Salone del Gusto 2018: dove mangiare a Torino nei dintorni dell’evento

14 settembre 2018

Cibo per il cambiamento che i visitatori possono toccare con mano, lasciandosi guidare dalla curiosità e dal gusto, in un evento diffuso che riguarderà la città di Torino, ma anche le altre province piemontesi. Oltre agli eventi previsti da Terra Madre per il Salone del Gusto 2018, sarà possibile gustare prelibatezze della città sabauda. Dalla colazione alla cena, fino al caffè, ecco i locali in cui mangiare se non volete scegliere i luoghi del Salone.

  1. Pasticceria GerlaLa colazione si fa da Gerla, in corso Vittorio Emanuele II, 88. Aperta dal 1927, prima conosciuta con il nome di Eccelsa, questa pasticceria storica offre la colazione classica all’italiana, oggi con 25 tipi diversi di lievitati, oltre 75 tipi di cioccolatini (ripieni e non), creme spalmabili, gianduiotti classici e mignon in vari gusti, macaron, biscotti, croissant, pasticceria secca, pasticceria fresca da accompagnare a cappuccino e caffè. Le materie prime di qualità e le ricette sono tramandate e arricchite di generazione in generazione e a Torino è una vera istituzione.
  2. antiche-sereSe volete invece fare un giro per piole, non potete mancare da Antiche Sere (via Cenischia, 12), insignita della chiocciola Osterie d’Italia di Slow Food 2018. Osteria cittadina per antonomasia, dal quartiere di case basse in cui è collocata all’insegna, tinte crema, legni scure, tendine di pizzo e bancone bar, zuccherini sotto spirito, pergolato estivo, è una delle più tipiche espressioni della gastronomia sabauda. Antipasti misti, tomini con bagnet verd, frittata, quiche, peperoni con le acciughe, il tonnato, la cipolla ripiena, in cucina si osserva strettamente la tradizione piemontese, con alcuni piatti del novarese, curati e sempre accompagnati da vini attenti alla terra d’origine. Mitico lo stinco di maiale al forno, cavallo di battaglia del locale, così come i tomini e il vitello tonnato, gnocchi alla salsiccia, ravioli al sugo d’arrosto e guancia di vitello.
  3. barbagustoAltra piola in cui non si può mancare è Barbagusto (via Belfiore, 36), alle porte di san Salvario: qui c’è la vecchia cucina piemontese e senza fronzoli, con piatti tradizionali come insalata russa, tomini e acciughe al verde, salsiccia di Bra: la cucina è fatta di semplicità e gusto. In carta i tajarin, nella versione burro, acciughe e topinambur, così come burro acciughe e limone. Quindi gli agnolotti di Bra e Barbera. Per cominciare, l’antipasto misto, con tutte le specialità piemontesi della casa, da dividere bevendo una buona bottiglia di vino. Siccome di piola si tratta, si può anche ordinare soltanto un calice smangiucchiando qualcosa in perfetto stile merenda sinoira torinese.
  4. consorzioAltro locale – e altra chiocciola – è Consorzio (via Monte di Pietà, 23): osteria moderna in cui si mescolano tradizione. Nel menu ci sono tante contaminazioni e molte frattaglie, oltre alle erbe dell’orto e alle materie prime iconiche del Piemonte: fassona, cardo gobbo, tajarin alle verdure, bagna caoda. Molti presidi Slow Food e cura per il quinto quarto, oltre alla curatissima selezione dei formaggi. Vini in abbinamento rigorosamente naturali, scelti di etichetta in etichetta, a gusto dei proprietari.
  5. le-vitel-etonneQuindi, Le Vitél Etonné di via San Francesco da Paola, 4: ricette e formaggi piemontesi sono serviti in un ristorante informale con arredi in legno, dehors e cantina dell’800. La cucina tradizionale si rispetta anche valutando le disponibilità del mercato e delle stagioni. La vera specialità è quella che dà il nome al locale, ma non sono da meno il pane e la pasta fresca (come i tajarin 36 tuorli con ragù di salsiccia di Bra), preparati a mano tutti i giorni, così come la carne, dalla cruda d’antipasto alla quaglia farcita di asparagi di Santena, fino alla rollata di coniglio grigio di Carmagnola e ai rognoncini trifolati.
  6. fassoneriaPassando alla carne, ai panini e agli hamburger, un giro merita Fassoneria, a piazza Emanuele Filiberto, 4. In una delle zone più chic di Torino, l’hamburgeria Fassoneria è un cult per gli amanti delle svizzere. Locale informale, pane casareccio, la carne è saporita e succosa: il locale, infatti, si avvale del supporto di Compral, fornitore ufficiale della carne piemontese per eccellenza, con oltre 200 soci allevatori di medio piccole realtà provenienti prevalentemente dalla provincia di Cuneo. Da provare il cheeseburger, con formaggio Raschera mescolato alla carne di Fassone. Sul menu anche fritti e una piccola selezione di birre artigianali.
  7. cammafàSe vi va una pizza, non potete saltare l’appuntamento con Cammafà, a via Saluzzo, 35/b. Ambiente vintage, panni stesi, pareti colorale, il locale ha in pochi anni triplicato gli spazi. Ottima la pizza napoletana, così come i fritti: gli impasti lievitano 36 ore, il cornicione finale è croccante. Con gli stessi, si confezionano calzoni fritti ripieni di ricotta, che sono serviti come antipasto. Ottima la margherita, anche in versione mozzarella di bufala.
  8. Al TegaminoLa tipica pizza al tegamino di Torino la mangerete dall’omonimo Al Tegamino, di via Giambattista Bogino, 5. Qui si mangia la versione gourmand, che parte da un lievito madre vecchio di cento anni, con i condimenti scelti con grande cura, per garantire alti standard di qualità: la golosissima, con burrata, datterini e rucola o il crostone con verdure di stagione al forno e caprino.
  9. mara-dei-boschiSe invece siete golosi di gelato, andate da Mara dei Boschi, in via Claudio Luigi Berthollet, 30. Qui fanno il gelato com’era una volta e il gelato come sarà in futuro, con materie di prima qualità. Niente conservanti e additivi, il gelato è fatto ogni giorno, per una collezione di gusti permanenti e altri invece confezionati in base alla stagionalità. La specialità è il Marotto, interpretazione del classico gianduiotto. Divertenti anche i gusti tailor made, dolci o salati: è sufficiente chiedere un determinato sapore e i gelati gastronomici sono preparati in 48 ore, affiancati dalla ricetta migliore cui abbinarli.
  10. al-bicerinPer chiudere in bellezza, un buon caffé e i dolci tipici hanno un solo indirizzo: Al Bicerin, piazza della Consolata, 5. È il luogo in cui il Bicerin è nato ed è da sempre a conduzione femminile. In questo minuscolo locale di Torino, nato nel 1763, Cavour si sedeva a un tavolino e ordinava la sua bevanda preferita, il Bicerin appunto, versione piemontese della bavareisa settecentesca: caffè, cioccolato, latte e sciroppo di zucchero. Degni di nota sono anche lo zabaione e le cioccolate calde e si può anche acquistare cioccolata, così come le celebri pastiglie Leone sfuse. Difficile trovare posto a sedere, ma se siete in giro per Torino da un po’, magari ci riuscite.

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