Mangiare a Ostia: 3 ristoranti di pesce per 3 appetiti diversi

25 giugno 2018

Nella scena gastronomica del litorale romano, se Fiumicino brilla grazie alle stelle di Pascucci al Porticciolo e Il Tino di Daniele Usai, oltre che all’ottimo lavoro svolto da Marco Claroni all’Osteria dell’Orologio, Fregene dal canto suo, può vantare una serie di validi indirizzi proprio in riva al mareOstia non sta a guardare e, per quanto riguarda i ristoranti di pesce, risponde in maniera corale e variegata. Spiccano in particolare tre ristoranti, diversi per tipologia, ma accomunati da una grande sensibilità nei confronti della selezione delle materie prime.

il ristorante creativo: Red Fish

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Red Fish (corso Duca di Genova, 22) è un luogo adatto a una clientela curiosa, che cerca una cucina creativa di buon livello in un ambiente non ingessato. Lo staff è capitanato dal giovane chef napoletano Antonio Gentile, che in precedenza ha maturato esperienze stellate con Francesco Apreda all’Imago, in Costiera Amalfitana presso Il Faro di Capo d’Orso e a Londra all’Apsleys Restaurant di Heinz Beck. Ulteriore valore aggiunto è la presenza di Federica Valleriani, talentuosa pastry chef i cui dessert appagano la vista e il palato. Il menu cambia con le stagioni, le influenze campane sono evidenti, così come gli omaggi al territorio laziale ma anche intriganti evasioni esotiche. All’interno di Red Fish c’è anche un sushi bar in perfetto stile giapponese. Al di là del bancone Micaela Giambanco: trasferitasi giovanissima nel sud del Giappone, dove ha lavorato in diversi locali immergendosi completamente nella cultura gastronomica nipponica.

Piatto simbolo

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Il piatto che incarna pienamente la filosofia del Red Fish non può che essere il Carciofo Gentile: un carciofo alla romana, servito con battuto di gambero bianco crudo e maionese allo zafferano. Una riuscita reinterpretazione di un caposaldo della tradizione capitolina che diventa un’emozionante giostra di aromi e sapori.

Piatto consigliato

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Gli Spaghettoni Napoli 2.0, conditi con zucchine alla scapece, alici di Cetara, tarallo napoletano sbriciolato e provolone del Monaco, sono un inno all’opulenza partenopea e, inevitabilmente, un piatto del cuore e della memoria per lo chef.

La neo osteria: Molo Diciassette

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Aperto nel novembre 2016, negli ex locali de Il Tino, Molo Diciassette (via dei Lucilii, 17) si caratterizza per una cucina semplice ma eseguita in maniera egregia. Massimo tre ingredienti, sapori ben definiti e di facile comprensione per un pubblico generalista, in quella che potremmo definire una neo osteria di mare. Alla base vi è l’attenzione maniacale nei confronti delle materie prime, in special modo il pesce: rigorosamente pescato e locale. Niente orate o spigole, per intenderci, ma piuttosto cefali, sciabole, sarde, maccarelli o polpi. Al timone Simone Curti, ostiense doc, cresciuto nelle cucine di Pascucci di cui è stato anche sous chef. La sua creatività non si esprime solo ai fornelli: i piatti su cui vengono servite le sue preparazioni ed i quadri che danno colore alle pareti sono opera sua. Con lui il socio Fabrizio Mascara, sodale in una precedente parentesi lavorativa.

Piatto simbolo

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Coerentemente con la regola dei pochi elementi, il Polpo e patate sintetizza al meglio l’offerta di Molo Diciassette. Un grande classico ma condito con un pizzico di fantasia: oltre alle patate che sono affumicate, vi è del porro a donare croccantezza e sapore.

Piatto consigliato

molo17

Servite su uno splendido piatto turchese, le Linguine con gambero rosso lime e vaniglia, uniscono gusto mediterraneo ed aromi esotici. Assolutamente da provare!

La trattoria di mare: Officina Culinaria

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Trattoria per scelta, Officina Culinaria (via degli Acilii, 15) è la creatura dello chef Giovanni Ciaravola, nata quasi 4 anni fa. Nel corso del tempo il concept è cambiato: la cucina inizialmente casalinga, si è evoluta in gourmet, per poi virare nuovamente, assecondando la sensibilità dello chef e un approccio più immediato. Portate abbastanza classiche, dunque, con il pescato proveniente da pescherecci locali, di Ponza o al massimo della Sardegna. L’olio è della Sabina, la pasta secca è di Lagano, quella fresca è fatta in casa così come il pane; a tutto ciò si aggiunge una buona tecnica che fa parte del bagaglio dello chef. La sezione street food, anche take away, arricchisce ulteriormente la proposta con specialità gustose come il kebab di mare, servito in piadine che arrivano direttamente dalla Romagna. La carta dei vini è settimanale con tre referenze fisse e una decina a rotazione, oltre a qualche birra artigianale.

Piatto simbolo

tonnarelli-totanetti

In trattoria, si va per mangiare ricette gustose, proprio come i Tonnarelli all’uovo fatti in casa, aglio, olio e peperoncino con totanelli di paranza, pecorino e lime. Alla sapidità di totani e formaggio fa da contraltare la freschezza dell’agrume, in un piatto avvolgente ma al contempo adatto anche alla stagione estiva.

Piatto consigliato

spaghetti-vongole

Il banco di prova per un qualsiasi posto che fa pesce: gli spaghetti alle vongole. La variante con pomodorini e salicornia convince pienamente, grazie ad una cottura al dente, a vongole saporite e condimento giusto.

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  • Chiara Aliberti
  • Andrea di Lorenzo
  • Salvatore Cosenza

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