Le 10 pizze romane che non possono mai mancare nel menu di una pizzeria

8 agosto 2018

Si fa presto a dire pizza: dietro a uno dei termini più inflazionati della gastronomia italiana – per non dire internazionale – si nasconde una diversificazione assoluta tra tipologie di impasto, consistenze, condimenti e processi di lievitazione. ci sono pizze la cui scelta è d'obbligo, pizze che non dovrebbero mancare in menu La summa divisio tra pizza romana e napoletana non è altro che la punta di un iceberg sotto alla quale si nascondono abbinamenti e sperimentazioni che, per questioni di comodità, è più facile far rientrare nel grande calderone della pizza all’italiana. Trovarsi di fronte a menu chilometrici di pizze quanto mai originali e fantasiose può creare un certo scompiglio: quante volte vi sarà capitato di esservi dovuti raccogliere in rigoroso silenzio per studiare a menadito lo sterminato elenco fino a trovare la vostra pizza preferita. Il caos è generato non tanto dal tipo di impasto – in fondo può essere semplice schierarsi a favore della alta o della bassa – quanto dall’infinita varietà tra ingredienti e abbinamenti che finiscono per trasformare la pizza stessa in un menu bello che completo. Se nel migliore dei casi è ancora possibile trovare all’inizio del menu le pizze dai gusti tradizionali, in altri si passa direttamente a quelle gourmet in cui la pizza diventa solo un pretesto per sbizzarrirsi in virtuosismi dal risultato bizzarro. Ma quali sono allora le pizze che non dovrebbero mai mancare in un menu che si rispetti? Ecco le 10 pizze romane la cui scelta è d’obbligo per tornare ad assaporare i gusti semplici e genuini di una volta.

  1. Pizza romanaMargherita. Capostipite di tutte le pizze, la Margherita non ha di certo bisogno di spiegazioni. Condita con salsa di pomodoro, fior di latte, basilico fresco, sale e olio extravergine d’oliva è la scelta per eccellenza. Senz’altro delizia, ma anche un po’ croce per chi vorrebbe sperimentare gusti nuovi e si trova ogni volta a essere attratto dall’italianità racchiusa in questo piatto. Talvolta però è sacrosanto recuperare la tradizione e concedersi un accogliente ritorno alle origini.
  2. 180-g-marinaraMarinara. Erano i marinai a gustarne l’estrema semplicità durante i loro lunghi viaggi in mare. Grazie ai pochissimi ingredienti – salsa di pomodoro, aglio, origano e olio – e all’assenza di latticini, questo tipo di pizza si conservava particolarmente bene anche dopo alcuni giorni senza il rischio che andasse a male. Pur non rappresentando di certo il prototipo della pizza iper condita che siamo abituati a mangiare ormai da un po’ di anni, trovarla in menu vi farà riscoprire il piacere della semplicità. Una salsa di pomodoro di ottima qualità unita ad un impasto perfettamente lievitato potrà risvegliare i vostri sensi.
  3. capricciosaCapricciosa“A ogni gusto un capriccio”: la pizza capricciosa, grazie ai suoi numerosissimi ingredienti, incontra il consenso davvero di tutti. Pomodoro, mozzarella funghi, carciofini, prosciutto cotto o crudo, olive nere e uovo – sodo o all’occhio di bue – disposti casualmente senza un ordine preciso. A seconda della regione in cui la si mangia non è raro trovare varianti sul tema con aggiunte di pesce o salsiccia. Se siete amanti di piatti generosi dagli abbinamenti sfiziosi questa è la pizza che fa per voi.
  4. Quattro Stagioni. Stessi ingredienti della pizza capricciosa, ma con un’unica differenza: la disposizione del condimento. Nella Quattro Stagioni, ogni quarto di pizza deve avere un ingrediente diverso rigorosamente separato dagli altri. Questa scelta più che rifarsi all’avvicendarsi delle quattro stagioni – come si potrebbe facilmente pensare – è sinonimo dello sfarzo e dell’opulenza dei ricchi signori di una volta. Poco attenti alla stagionalità dei singoli ingredienti, l’obiettivo era piuttosto quello di gustare più cibi diversi all’interno di un unico piatto.
  5. boscaiola-180-gBoscaiola. Sia bianca che rossa, la pizza Boscaiola si trova in entrambe le versioni, purché abbia tra gli ingredienti principali: mozzarella, funghi champignon e salsiccia. Si tratta di una pizza che si ispira ai sapori autunnali della terra, quasi a voler richiamare i tradizionali primi piatti alla norcina, che frequentemente nei menu si trovano con la denominazione al profumo di bosco.
  6. diavolaDiavola. Conosciuta anche con il nome di pizza al salame piccante, la Diavola si contraddistingue per il forte sentore piccante dato dal salame e dal peperoncino. Tuttavia, esistono versioni più o meno piccanti a seconda del salume che si sceglie e dell’aggiunta o meno del peperoncino: per venire incontro alle esigenze dei più, è davvero difficile imbattersi in una Diavola che vi lasci con le lacrime agli occhi. Tuttavia la ricetta originale prevede l’aggiunta delle fette di salame piccante sopra la mozzarella in modo che durante la cottura il grasso sciogliendosi insaporisca tutta la superficie.
  7. quattro formaggiQuattro Formaggi. Una pizza cremosa e saporita estremamente allettante solo a guardarla, la pizza ai Quattro Formaggi è preparata di solito con mozzarella, parmigiano, gorgonzola e fontina. Tuttavia, non è raro trovare varianti da regione a regione: per esempio, in gran parte del centro Italia si aggiunge una spolverizzata di pecorino, nelle regioni del Sud non c’è pizza ai quattro formaggi che non abbia la ricotta. In ogni caso, a non mancare mai è il gorgonzola – dolce o piccante – che grazie alla sua consistenza e sapidità si bilancia perfettamente con gli altri ingredienti.
  8. Caprese. La variante della variante: si parte da una classica Margherita in cui il fior di latte è sostituito dalla mozzarella di bufala per poi arrivare a servire gli ingredienti rigorosamente a crudo. La salsa di pomodoro, inoltre, cede il posto a sottili fettine di pomodoro fresco condite con un filo di olio extravergine d’oliva e qualche foglia di basilico.
  9. OrtolanaOrtolana o vegetariana, base bianca o rossa, la pizza con le verdure non può mai mancare in un menu che preveda delle alternative vegetariane alla classica Margherita. Se l’abbinamento più comune è di solito quello tra melanzane, zucchine e peperoni, non mancano versioni diverse con l’aggiunta per esempio di pomodorini, cicoria e patate. Anche per quanto riguarda la cottura delle verdure non c’è che da sbizzarrirsi: si spazia da quelle grigliate alle ripassate in padella fino ad arrivare alle fritte e meno salutari.
  10. fiori-di-zucca-e-aliciFiori e alici. Una pizza che unisce gli elementi cardine di uno dei piatti più amati della cucina romana, i fiori di zucca in pastella. La base è bianca, cosparsa di mozzarella, e decorata con quantità più o meno generose di fiori di zucca e alici.

Per gustare le pizze romane classiche (ma anche qualche variante più creativa), non mancate al Pizza Romana Day di Roma il 13 settembre 2018.

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