Gli 8 gelati più strani da provare a Roma e dintorni quest’estate

26 luglio 2018

Per me un cono piccolo fragola e fiordilatte, grazie”: è ancora questa la frase che più rimbomba fra le teche delle gelaterie di Roma? La risposta è negativa. Sono ormai passati i tempi in cui al gelataio potevi chiedere la doppia razione di panna, gelati che 10 anni fa non avrebbero probabilmente trovato gradimento fra la clientela in cui un gelato costava quanto una matita, in cui gli unici gusti presenti erano crema, cioccolato, fragole, nocciole e puffo. Un tempo il cono era piccolissimo, stava bene in mano a un bambino e si confezionava traendo il gelato dal contenitore con l’apposita paletta e accumulandolo sul cono.  Nel 2018, il cono, nelle mani di chiunque, è uno solo, artigianale e sormontato dai gusti più assurdi. L’aggettivo assurdo ha valenza positiva: particolare, impensabile ma dannatamente buono. Anche il puffo è un gusto assurdo, ma di un assurdo che nessuno vorrebbe riprovare. Molte gelaterie della Capitale e dintorni hanno messo in piedi una vera e propria rivoluzione, creando abbinamenti gelati che 10 anni fa avrebbero generato soltanto linguacce, magari tinte del blu chimico del gusto puffo.

