croata, bisognerebbe parlarne al plurale suddividendo le tradizioni di ciascuna regione come un mondo a se stante. una cucina composta da diverse tradizioni culinarie regionali La varietà del panorama gastronomico riflette senza dubbio le numerose influenze che nel corso degli anni si sono avvicendate sui territori croati, alternando sapori tipicamente italiani dal gusto mediterraneo a piatti di ispirazione austriaca, turca e persino ungherese. Nella regione della Slavonia, per esempio, non mancano piatti di pesce alla griglia e stufati di carne molto speziati e piccanti, simili al gulash; nell’area nord-occidentale e a Zagabria la cucina, risentendo delle influenze austriache, è caratterizzata da succulente ricette di carne arrosto o allo spiedo, accompagnate da pasta al forno o patate arrosto. Panorama completamente diverso in Dalmazia e, in genere nelle regioni costiere, dove le spezie sono sostituite dai sapori tipici mediterranei grazie all’utilizzo di ingredienti come l’aglio, l’olio di oliva, il pesce e i frutti di mare serviti con erbe aromatiche fresche. Da ultimo, merita una menzione particolare la cucina istriana per le sue velleità gourmet e all’avanguardia attraverso la presentazione di piatti ricercati ed originali, come per esempio la manestra – un denso e aromatico minestrone di verdure e fagioli – e il fuzi – una pasta fresca a base di tartufo o selvaggina.

Nigeria

cucina nigeriana

In Africa cultura e gastronomia si fondono senza lasciare alcun cenno di confine. Sono le abitudini quotidiane a influenzare le tecniche di preparazione dei piatti, e ancora di più, le tipologie di portate che sono servite a pranzo o a cena. una cucina semplice che prevede molti piatti unici a base di proteine e verdure Si tratta di una cucina semplice ed economica in cui l’ordine delle portate, lungi dal seguire un ordine preciso, prevede piatti unici a base di proteine e verdure, accompagnati da vari tipi di garri e fufu (carboidrati) e consumati usando direttamente le mani. Altro elemento distintivo è l’area territoriale che si prende in considerazione, distinguendosi due diversi tipi di cucina tra la regione meridionale e quella settentrionale: la fascia costiera per esempio rientra tra i massimi siti produttivi di olio di palma, latte di cocco e peperoncino. Ciò che però accomuna le diverse sfaccettature della cucina africana è quella semplicità e genuinità negli ingredienti che segna la realizzazione di ogni piatto: zuppe, carne e patate rappresentano le preparazioni più comuni, connotate da un forte sentore piccante e speziato. A queste si aggiungono le specialità locali come il ragù di arachidi con pollo e peperoncino servito con il riso oppure dei deliziosi tortini di fagioli farciti. Tra questi legumi le varietà più utilizzate sono quelle all’occhio e quelle marroni, grazie alla loro estrema versatilità: dopo essere stati immersi in acqua per una notte intera sono di solito utilizzati nella preparazione di piatti come l’akara moin-mom e la zuppa gbegiri. Altri ingredienti assolutamente indispensabili per a cucina nigeriana sono: le banane – le cui foglie sono utilizzate per avvolgere gli alimenti durante la cottura al vapore – e una particolare varietà di foglie amare largamente impiegate nella preparazione delle zuppe.

Il nostro pronostico

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Come decretare il vincitore assoluto tra cucine e nazioni così diverse e particolari? La soluzione migliore è sempre quella di affidarsi a pronostici controcorrente che sappiano stupire al momento giusto con clamorosi colpi di scena: l’Islanda, quale nazionale esordiente e Paese più piccolo ad aver mai ottenuto una qualificazione, merita di sorprendere anche i palati più scettici.

Birra consigliata per le partite del girone D

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Meantime Wheat Beer. Birra fresca e fruttata, adatta a piatti di pesce e frutti di mare della Croazia, dell’Islanda e del sud dell’Argentina. Le note di banana saranno perfette poi con le banane fritte della Nigeria.

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