Gastromondiali di Agrodolce: semifinale tra Francia-Belgio

9 luglio 2018

Si stringono le maglie di questo Gastromondiale 2018 e i nostri pronostici superano l’esame del campo, avanti Francia e Belgio per la semifinale alta del tabellone. Eliminato il blasonato Brasile da uno splendido Belgio, nonché un arrembante Uruguay dalla solida Francia, questo confronto vede testa a testa 2 squadre e 2 cucine che si sfidano sulla stessa tavola. Per certi versi una bellissima competizione giocata sulla stessa tradizione.

Francia – Belgio

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Colpi decisi e ben strutturati decideranno un risultato conteso e meritato per entrambe, comunque vada stiamo parlando di 2 delle 4 squadre sul tetto del mondo, ma sicuramente la voglia di andarsi a giocare i primi posti è famelica. Ed è per questo che bando allo street food, dove baguette e merguez (salsicce di manzo, montone o agnello alla griglia, avvolte in budella di agnello e condite con spezie, cumino e peperoncino) vincono facile, la transalpina sfoggia il suo asso nella manica: La Maison des Bois, 3 Stelle Michelin conquistate all’ 80% di autarchia. Una baita immersa nel verde che circonda il Monte Bianco, dove Marc Veyrat è il vero Guru di una cucina quasi totalmente home made su tutta la filiera. Alleva i suoi pesci, coltiva i foraggi dei suoi animali, raccoglie le sue uova e stagionalmente gestisce le verdure dei suoi orti; un ritorno ancestrale alla concezione di cibo benedetto dalla fonte di acqua naturale che garantisce vita ai suoi progetti. colpi decisi e ben strutturati decideranno un risultato conteso e meritato per entrambe Modernismo e creatività estrema al servizio del selvaggio e di una concezione pastorale e minerale della cucina, come la Truite du lac Léman cuite dans l’écorce d’épicéa, sauce facon beurre blanc (sans beurre), ovvero una trota del lago di Ginevra, cucinata con corteccia di abete e salsa al burro (senza burro). Il Belgio risponde con la moderna baita, immersa nel verde dei suoi orti, dello Chef Bert de MangeleerL’Hertog Jan è il tempio della stagionalità belga, una cucina unica e potente che traduce la tradizione di questo ricco paese in piatti armonici e decisi; anche qui, le 3 Stelle Michelin sono la risposta al tridente francese. La semplicità non è facile, questo il motto del ristorante considerato come vera avanguardia europea nella gastronomia, sceso in campo a rappresentare un Belgio che cercherà d’imporre proprio la propria freschezza e l’incredibile voglia di affermarsi sempre di più. Dalla cucina belga, vedremo cercare la vittoria con solidi colpi di caviale reale belga, guizzi imprendibili di spigole del mare del nord e la classe innata del Seigneur de Vidange (piatto dell’Hertog Jan), dove pancetta croccante e spratto salato s’incontrano in una salsa gibriche, tra erbe profumate e boccioli di fiori. Togliamoci dalla testa un confronto noioso. Sapori forti e determinazione, cucine creative e visionarie, storie e origini e tradizioni anche molto simili, che si scontreranno a viso aperto.

Il nostro pronostico 

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Comincia a essere difficile scegliere chi passerà quello che è il turno decisivo per il titolo mondiale. Chi vince si giocherà la finalissima e per farlo sarà necessario avere fame. Nonostante la solidità storica di una Francia tecnicamente e tradizionalmente molto forte, io credo sarà proprio la fame di vincere ed emergere del Belgio a spuntarla. Guardando il tabellone, chissà che questo sarà il Mondiale di calcio (probabilmente influenzato dal nostro Gastromondiale) che vedrà tutte le grandi fuori dal campo e dalla tavola, portando 2 talentuose d’Europa a giocarsi il primato.

Birra consigliata per questo match 

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Raspberry Wheat di Meantime. Le note di lampone sono perfette per accompagnare le classiche Gaufres, spesso farcite di marmellate di frutti rossi, allo stesso tempo si adatta anche con le cozze alla belga. Per quanto riguarda le specialità francesi, possiamo immaginare un matrimonio con formaggi freschi, anche di capra o a crosta fiorita. Facile ma azzeccato poi l’abbinamento con un Paris-Brest ai lamponi.

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