Una raccolta fondi per far partecipare tutti al Salone del Gusto di Torino

30 luglio 2018

Pace e bontà si riuniscono nuovamente a Torino per Terra Madre Salone del Gusto. Una rete che, per funzionare, ha bisogno di aiuto tramite una campagna fondi, avviata oggi per garantire il diritto alla partecipazione e coprire gli ultimi costi di questa edizione, dal 20 al 24 settembre. carlo petrini chiede aiuto per far partecipare i delegati delle diverse nazioni al salone del gustoMentre tutta l’Europa è impegnata a pensare ai modi per non far arrivare i migranti o per farli tornare a casa loro – ha spiegato Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, al pubblico ospite della serata di lancio della campagna al teatro Le Musichall di Torino – noi vi chiediamo un aiuto per farli venire a Torino, per garantire quel diritto alla partecipazione a centinaia di delegati che non potrebbero altrimenti permettersi nemmeno di uscire dalla propria regione, perché il 40% di loro viene proprio dall’Africa”. Nella città sabauda, infatti, arriveranno 5600 delegati da 140 paesi del mondo, ai quali saranno offerti oltre 28mila pasti nella mensa allestita appositamente, più di 13mila notti di ospitalità nelle 120 città di Terra Madre coinvolte in tutto il Piemonte e numerosi altri servizi per garantire loro una partecipazione all’evento nelle condizioni ideali.

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Sono solo 200 mila gli immaginari chilometri che separano Terra Madre Salone del Gusto dal raggiungimento del traguardo di questa dodicesima edizione – ha spiegato Carla Coccolo, responsabile dell’organizzazione – 200 mila come gli euro che mancano per completare questa meravigliosa avventura del progetto pensato per il 2018. Ogni euro con cui ciascuno di voi contribuirà si moltiplicherà quando i delegati torneranno a casa loro e condivideranno l’esperienza fatta a Torino, seminando speranza nelle loro comunità”. Le storie legate a Terra Madre che saranno raccontate durante le conferenze di Torino parlano di persone che vivono sulla loro pelle il dramma delle conseguenze del cambiamento climatico, che ogni giorno subiscono gli attacchi di chi combatte il loro attivismo, che nel loro piccolo riescono a lasciare un segno nel villaggio in cui vivono, se non addirittura nel loro Paese.

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Muhamed Abdikadi, detto Mudane, è responsabile della rete Slow Food in Somalia e attualmente studente all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo: “Per tutti noi delegati africani – ha detto – Terra Madre lancia un forte messaggio di risposta a un mondo che sta affrontando una crisi di valori dovuta alla povertà e al dilagare di razzismi, fondamentalismi e cattiva politica. Chi si assume la responsabilità di invitare un somalo a un evento internazionale? Nel 2012 Terra Madre lo ha fatto e per me questa esperienza ha avuto un valore incredibile. Ma se non avessi partecipato, o non fossi tornato a casa dopo quella prima edizione, oggi non esisterebbe Terra Madre Somalia, una rete di 250 soci che ha creato 150 orti e lavora con 29 scuole elementari in tutto il Paese“.

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Altra faccia della medaglia è l’ospitalità delle famiglie che accolgono in casa i delegati: “Per uno come me che veniva da un’area remota dell’Africa – dice ancora Mudane – non parlava italiano, di un’altra religione, che non aveva mai visto chi lo ospitava, era un salto nel buio. Eppure mi hanno aperto il cuore, rendendomi parte della famiglia, trasmettendomi la loro gioia di conoscermi, facendomi assaggiare i migliori piatti piemontesi”. Il diritto alla partecipazione che Slow Food porta avanti mette quest’anno dentro un’idea nuova: il progetto dei barachin, ovvero la possibilità di condividere un assaggio del Salone con 5mila persone che, per vari motivi, non potranno visitare la manifestazione. 5000 porzioni di cibo saranno preparate dai migliori chef del Piemonte, grazie all’appoggio della fondazione Compagnia di San Paolo di Torino.

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