  1. guntherLatte di bufala al pepe rosa del Madagascar e pino Mugo. A piazza Sant’Eustachio, via dei Pettinari e via dei due Macelli ci sono i gusti quasi nordici di Günther Rohregger, ex falegname e maestro di sci altoatesino trapiantato a Roma. Nelle sue gelaterie si possono trovare, ogni stagione, gusti bizzarri preparati con materie prime di alta qualità: il cioccolato è Domori, l’acqua Plose, le nocciole del Piemonte. Ora i gusti più inconsueti sono senza dubbio il pino Mugo, cavallo di battaglia di Günther, e latte di bufala al pepe rosa del Madagascar. Il primo è una base fiordilatte profumata con l’olio essenziale di questa conifera: aromatico e pungente. Il secondo è sempre un fiordilatte, più grasso del comune per l’uso del latte di bufala, speziato con le bacche di pepe rosa presenti anche in frammenti.
  2. fassiGelato all’aglio nero e gelato al tartufo scorzone. Famosa in tutta Roma per i Sampietrini, la Gelateria Fassi (via Principe Eugenio, 65) è tra le gelaterie storiche della Capitale. Dal 1880 spallina gusti classici per migliaia di affamati visitatori giunti in grande afflusso al Palazzo del Freddo. L’ultimo rampollo della stirpe, Andrea, ha deciso di organizzare saltuariamente delle cene esclusivamente a base di gelato all’interno del suo Palazzo. Ecco allora che anche da Fassi i romani possono trovare gusti sui generis. Primo fra tutti c’è il gelato all’aglio nero preparato con quest’aglio che, fatto fermentare secondo una tecnica giapponese, acquisisce sfumature di liquirizia. E ancora c’è il gelato al tartufo scorzone preparato ad hoc per un piatto intitolato La scoperta a base di pecorino romano, meringa di albume e tuorlo d’uovo.
  3. torceGelato alle alici e gelato alla mortadella. A via dell’Areonautica, via dell’Aventino e viale Marconi, Claudio Torcè fa parlare di sé con gelati dolci e salati da perdere la testa. Il suo è un gelato sano preparato con il fruttosio al posto del classico zucchero bianco e latte e panna ad alta digeribilità. Oltre ai gusti canonici più o meno dolci (da provare il sesamo nero e l’arachide), ciò che maggiormente colpisce l’avventore giunto da Torcè è il reparto salato con gelati che spaziano dalla Puttanesca al sedano, passando per il gorgonzola. Tra i sapori più coraggiosi c’è il gelato alle alici, perfetto in abbinamento a crostini e burrata, o ancora quello alla mortadella da mangiare a cucchiaiate accanto a un grissino e altri salumi.
  4. dareAgugliano e Cremino Mediterraneo.  Gelati al femminile per la Gelateria daRe. In via Bisagno è una donna a fare coni e coppette: Veruska Cardellino. I gusti sono tradizionali, preparati con materie prima di altissima qualità. D’altra parte anche Veruska si cimenta in accoppiate stravaganti: il suo Agugliano è a base di zabaione, rosmarino, scaglie di cioccolato monorigine e nocciole pralinate, mentre il Cremino Mediterraneo è un gelato alla mandorla della Val di Noto al profumo di limone e crumble al sale rosa. Imperdibili sono i sorbetti e i cremolati. Fra tutti spiccano il sorbetto allo zenzero, lime e menta e il cremolato al lampone e basilico.
  5. fatamorganaCioccolato al tè lapsang souchong e Pollicino. Come funghi, le gelaterie Fatamorgana sono sparse in tutta la città, quasi in ogni quartiere. Femminili e quasi kitsch, propongono gusti quasi esclusivamente classici. Ci sono alcune eccezioni: i più amati e veterani fra i gelati sono quello con cioccolato fondente aromatizzato al tè nero affumicato lapsang souchong e Pollicino, con noci di Sorrento, petali di rose e fiori di violetta. Per gli uomini più vigorosi ideale è un cono sormontato da tre palline di gelato al cioccolato profumato al tabacco Kentucky, magari abbinato a un sorbetto al lampone.
  6. otalegSalmone e Ciauscolo. Nessun errore: esiste una gelateria che propone gelato al pesce e alla carne. Per l’esattezza esistono due gelaterie che operano in tal maniera nella Capitale, aventi lo stesso nome e lo stesso proprietario: Otaleg di Marco Radicioni a via dei Colli Portuensi e, di recente, anche a Trastevere. Marco è un provocatore e, accanto ai gusti classici, che ammette lui stesso essere i più richiesti, ama affiancare sapori non convenzionali. Ogni giorno, a seconda della proposta del mercato e dell’ispirazione del momento, Marco crea nuovi sapori, non esclusivamente dolci. Ne sono un esempio il gelato con salmone marinato, da lui stesso, nel tè lapsang souchong, scorza di agrumi e neve di finocchio. Altra bizzaria: il gelato al ciauscolo in purezza che, durante un evento alla pizzeria La Gatta Mangiona, propose in abbinamento a una pizza ripiena di stracotto di tonno, con l’aggiunta di melassa di asparagi e rosmarino. Il divertimento non si esaurisce qui: in omaggio all’hot dog americano da Otaleg è possibile gustare il Cold Dog, un gelato di würstel da abbinare a un altrettanto gelato di senape, ketchup o maionese. I più arditi osano assaporare questi gusti sul cono, altri li comprano in vaschetta e li mangiano a casa su un crostino all’ora dell’aperitivo.
  7. img_2713Burro & marmellata e Insalata. Nei dintorni di Roma, a Frascati, c’è una gelateria sopra le righe: Greed Avidi di Gelato (via Cernaia, 28). Il folle è Dario Rossi, mastro gelataio che ha fatto del gelato la sua religione. Nella sua piccola bottega propone ogni giorno gelati preparati con materie prime di stagione e, per quanto possibile, locali. Oltre ai super classici emergono alcune novità: il burro e marmellata di Bergamotto di Reggio Calabria e confettura di more e l’Insalata a base di lattuga romana biodinamica di Carlo Noro condita olio e sale, variegata all’Aceto Balsamico di Modena in riduzione. Non c’è confine fra dolce e salato: in questi giorni fra le vaschette c’è un gusto alla ricotta di pecora con alici e fiori di zucca che ha vinto il premio Gambero Rosso come miglior gelato gastronomico d’Italia 2017.
  8. img_2127Caffè & lime e Fragola & peperone. A Fiumicino anche il gelato è gourmet. Al Bar della Darsena (viale Traiano, 133) Vincenzo Lenci si sbizzarrisce abbinando frutta e verdura in uno stesso gelato o sorbetto. Fra gli ultimi arrivati c’è un gelato al caffè rinfrescato dalla scorza di lime. Un classico dell’estate è invece il sorbetto alla fragola e peperone rosso. Alla Darsena tanti sono i sorbetti di frutta in questo periodo: da provare quello ala pesca noce e alla pesca tabacchiera, ricchi di frutta e poveri di zuccheri aggiunti. Una novità è il gelato al pecorino romano Coccia Nera che Vincenzo ha deciso di abbinare a una pasta fredda condita semplicemente con olio e pepe nero macinato al momento, ideale per l’aperitivo.

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