Ricette del Cinema: 7 chili in 7 giorni

11 settembre 2018
di Francesca Azzurra Conidi

7 chili in 7 giorni (1986) è uno dei film di Carlo Verdone più conosciuti e amati dagli appassionati del genere. In questa pellicola, insieme a Renato Pozzetto, un altro pilastro della commedia anni ’80, i due vestono i panni Alfio e Silvano. Due amici che, nove anni dopo aver finito l’università, si rincontrano casualmente nel salone di bellezza di Alfio dove Silvano, carlo verdone e renato pozzetto sono i protagonisti di una commedia italiana tra le più note e amate venditore di creme e preservativi, cerca di proporre al suo vecchio amico i suoi prodotti porta a porta. Entrambi laureati per il rotto della cuffia in Medicina, ma senza essersi mai cimentati davvero nella professione, per dare una svolta alla loro vita poco soddisfacente, decidono di riadattare il casale di campagna della moglie di Alfio in una modernissima casa di cura per obesi. Nella speranza di diventare ricchi, pensano di farsi aiutare nell’impresa dalla ricetta di una pappa chimica fornita loro da un professore di dubbia fama che ne decanta le fantasmagoriche qualità dimagranti. Stuzzicati da uno slogan accattivante che recita 7 chili in 7 giorni stampato sulla pubblicità, affluiscono alla casa di cura un gruppetto di pazienti extralarge che spera nel miracoloso rimedio. Capitanati da un’arzilla vecchietta interpretata dalla Sora Lella, si aggirano affamati, tra le stanze del casolare, un pugile ignorante, una coppia di innamorati di mezza età che vuole perdere peso perché non riesce più a fare l’amore, un Alto prelato, una esuberante cantante lirica, una sensuale signorina di cui i due protagonisti s’invaghiscono e Paolone, un ragazzetto riottoso e cattivo che escogita ogni stratagemma per rubare il cibo.

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Più la settimana avanza tra allenamenti sfibranti, ginnastica, piatti vuoti (la dieta si basa in pratica sul digiuno totale e assunzioni della famigerata pappa) più aumentano i malumori dei corpulenti ospiti che iniziano ad avere dubbi sull’efficacia del metodo. villa samantha, da centro dimagrante, diventa una ruspante trattoria tipica Oltre alla mala gestione dell’improvvisato training, la situazione precipita a causa del mucchio di cambiali firmate da Samantha per i lavori di adeguamento del casale, che toglie ogni fiducia sulle facoltà manageriali di Alfio, e al contemporaneo ammutinamento in atto all’interno della clinica dove Paolone ha sorpreso la bella signorina e Silvano in atteggiamenti intimi e, con l’obiettivo di creare scompiglio tra i clienti, lo ha spifferato a tutti. Ormai completamente fuori controllo gli ospiti irrompono nelle cucine e fanno razzia di cibarie e provviste, segnando di fatto il fallimento del progetto. Avviliti dall’insuccesso dell’iniziativa, Alfio e Silvano hanno finalmente l’idea vincente: decidono di trasformare Villa Samantha in una trattoria tipica che sarà letteralmente presa d’assalto da tutti i loro ex pazienti ora appagati di poter mangiare senza limiti.

Curiosità

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Che la pasta all’arrabbiata debba pizzicare lo sanno tutti e da tale nota distintiva pare che nasca l’identificativo appellativo. Questo perché l’effetto che l’immancabile peperoncino provoca alle persone è quello di far diventare paonazzo il viso già dalla prima forchettata, proprio come quando ci si arrabbia. Per quanto riguarda invece la sua popolarità, oltre ad essere una ricetta tipica romana e grande compagno di spuntini notturni, il piatto è un assiduo frequentatore di tante scene cult del cinema italiano prime fra tutte quelle di Roma di Fellini e La Grande Abbuffata di Marco Ferreri e, naturalmente, 7 chili in 7 giorni.

La ricetta

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La ricetta delle penne all’arrabbiata è di semplicissima preparazione. Grazie soprattutto ai pochi ingredienti necessari è sicuramente un’ottima soluzione per una pasta salva-cena, in quelle situazioni dove, aprendo il frigo, per la riuscita ottimale di un piatto così semplice, è fondamentale la qualità dei pochi ingredienti richiesti l’immagine del suo interno ricorda la desolazione del deserto del Sahara. Infatti pomodori pelati, aglio, olio extravergine d’oliva, peperoncino rosso piccante, riescono a sopravvivere anche nelle credenze delle cucine meno rifornite. Partendo quindi da questo assunto bisogna però ricordare che il vero segreto per la riuscita di un piatto di penne all’arrabbiata da leccarsi i baffi sta a monte, nella scelta degli elementi. Devono essere di ottima qualità per fare la differenza nel sapore e, perché no, anche nella presentazione. Mettete a bollire l’acqua per la pasta, salatela. Prendete una bella padella capiente e versatevi circa 4 cucchiai d’olio a riscaldare. Togliete la buccia di uno spicchio d’aglio, con il palmo della mano fate pressionein modo da schiacciarlo senza romperlo in più parti. A questo punto tagliate un peperoncino rosso in piccoli pezzetti e aggiungetelo insieme all’aglio all’olio, così da insaporirlo e rendere da subito piccante la base della salsa. Passati un paio di minuti, versate nella padella anche dei pomodori pelati e fate cuocere a fiamma bassa per una circa 20 minuti. Mentre aspettate che il sugo sia pronto, tritate il prezzemolo e cuocete la pasta. Potete scegliere vostro piacimento tra penne rigate e lisce, anche se si consigliano le prime per far meglio aderire il pomodoro. Versate la pasta ormai cotta nella padella, aggiungete il prezzemolo; se vi piace, spolverizzate del pecorino romano per rendere più deciso il gusto.

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