Salone del Gusto 2018: le specialità e i nuovi Presidi Slow Food

17 settembre 2018

Non solo cibo per il cambiamento: durante il Salone del Gusto 2018 di Torino (dal 20 al 24 settembre), ci sarà spazio anche per le specialità tradizionali, che si potranno trovare in giro per l’evento durante gli incontri, i forum, i laboratori del gusto.

Bike’n’Eat e Walk’n’Eat

bikeneat

Un esempio molto particolare è il tour Bike’n’Eat, curato dagli studenti Unisg, un giro gastronomico su due ruote alla scoperta dei luoghi più noti e anche di quelli meno conosciuti di Torino, non solo negli spazi, ma anche nelle degustazioni, grazie agli incontri con i produttori, aneddoti enogastronomici della città, visite di luoghi simbolo della gastronomia torinese. Simile, ma a piedi, è la versione Walk’n’Eat, una passeggiata tra arte, tradizione e sapori piemontesi, grazie al gusto unico dei prodotti gastronomici: non mancheranno all’appello gli storici caffè letterari e le numerose piole che caratterizzano la città.

I prodotti in giro per il Salone

bagoss

Quindi, spazio al latte crudo dei pascoli lombardi con i formaggi delle malghe: produzioni fatte in alta quota, alimentazione a base di erba fresca, salubrità animale e lavorazioni tradizionali senza aggiunta di fermenti creano 5 formaggi straordinari, come il bagòss di Bagolino, lo stracchino all’antica delle Valli Orobiche e lo storico ribelle (Presìdi Slow Food), il formai de mut e il silter, che hanno fatto della naturalità una bandiera e un motivo di orgoglio. La Toscana verace sarà in scena con la pecora pomarancina, mentre dai monti Lessini arriverà la sopravvissuta pecora brogna e dalla Campania la laticauda.

fusillo-felitto

Per la pasta sarà possibile assaggiare il fusillo di Felitto, prodotto unico del comune omonimo in provincia di Salerno. Dalla Pianura Padana fino alle Marche ci saranno i salami al naturale, confezionati con poco sale e senza nitriti e nitrati. dalla pasta ai formaggi di malga; dai salami al naturale alle acciughe Salami naturalmente piccanti arriveranno dal sud, con un laboratorio del gusto dedicato ai peperoncini come elemento e segreto di conservazione: troverete dalla salsiccia rossa di Castelpoto nella versione dolce e piccante, alla ‘nduja calabrese, spalmabile e dal sapore estremamente piccante. Ci sarà anche la bresaola al naturale, dello chef Stefano Masanti de Il Cantinone di Madesimo (Sondrio). Mentre la cruda piemontese sarà analizzata in tutte le sue forme in un laboratorio del gusto dell’associazione di allevatori cuneesi de La Granda: qui la degustazione comprende tre versioni – battuta al coltello, albese e tartare – in abbinamento ad alcuni vini. Uno spazio particolare è dedicato a Lisòndria, con piatti, vini e tradizioni di Alesandria e dintorni. Ci saranno il salamino di Mandrogne, realizzato con carne di vacca, e il cavolo di San Giovanni, antica e precoce verza delle campagne di Casalcermelli.

masculina

Le acciughe catanesi, le masculine da magghia, saranno al centro di un laboratorio del gusto di Slow Fish. In questo appuntamento i pescatori della Cooperativa del golfo le propongono sottolio e anche nella classica frittura, rigorosamente in olio extravergine di oliva. Sempre dalla Sicilia, la vacca modicana, cucinata dalla chef Bonetta dell’Oglio, così come le arancine, prodotti simbolo dell’isola, interpretate nelle forme classiche – abburro, agli spinaci, al ragù – e con altri ingredienti come funghi, melanzane, pesce. Nello stesso settore pesce troverete anche il mosciolo, la cozza selvatica della baia di Portonovo (Ancona).

caffè e latte di mandorla

Tradizionali anche i caffè, con i laboratori del gusto di Lavazza che propongono un viaggio sensoriale tra le specialità che nelle diverse regioni hanno fatto la storia del gusto italiano per il caffè: dalla bavareisa piemontese fino al caffè alla salentina, il caffè sarà abbinato ai prodotti tipici del territorio.

I nuovi Presidi Slow Food

varhackara

Ventidue nuovi Presidi Slow Food verranno presentati in questa edizione 2018. Si troveranno, tra gli altri il riso gigante di Vercelli, il broccoletto di Custoza, il fagiolo di San Quirino, le antiche mele dell’Alto Friuli, il varhackara, pesto particolare della provincia di Udine, il pomodoro canestrino di Lucca, l’anice verde di Castignano, il fico monnato di Prignano Cilento, così come le vecchie varietà di albicocche del Vesuvio e il cece di Teano.  Altri prodotti tradizionali li troverete invece al Mercato, da sempre il cuore di Terra Madre Salone del Gusto, tra i circa 900 espositori. Qui si potranno trovare tutte le categorie, dai formaggi ai salumi, dalle conserve al pesce. Tra gli altri, ci saranno le tigelle emiliane, i pistacchi di Bronte, le alici di Menaica, l’anguilla marinata delle Valli di Comacchio, la bottarga di Orbetello, il caciocavallo podolico della Basilicata, il cappero di Salina, cappone di Morozzo o il cicotto di Grutti.

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