I racconti del professore: Straordinario 2018

3 settembre 2018

Straordinario è sulla giusta strada per diventare uno degli appuntamenti da segnare sul calendario, quelli da non perdere, tra una serie di eventi gastronomici spesso fini a se stessi e con poche idee da mettere in campo. uno degli appuntamenti gastronomici da segnare sul calendario Qui invece ce ne sono tante, a partire da quelle dell’organizzatore, Andrea Graziano, inventore del fenomeno Fud che ormai ha superato i confini della Sicilia, per approdare con grande successo a Milano. Ogni anno, l’ultimo giovedì di agosto, ci si ritrova a Milo sulle pendici dell’Etna,  nella magnifica tenuta dell’Azienda Barone di Villagrande, dove i proprietari Barbara e Marco Nicolosi, co-organizzatori della manifestazione, ospitano chef e pubblico. Cuochi, artigiani, produttori di vino, si ritrovano insieme: si mangia e si beve in piedi, camminando lungo le grandi terrazze della tenuta, omaggio a quel cibo da strada che fa parte di un consumo tradizionalmente importante, in particolare nel meridione e in Sicilia.

bonci

Dall’anno scorso sono anche assegnati dei premi a chi questa filosofia del cibo da strada ha saputo diffondere e portare al successo, lungo tutta la Penisola. In questa edizione i premi sono andati a Filippo La Mantia che ha portato tradizioni e ricette palermitane prima a Roma e poi a Milano. Due grandi interpreti della pizza come Gabriele Bonci – che da Roma ha diffuso le sue idee e la sua ricerca ormai in giro per mondo – e Simone Padoan, che attraverso il concetto di pizza gourmet a San Bonifacio ha cambiato i canoni di fruizione del prodotto, che erano rimasti ancorati alla tradizione napoletana.

pasquale-torrente

E a proposito di Campania, tra i premiati Pasquale Torrente che da Cetara ha trasmesso la cultura delle alici – siano esse fresche, in colatura o nel cuoppo – praticamente ovunque. Altro riconoscimento a Eugenio Roncoroni, padre italiano e madre californiana, che di questo melting pot culturale ha fatto il suo marchio a Milano, con le tre anime di Al Mercato, ristorante aperto al mondo, burger e noodle bar. E, last but not least, Giacomo Gironi, uomo di vino e di sala, categoria che da quest’anno si è  voluto premiare, anche per la difficoltà a reperire figure professionali all’altezza.

straordinario-4

Un tratto accomuna i vincitori di questa edizione di Straordinario: l’essere non solo cuochi, pizzaioli e ristoratori, ma anche imprenditori, termine spesso trascurato anche da noi comunicatori e invece fondamentale. Il ristorante è un’impresa che crea lavoro, cresce e deve far quadrare i conti. Ognuno dei premiati fa lavorare la sua impresa la meglio ed è un motivo in più per applaudirli e dare la giusta centralità a questo premio.

straordinario

Ma torniamo al cibo. Cosa abbiamo mangiato di buono durante la serata di Milo? L’anima siciliana delle sarde a beccafico di Scirocco, sicilian fish lab al mercato del pesce di Catania (e anche qui c’è l’imprinting di Pasquale Torrente). Il bel gioco sui pomodori dei ragazzi del Cortile Arabo di Marzamemi; la tartare di carne aromatica di Lorenzo Ruta della Taverna Migliore; l’originale e rinfrescante bibita, Ti spunta un fiore in bocca, creata dal più estemporaneo dei cuochi siculi, Carmelo Chiaramonte.

straordinario-2

Tra gli ospiti magnifico nella sua semplicità il cicchetto di Simone Padoan, ricotta, tonno e zucchina marinata e centrato l’omaggio alla crispella di Eugenio Roncoroni, dove interpreti sono l’alga wakame e il pollo arrosto in salsa. La cipolla è stata protagonista in due piatti: Pane, acqua e cipolla – omaggio al cibo povero di Gioacchino Gaglio del Gagini di Palermo – e il panino con fegato e cipolle dell’inedita coppia Accursio Capraro-Giulia Carpino che ha vinto il premio del pubblico.

straordinario-3

Il premio della critica è invece andato a Valentina Chiaramonte che da Fud Off ha portato la Chorba, zuppa di pesce e bulgur di matrice nordafricana. Non solo era molto buona, ma aveva un valore simbolico molto forte. In un momento storico in cui innalzare muri viene fatto passare come la soluzione di problemi, la cucina può e deve mandare attraverso un piatto un messaggio diverso di apertura e contaminazione. E il panorama che vedevamo dalla terrazza della tenuta era aperto, libero, limpido, di muri non se ne frapponevano. Straordinario è stato anche questo.

I commenti degli utenti