I Gastromondiali di Agrodolce: la Finale tra Francia e Croazia

13 luglio 2018

Tra pronostici azzeccati e sfide al cardiopalma, siamo arrivati alla conclusione di questo mondiale di calcio 2018 e se in Russia ancora non lo avessero capito, questa finalissima tutta europea è di sicuro merito dei nostri Gastromondiali. Domenica si giocherà la finale e Francia e Croazia, meritatamente, si sfideranno portando non solo calcio, ma tradizioni e cucine mediterranee all’attenzione del mondo. Italia esclusa dai giochi , questa la vera prima sorpresa del torneo, ma contro ogni tendenza alle simpatie nazionaliste e calcistiche, noi vi possiamo dire che in questi Gastromondiali abbiamo decisamente un buon motivo per celebrarci tifando i nostri cugini.

 Francia

zuppa di cipolle

Se Caterina de’ Medici non si fosse trasferita in Francia per regnarvi, nella prima metà del ‘500, la tanto celebrata e raffinata cucina francese sarebbe davvero quella che è oggi? Forse no. Caterina si sposa a 14 anni con Enrico II di Valios e per il suo matrimonio (molto sontuoso) portò con sé una schiera di servitori e bagagli, molti piatti della cucina italiana sono stati tradotti nella cucina francese ma soprattutto portò in una Francia non sicuramente famosa per la sua cucina raffinata, tutta la cultura che i Medici rappresentarono come padri del Rinascimento anche in campo gastronomico. Tra i suoi servitori ci furono due cuoche mugellesi è un gelataio di Urbino, diversi pasticcieri e alcuni accessori e materie prime come le forchette e i carciofi. Le frittate fiorentine diventarono omelette, le pezzolle della nonna si trasformarono in crêpes, ma soprattutto parliamo di papero al melarancio, che è poi diventata la famosa anatra all’arancia francese, la salsa colla poi passata agli onori della storia come besciamella, la soupe d’oignons, partita da Firenze come la ghiotta carabaccia, ovvero zuppa di cipolle toscana.

macaron

Che dire dei dolci, come il sorbetto del gelatiere fiorentino Ruggieri, la pasta choux che inventò il pasticciere Pantanelli al seguito della corte di Caterina, il cui nome si rifà al cavolo o cavoletto di Bruxelles per la forma che assume a mo’ di bignè, così come i famosissimi macaron, che si dice siano nati a Venezia e portati oltralpe proprio in occasione del matrimonio della discendente de’Medici. Insomma tra intingoli, materie prime e tecnica, la cucina francese subisce una sterzata incredibile nei settant’anni di regno di Caterina de’ Medici. Oggi, in un Gastromondiale che vede Francia e Croazia a confronto, quando parliamo di cucina francese non possiamo non tener conto che in qualche modo con i galletti scendiamo a tavola anche noi.

Croazia

cibo croazia

Certo non si dica che anche la Croazia non sia terra che in qualche modo abbia subito le contaminazioni italiane, ma va detto che è più stata terra di resistenza. I veneziani hanno portato qui gioielli, tessuti e spezie, ma il territorio croato è più figlio di influenze ottomane e di leggende legate a una Grecia di Argonauti. Non è un caso se carni di agnello e olio di oliva sono da sempre due identificatori territoriali della gastronomia della Croazia.

monte

La varietà delle sue regioni, tra monti e mare, restituisce in cucina stili e piatti continuamente diversi per sapori, consistenze e tradizioni, ed è per questo che contro una Caterina de’ Medici la Croazia si affida ai colorati menu di Monte, uno dei tre ristoranti premiati con una stella Michelin, che serve la propria cucina creativa e territorialmente caratteristica sulla base delle sue tre offerte gastronomiche: rosso, verde e blu. Qui lo chef Danjiel Dado Deki offre, nel cuore della città vecchia di Rovigno, la visione sorprendente delle proprie materie prime tradizionali, conquistando la prima Stella della Croazia con i suoi Grattini neri, gamberetti e champignons, gli scampi di Quarnero, le cozze di Leme, il maialino della fattoria SureStine, così come il manzo di Gimino alla griglia, sedano, funghi di Montona e cipolla rossa dolce in salamoia.

Il nostro pronostico

francia

Storia, tradizioni e leggenda, si mescolano in un confronto dal sapore tutto mediterraneo. Potremmo tifare per una cucina in continua ascesa e fortemente legata alle proprie tradizioni storiche, così come ci si potrebbe schierare per quella considerata madre di tutte le altre, ma comunque figlioccia di quella italiana. Tant’è che sbilanciandoci, nonostante all’altro capo della tavola ci sia una Croazia abituata a resistere, possiamo dire che alla fine prevarrà la tecnica e la visione di gioco di una Francia abituata a conquistare.

Birra consigliata per la finale

meantime-london-lager

Francia – Croazia: due paesi con una grande varietà di paesaggi ma che si affacciano entrambi sul Mediterraneo. E dunque, che si tratti di un’insalata nizzarda o del classico risotto croato al nero di seppia, una London Lager di Meantime si abbina perfettamente: fresca, leggera e beverina con un retrogusto erbaceo dovuto luppoli inglesi.

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