Asti in 12 ore: i locali imperdibili

27 agosto 2018

Asti è tra le città del Piemonte più ricche di storia e monumenti, luogo di nascita personaggi di spessore come Vittorio Alfieri, Paolo Conte, Giorgio Faletti e Massimo Cotto. una città ricca di memorie e tradizioni, da scoprire nei giorni del palio e non solo Il nostro itinerario parte da piazza Alfieri, dall’insolita forma triangolare e circondata da palazzi, al cui centro troneggia la statua dedicata al celebre drammaturgo. Si tratta anche del campo dove è corso il Palio, che a partire da quest’anno si disputa la prima domenica di settembre e non più la terza. Città di elevata potenza, tanto che ai tempi contava 125 torri costruite dalla famiglie più facoltose della città: a oggi ne rimangono 12, tra cui la torre più alta detta Comentina, la gotica Torre dei Solaro, la Torre Rossa e la Torre Troyana. Asti, ricca di memorie e tradizioni, si svela piano piano, come il Teatro Alfieri che, come dice Paolo Conte “dorme scolpito al centro di un agricola contrada, dove scorre il sangue finto per il sogno di Vittorio, rosso come il vino del sipario”. Altra tappa imperdibile è la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, con all’interno sette cappelle barocche e i dipinti di Gandolfino da Roreto. Il patrono della città è San Secondo e a lui è dedicata la collegiata: al suo interno sono custoditi i drappi dipinti da famosi artisti per il Palio. Altro monumento da visitare è il Battistero dedicato a San Pietro, avvolto dal mistero.

Le sagre astigiane

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Oltre al Palio, ad Asti,  la seconda domenica di settembre celebra il Festival delle Sagre Astigiane: s’inizia di prima mattina con la sfilata storica nelle vie cittadine animata da 3000 figuranti in costumi d’epoca, il festival delle sagre astigiane si tiene ogni anno la seconda domenica di settembre a piedi e sui carri trainati dai buoi o dai roboanti trattori a testa calda. Ogni paese, con la sua pro loco, mette in scena il lavoro nei campi, i mestieri, le feste contadine e i riti religiosi, dalla vendemmia al battesimo, dalla battitura del grano alla festa di leva. I piatti sono più di 80, divisi tra antipasti, primi, secondi e dolci. Solo ed esclusivamente ricette tradizionali, tramandate di generazione in generazione e cucinate con materia prima di territorio. Agnolotti, risotti, tagliatelle e polente negli abbinamenti più vari. I grandi secondi della tradizione monferrina: bolliti, fritto misto, bagna cauda, la puccia (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli e condita con burro e formaggio) o il baciuà, lo zampino di maiale lessato, aromatizzato nell’aceto e fritto. E dal 7 al 16 settembre potete assistere al Douja D’Or, il Salone Nazionale dei Vini Selezionati. E ora che vi è salito l’appetito, venite con noi alla scoperta delle eccellenze gastronomiche cittadine, accompagnate da un buon bicchiere di Barbera o di Moscato.

  1. cafelaitColazione. Il Cafelait (via Roero, 8) è famoso per le sue torte e la colazione mediterranea, con cappuccini che accompagnano lieviti di buona fattura, farciti con ripieni alla frutta. Altro indirizzo da segnare è Ponchione Caffè (corso Alfieri, 151) Un vero e proprio paradiso dove si è circondati da golosità e si sceglie tra differenti i cru di caffè selezionati direttamente dalla torrefazione.
  2. campanaroPranzo. Il Cavolo a Merenda (via Garetti, 8) è il regno dello chef Mario Morra che, insieme ai figli Thomas e Franca in sala, offre una proposta di cucina astigiana con qualche deviazione. Si comincia con la battuta di Fassona con tacos di parmigiano e verdure filangè; a seguire i Tajarin con salsiccia di Bra e profumo di porri. Se avete ancora un posticino libero, provate il Polpo con focaccia alla ligure e maionese di pomodoro. Da Campanarò (corso Alfieri, 36, in foto) ci sono pochi coperti, quindi è consigliato prenotare. Qui si possono trovare tutti i primi piatti della tradizione piemontese anche senza glutine. La cucina di Susanna offre vitello tonnato, la Millefoglie di frittata, robiola, noci e miele di castagno, gli agnolotti al Castelmagno e tartufo, gli agnolotti gobbi monferrini  e lo Stracotto di manzo all’Arneis. In sala trovate Duilio, che saprà consigliare il vino più adatto al piatto che avete scelto.
  3. giordaninoMerenda. La Pasticceria Giordanino (corso Alfieri, 254) è una vera istituzione cittadina dove fare merenda e comprare baci di dama, la polentina astigiana, gli Alfierini, la Torta Palio di Asti, i Finocchini e gli Egiziani.
  4. il-cocchiAperitivo. Il Cocchi (piazza Vittorio Alfieri, 64) è considerato il tempio dell’aperitivo: qui si viene per l’Americano, i diversi tipi di vermouth e per il Barolo Chinato.
  5. del-diavoloCena. Il Brillo Parlante (via Garetti, 26) si trova in pieno centro, un’osteria dove la semplicità e la cura dei particolari fanno la differenza. Ottimi i ravioli del plin conditi con nocciole e rosmarino, il cous cous integrale con seppioline al nero oppure osate con le animelle al Marsala con spinaci e crema di mandorle. All’Osteria del Diavolo (piazza San Martino, 6 in foto) in estate si mangia all’aperto in piazza oppure se preferite nelle sale interne arredate con gusto. Cosa ordinare? Scottadito di agnello impanate con farina di ceci, maccheroncini con salsiccia di Bra oppure il coniglio grigio di Carmagnola con olive taggiasche e pinoli. La vineria con cucina Tasté Vin (via Vassallo, 2) offre una interessante proposta di vini anche al bicchiere, da accompagnare a un piatto di acciughe con bagnetto verde, al vitello tonnato all’antica, agli agnolotti quadri all’astigiana e al bonet. Se preferite la pizza, segnatevi la Pizzeria Duchessa (corso Alessandria, 80): l’impasto è sottile e leggero. Ottime la salsiccia e friarelli, l‘abusiva e la romana; se vi piace, fanno anche la farinata.
  6. il-diavolo-rossoDopocena. Il Diavolo Rosso (piazza San Martino, 4) si trova in una chiesa sconsacrata (l’ex chiesa San Michele) del centro storico di Asti, dove si promuove la buona musica, l’arte e il buon bere.

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