I magnati californiani scelgono la Sicilia: Baglio Passofondo ad Alcamo

19 luglio 2018

Less is more: è il principio del lusso rurale. Una filosofia che si arriva a comprendere appieno quando vigne rigogliose, spighe di grano e colline variopinte, ti dicono che sei giunto in un paradiso agricolo dalla storia antichissima, dove la bellezza si manifesta in tutta la sua variabilità vegetativa. less is more caratterizza l'essenza di baglio passofondo È quel motto che si metabolizza ancora di più quando sul piatto che ti viene servito la materia prima è talmente carica di sapore e profumo da essere lasciata quasi vergine nella sua integrità e freschezza. Less is more è il lifestyle di Baglio Passofondo. Il nuovo resort di lusso ricavato in un baglio fortificato del ‘700 a pochi chilometri da Alcamo, dal tempio e dal teatro greco di Segesta nella terra del Catarratto, in provincia di Trapani.

baglio-passofondo_374

Una perla architettonica strappata all’abbandono, dedica d’amore alle proprie origini del magnate californiano Anthony Francis Stellino. La testimonianza del passato è stata recuperata con dovizia maniacale dall’imprenditore statunitense grazie alla mano degli artigiani del luogo e alla ricerca di materiali locali, tra cui l’ultimo esemplare prodotto di marmo alcamese che impregna gli ambienti di Passofondo di una luce d’altri tempi. Il restauro ha valorizzato ogni dettaglio di questo gioiello della cultura contadina, lasciando intatto il fascino agreste senza scadere nello stile country, riutilizzando il più possibile gli elementi originari, come il soffitto in legno non più adatto al suo scopo iniziale ma perfetto per fare da testiera ai letti. Quest’oasi ad alto grado di relax conta in tutto 10 suite inondate dai profumi della macchia mediterranea, la cui eleganza traspare dalle linee rigorose e dal calore dei materiali.

chef-3

E se lo spirito di Baglio Passofondo fluisce nelle acque della piscina benessere all’interno del cortile, il cuore batte in cucina. È lì che si materializza tutto ciò che la splendida scenografia anticipa allo sguardo. A condurla sono due giovani cuochi: il trentaduenne Cristian Lepore, romano e titolare del ristorante Divino a Ottawa, e il ventiseienne Pietro Taormina di Terrasini che troviamo al suo primo incarico da resident chef, un debutto verso la maturità dopo aver girato per mezza Italia per la dovuta gavetta, facendosi le ossa anche nelle cucine del Cipriani di Venezia e del Magnolia al Grand Hotel Via Veneto di Roma.

cristian-lepore-e-piero-taormina

Il loro tavolo da lavoro è lo stesso a cui siedono i commensali: lo chef’s table è il fulcro del percorso esperienziale e di conoscenza di Baglio Passofondo ed è una formula voluta da Stellino come emblema dell’ospitalità siciliana. Il grande imponente tavolo di marmo alcamese è un palcoscenico in cui tutti sono chiamati a partecipare e a fare la propria parte all’opera alimentare circondati da pentole, ortaggi, conserve, erbe aromatiche, spezie.

chef-1

Si chiacchiera con gli chef mentre preparano, si assaggia insieme a loro, si eliminano le distanze. Un déjà-vu di vita quotidiana, intima del sud, che va in scena all’interno di un delizioso angolo ricavato nell’ampio salone del ristorante, dove un gigantesco camino promette attimi di dolce tepore nelle giornate invernali. Il menu è l’estensione del paesaggio esterno. Contiene tutto ciò che i due chef reperiscono a reperire nella campagna circostante, dai contadini e dagli allevatori della zona. In futuro a caratterizzare la dispensa ci sarà anche l’orto del Baglio. I piatti non sono rivisitazioni della tradizione, sono elaborazioni che evocano le radici fatte con mano leggera, rispettosa. Pochi ingredienti, linguaggio semplice e una purezza che si esprime con grande dinamicità.

polpo

Non emerge la Sicilia retorica o stereotipata. Il Polpo con succo di anguria e yogurt, il macco di fave e le Animelle con bietole e spuma di limone, sono tra gli esempi più godibili di questa cucina.

cacio-e-pepe

Non mancano poi le contaminazioni, come la Cacio e pepe con battuta di gambero marinato agli agrumi. La bravura degli chef sta nel proporre un assaggio semplice, immediato ma molto ricco di contenuto che rende memorabile ciò che si gusta.

tortelli

La potenza mediterranea è concentrata e domata in modo magistrale nei Tortelli di ricotta, maggiorana e crema di pomodori confit. L’opulenza o l’indole rustica di certi piatti classici è alleggerita al massimo, come nel Lombo di agnello e nel brasato di guancia di manzo. Anche i dessert sono coerenti con questa visione di cucina. La creme brulèe al piastacchio è un affresco originale e per nulla stucchevole di territorio pensato per pulire e rinfrescare il palato, ultimo frame di una realtà che farà parlare di sé.

I commenti degli utenti