All’Auditorium di Roma è quasi tempo di Taste of Roma

4 settembre 2018

Il settimo anno è davvero il peggiore in una relazione? Lo potrebbe essere per una coppia non affiatata o per un monumento dalle fondamenta instabili, ma non lo potrà essere, e non lo sarà, per l’evento enogastronomico che più di ogni altro celebra l’alta cucina della Capitale: 18 grandi chef animeranno le giornate di taste of roma all'auditorium parco della musica Taste of Roma. Dal 20 al 24 settembre, sempre ai Giardini Pensili di Auditorium Parco della Musica, Taste of Roma torna a manifestarsi, per la settima volta consecutiva, come “una grande festa dove gourmet e amanti della buona cucina siedono alla stessa tavola per condividere la loro passione per il cibo“. Nel verde dei giardini, all’ombra degli alberi, ogni goloso esploratore potrà assaggiare 19 grandi chef, alchimisti che, sparsi per le centinaia di metri quadrati dell’area, prepareranno nelle cucine dei loro ristoranti temporanei creazioni fuori dall’ordinario.

gli chef di Taste of Roma 2018

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Quest’anno, fra conferme e nuovi arrivi, sono loro i 18 ristoranti protagonisti: Acquolina con Angelo Troiani, All’oro con Riccardo di Giacinto, Barrique con Oliver Glowig, Bistrot 64 con Kotaro Noda, Enoteca Achilli Al Parlamento con Massimo Viglietti, Finger’s con Roberto Okabe, Glass Hostaria con Cristina Bowerman, Il Convivio Troiani con Daniele Lippi, Imàgo all’Hassler con Francesco Apreda, La Pergola – Hotel Rome Cavalieri con Heinz Beck, La Terrazza Hotel Eden con Fabio Ciervo, Magnolia con Franco Madama, Metamorfosi con Roy Caceres, Mirabelle Hotel Splendide Royal con Stefano Marzetti, Per Me con Giulio Terrinoni, Ristorante Il Tino con Lele Usai, Tordomatto con Adriano Baldassarre e Maestri in cucina Ferrarelle con ogni giorno una coppia formata da uno chef e un maestro pizzaiolo di alto livello.

Il tema: l’arte

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Saranno esattamente 72 le diverse portate che sarà possibile gustare, 12 in più rispetto all’anno precedente, 4 per ogni chef. Ciascun visitatore comporrà il proprio menu scegliendo fra gli antipasti, è l'arte a riconoscere per prima la valenza culturale del cibo i primi, i secondi e i dessert dei 19 migliori ristoranti della città eterna: potrà decidere il numero di portate e la loro sequenza pagando un conto impensabile per gli standard di un ristorante fine dining compreso fra i 6 e i 10 sesterzi (1 sesterzo = 1 euro) per piatto. E i piatti, sebbene preparati da mani diverse, saranno accomunati da un unico tema: l’arte, perché è l’arte a riconoscere per prima la valenza culturale del cibo, il suo valore simbolico, sociale ed estetico.

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In nome di “un calice di vino nella mano di Bacco, piatti abbondanti di cacciagione, pesci e crostacei per un banchetto luculliano, ceste ricolme di grappoli d’uva, pani, mele e melograni, cascate di ciliegie di tutti i pantoni di rosso”, anche quest’anno Taste of Roma cercherà di “regalare un’esperienza irripetibile” come dichiara Mauro Dorigo, General Manager di BE.IT. events.

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Partendo dal concetto di evoluzione del gusto, ogni chef dell’evento presenterà un piatto legato all’opera artistica che maggiormente rappresenta la sua evoluzione culinaria: quest’anno il quarto piatto del menu di ogni ristorante sarà il suo #piattodautore. Come ogni anno a mettere le mani in pasta non saranno solo gli chef ma anche i visitatori, grandi e piccoli con attività avvincenti: cocktail academy, degustazioni, abbinamenti birra-cibo e showcooking.

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