Caffè e Alta cucina, alla scoperta dei futuri numero uno

3 luglio 2018

Come sapete, su queste pagine virtuali abbiamo sempre dato grande attenzione alla cucina di ricerca, quella italiana e quella internazionale. Dopo la seconda, straordinaria vittoria di Massimo Bottura (Osteria Francescana di Modena) ai World’s 50 Best Restaurants 2018, la vocazione di lavazza alla sperimentazione s'intreccia con il lavoro dei grandi chef è giusto parlare anche di uno degli sponsor italiani che da sempre sostengono questa classifica, a ribadire il rapporto ormai indissolubile tra questo brand e l’alta cucina. Stiamo parlando di Lavazza, nome tra i più conosciuti nel mondo del caffè. La vocazione di Lavazza alla sperimentazione ha trovato e trova nelle collaborazioni con i più grandi chef di fama mondiale un connubio ideale. È proprio la sperimentazione il canone fortemente identificativo dell’azienda: legarsi ai grandi chef – portatori di innovazione – è uno step che è stato naturale per l’azienda piemontese. In questi anni della classifica 50 Best, Lavazza è stata anche tra le aziende che nella consegna dei premi all’Highest Climber ha portato fortuna: non a caso i premiati nel corso degli anni si sono poi trovati a scalare le classifiche nelle prime posizioni. Alcuni esempi? Virgilio Martinez del ristorante Central di Lima (Perù) e Gaggan Anand del Gaggan di Bangkok (Thailandia), solo per citarne alcuni.

Highest Climber Award

Lavazza ha supportato nel 2018, come negli anni passati, l’Highest Climber Award, il premio riservato al miglior scalatore della classifica, cioè al ristorante che in un anno ha risalito il maggior numero di posizioni nella World’s 50 Best Restaurants.

  1. zaiyu-hasegawaQuest’anno il riconoscimento è andato a Den, ristorante di Tokyo che ha conquistato la diciassettesima posizione grazie alla personale interpretazione della cucina giapponese moderna proposta dallo chef Zaiyu Hasegawa. Da Den si accostano piatti che richiamano la cucina casalinga nipponica a invenzioni che fanno sorridere l’ospite, come il Den Fried Chicken, servito in una confezione di cartone con la foto di chi lo mangerà. Alta cucina con un twist che punta all’intrattenimento e al divertimento.
  2. virgilio-martinezNegli anni passati lo hanno ricevuto ristoranti di tutto il mondo e che in seguito hanno conseguito risultati ancora più importanti, come il peruviano Central di Virgilio Martínez, oggi sesto al mondo e primo in Sudamerica. Lo chef propone menu degustazione che spaziano tra le varie altitudini ed ecosistemi del Perù, passando dalle Ande al mare, alla foresta amazzonica.
  3. asador-extebarriAltro nome eccellente ad aver guadagnato in passato l’Highest Climber Award è lo spagnolo Asador Etxebarri dello chef Victor Arguinzoniz, nel 2018 al decimo posto nella classifica mondiale. Quello di Arguinzoniz è un ristorante lontano dal rumore e dal caos della grande città, che conserva le tradizioni e le tecniche antiche di cottura alla griglia.
  4. gagganIl thailandese Gaggan guidato da Gaggan Anand, oggi al quinto posto fra i migliori ristoranti al mondo e al primo fra quelli asiatici, aveva vinto nel 2014 l’Highest New Entry Award, entrando in classifica direttamente in diciassettesima posizione. Il ristorante, che chiuderà a breve per spostarsi a Fukuoka in Giappone in una nuova veste, è trascinato dalla personalità vulcanica e brillante dello chef, capace di portare la sua visione della cucina indiana nel gotha della gastronomia.

Gli italiani nella World’s 50 Best Restaurants

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L’Osteria Francescana di Massimo Bottura, incoronata nel 2018 per la seconda volta miglior ristorante al mondo, non ha invece mai ricevuto l’Highest Climber; ma non ha mai mancato di impegnarsi sul fronte del caffè. Bottura non è l’unico chef italiano a rappresentarci con successo nella classifica World’s 50 Best Restaurants. Enrico Crippa si è guadagnato il sedicesimo posto con il suo Piazza Duomo di Alba.

niko-romito

Massimiliano Alajmo, con il suo ristorante a tre stelle Le Calandre nel cuore di Rubano (vicino Padova), è alla posizione numero 23. Chiude le fila un altro stellato d’eccezione, Niko Romito (36esimo nella 50 Best), e il suo Reale, splendido angolo d’abruzzo a Castel di Sangro: nel 2018 il ristorante ha scalato ben 7 posizioni.

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