L’impero londinese delle pizze di Franco Manca arriva a Salina

24 luglio 2018

Ha il phisique du role dell’imprenditore affermato, lo sguardo diretto e vivace che riflette una mente allenata a guardare avanti: Giuseppe Mascoli, originario di Positano, una laurea di Filosofia in tasca e una carriera di insegnamento alla London School of Economics, rientra in quella rosa di italiani che ha fatto fortuna all’estero. Il suo impero, che porta l’insegna Franco Manca, oggi è quotato in borsa e conta 45 pizzerie a Londra e nel Regno Unito. giuseppe mascoli ha creato un impero di pizzerie a londra e nel regno unito Mascoli ha precorso tempi e mode diffondendo nella capitale europea del meltin pot culinario la pizza come sintesi più diretta di tutto ciò che è territorio e artigianalità. Apre la prima pizzeria nel 2007 a Brixton con l’amica Brigitte Hugo, ancora oggi suo braccio destro, e parte subito con poche e fondamentali regole: tracciabilità dei prodotti, selezione e ricerca con attenzione al valore qualitativo e agricolo delle materie prime, rete tra i piccoli produttori.  Ciò che oggi è un diktat seguito da tutti a difesa della provenienza, non era affatto scontato 10 anni fa fuori dall’Italia, al di là dell’alta cucina, e relativamente alla pizza che è sempre stata il celebre stereotipo culinario tricolore che del nostro Paese però, nella maggioranza dei casi, ha sempre avuto ben poco. È riuscito a conquistare il palato degli inglesi tanto che i suoi locali sono diventati tra i luoghi del made in Italy più frequentati e popolari. Al di qua della Manica, Mascoli non ha voluto investire in questi anni e l’Italia non è mai stata contemplata nei suoi progetti di investimento. Nel 2016 però fa un passo indietro: è l’isola di Salina a fargli cambiare idea e così apre la prima e unica pizzeria in Italia, Franco Manca a Lingua.

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Lo abbiamo incontrato proprio nel suo locale eoliano, gestito insieme a Federica Tesorieri, in occasione della festa Pizza in Piazza per celebrare l’anniversario. Protagonisti al suo fianco Martina Caruso dello stellato Signum – che ha creato la pizza Eoliana con pomodori del Piennolo, patate, cipolle rosse, mozzarella, olive nere di Nocellara del Belice e menta fresca – Davide Longoni con il suo pane di grani antichi con pomodoro, ricotta e alici, Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi – che ha portato i sapori della pizza fritta e le suggestioni del rione Sanità di Napoli -e Francesco Arena del panificio Masino Arena che ha preparato il panino Nebrodi-Eolie con porchetta di Suino Nero dei Nebrodi, cipolla caramellata, foglie di capperi di Salina.

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Potresti essere definito il re delle pizze a Londra, con quale formula sei riuscito nell’impresa?
Semplice. Per me l’attività è un dialogo socratico e non un semplice fatto numerico. Ho lavorato molto sul concetto di qualità e genuinità con tutti coloro che a più livelli erano chiamati a far parte del progetto, non imponendo uno schema dall’alto. Questo ci ha consentito di farci riconoscere e apprezzare. Si dice che gli inglesi mangino male, ma ricordiamo che il palato, come la mente, è universale. Il buono piace.

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La linea del progetto Franco Manca si basa sulla caratteristica artigianale dei prodotti. Come hai fatto a ottenere questo standard nel Regno Unito?
Ho selezionato sia qui che in Italia chi poteva garantirmi un livello elevato. Per esempio, all’inizio quando abbiamo aperto per avere la mozzarella fresca tutti i giorni abbiamo coinvolto una piccola allevatrice di vacche a Glastonbury nel West Countries; poi quando siamo cresciuti abbiamo anche chiesto di produrre il formaggio a un casaro italiano a Londra che possiede 200 pecore. Con loro è la collaborazione continua ancora. I pomodori e altri ortaggi li prendiamo dall’azienda San Nicola dei Miri e da parte della nostra produzione orticola a Salina. L’olio extravergine che usiamo è la nocellara d’Alcamo prodotto dall’Azienda Agricola Rallo. A Salina come a Londra posso garantire, grazie a questa rete, una pizza quasi interamente biologica e di cui conosciamo l’origine di ogni componente.

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Perché Salina è l’unica sede italiana di Franco Manca?
È molto più facile fare business nel Regno Unito. In Italia è sempre stato difficile e non credo che la cosa migliorerà, c’è troppa pressione fiscale. E poi il più grande deterrente rimane l’illegalità, su tutti i fronti. Chi segue un sogno in Italia è doppiamente eroe. A Salina invece ho trovato una vera isola felice, passatemi il termine. C’è un clima dinamico e produttivo che non ha eguali, se pensiamo alle dimensioni del territorio. Tanti qui fanno grandissimi prodotti e lavorano in rete e non mi sono mai scontrato con alcune dinamiche che purtroppo fanno parte di una certa anti cultura italiana. Oltre a comprarmi una casa, ho anche deciso di fare vino in anfora qui. Mi aiuta in questo percorso affascinante Antonino Caravaglio.

A cosa si deve il nome Franco Manca?
Il primo locale che ho rilevato nel 2007 apparteneva a Franco Pesa, che era molto amato dai londinesi. Quando all’inizio mi chedevano dove fosse Franco rispondevo sempre che non c’era: da qui Franco Manca.

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