6 cose fondamentali sull’olio che abbiamo imparato a L’Isola del Tesolio

12 settembre 2018

Si è tenuta a Mazara del Vallo la dodicesima edizione de L’Isola del Tesolio, una giornata dedicata all’olio extravergine d’oliva siciliano, promossa dal Co.Fi.Ol, il Consorzio della filiera olivicola. è fondamentale smentire alcuni luoghi comuni inesatti sull'olio extravergine Partendo dallo stato di salute della produzione olearia sicula e nazionale, sono stati affrontati temi quali la sostenibilità, ambientale ed economica, e i benefici sulla salute derivanti dall’utilizzo dell’ extravergine nell’ambito della dieta mediterranea. Insomma, quello che poteva apparire come un appuntamento prettamente per addetti al settore, si è rivelato un momento di riflessione interessante anche dal punto di vista dei consumatori. Da qui la necessità di condividere alcuni passaggi del dibattito; con il gioco del Vero o Falso, proviamo a ribadire alcuni concetti fondamentali e a smentire luoghi comuni inesatti.

  1. soldiIl prezzo dell’olio è sempre indicativo della qualità: falsoSicuramente l’olio venduto per pochi euro nei supermercati non sarà un prodotto d’eccellenza, ma è anche vero che, oltre per la qualità, la forbice di prezzo troppo spesso può allargarsi per fattori di mera inefficienza produttiva. Da qui la necessità ribadita da Alessandro Chiarelli, presidente di Co.Fi.Ol., di aumentare la competitività delle aziende italiane, attraverso un approccio più collaborativo e un’opera di ammodernamento, per abbattere in special modo le spese di raccolta e potatura, che rappresentano la quasi totalità dei costi di produzione (70-80%).
  2. etichetta olioPer capire se un olio è buono basta leggere con attenzione l’etichetta: falsoSecondo Paolo Inglese, docente in Scienze agrarie, alimentari e forestali all’Università di Palermo, la dicitura “Extravergine” non basta. Certo, è una base da cui partire, ma racconta ben poco sull’effettiva qualità del prodotto in bottiglia. I marchi IGP e DOP possono aiutarci, ma è evidente il fatto che vi sia la necessità di fornire al consumatore maggiori dati incontrovertibili, un esempio su tutti: l’indicazione della quantità di polifenoli presenti, le sostanze antiossidanti benefiche per il corpo umano e che determinano le caratteristiche organolettiche di un olio.
  3. L’olio di una volta era migliore: falsoSe pensiamo che un tempo era usato prevalentemente come cosmetico, possiamo immaginare quanto sia migliorata nel tempo la qualità dell’olio. Il merito è senza dubbio delle tecnologie utilizzate nella produzione, inevitabilmente al giorno d’oggi riusciamo a estrarre il miglior olio di sempre. La tradizione non sempre va vista come un valore e, soprattutto, non bisogna avere affatto paura dell’innovazione.
  4. produzione olioIn Italia non produciamo abbastanza olio per soddisfare la domanda: veroPurtroppo la produzione italiana basterebbe a coprire meno di un terzo del fabbisogno nazionale. Se  poi si considera la quota consistente che viene esportata, si capisce il motivo per cui, specie nella grande distribuzione, siamo inondati da oli di provenienza comunitaria e non solo. Ben lungi da anacronistiche aspirazioni autarchiche, bisogna tuttavia constatare che l’olio importato, per di più a prezzi nettamente inferiori, è per gran parte frutto di un’agricoltura super intensiva, che va a discapito di qualità e la sostenibilità.
  5. Aumentare la produzione, per competere con gli altri paesi, inevitabilmente comporta un abbassamento della qualità: falsoLa questione del prezzo va sì affrontata migliorando produttività ed efficienza e rendendo la filiera più collaborativa, ma a questo va affiancata una costante propensione al miglioramento della qualità. Secondo Manfredi Barbera, fondatore e ideatore del consorzio filiera olivicola Co.Fi.ol e imprenditore del settore, la competitività passa anche per un innalzamento del livello qualitativo,  mantenendo un basso impatto ambientale e garantendo la giusta retribuzione per gli agricoltori.
  6. olio d'olivaIl consumo di olio extravergine apporta diversi benefici, tra cui anche all’apparato cardiovascolare: vero. Pur essendo un grasso, l’olio extravergine è fondamentale per la salute dell’apparato cardiovascolare. Come spiegato dal professor Giuseppe Montalto –ordinario Università degli Studi di Palermo, Biomedico di Medicina Interna e Specialistica, l’extravergine, se inserito in una dieta mediterranea, migliora il profilo lipidico grazie al suo potere antiossidante, agisce positivamente sulla coagulazione fluidificando il sangue, facilita la vasodilatazione a beneficio della pressione arteriosa.

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