Guida Michelin 2019: i nostri pronostici

16 ottobre 2018

Manca poco più di un mese: il 16 novembre nella ormai consolidata Parma, sarà presentata la nuova edizione della Guida Michelin e si conosceranno i nomi di chi ha ricevuto la prima stella, di chi guadagnerà la seconda e chi, tutti si impegnano nel toto stella, per indovinare chi sale e chi scende eventualmente, raggiungerà l’empireo della terza, oltre a quelli dei bocciati. Ogni anno il chiacchiericcio che precede la presentazione su stellati e non, è addirittura superiore al rumore dei risultati ottenuti. Tutti ci si impegna in questo gioco a indovinare chi salirà o chi scenderà, magari facendo intuire le giuste conoscenze in ambienti gommati: rivelazioni che si rilevano quasi sempre errate, al netto del calcolo delle probabilità e di una logica dei fatti che prima o poi porta a premiare i meriti acquisiti sul campo dai ristoranti.

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In questo alla Michelin, i cui risultati sono tenuti segreti fino all’ultimo (l’anno scorso Niederkofler che era stato invitato a cucinare alla cena di gala, fu avvertito della terza stella un paio d’ore prima di riceverla) va riconosciuto di saper gestire l’attesa dell’evento in maniera unica. nel 2017 niederkofler seppe di aver conseguito la terza stella solo 2 ore prima della premiazione E tutti gli attori coinvolti, molti dei ristoratori in primis, la vivono con grande ansia. Nonostante non sia mai stata, e crediamo proprio per scelta, la guida che voglia fotografare lo stato della cucina italiana, resta quella i cui risultati sono tenuti più in conto rispetto alle altre guide che si pubblicano in Italia. Sarà per la storia, sarà perché raggiunge il mercato straniero e quindi è quella che più fa aumentare i fatturati, ma il fascino della Stella resta altissimo. E ci lamentiamo, spesso non a torto, quando ristoranti che meriterebbero la considerazione della Michelin sono sottovalutati, quando non esclusi. Detto questo non ci esentiamo dal fare i nostri pronostici, o forse i nostri desiderata. E allora giochiamo.

Una stella

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È probabilmente la categoria più discutibile dove convivono insieme realtà un filo polverose accanto a grandi nomi che  meriterebbero qualcosa di più. Ma non è questa la sede per affrontare questo discorso. Qui dobbiamo parlare degli assenti, di quelli per i quali speriamo sia l’anno buono. E dunque come potrebbero rimanere fuori ancora quest’anno posti come Bros, Il Giglio, Marzapane, Il Portico, Il Marin, Il San Lorenzo, Gorini, Cucina Massimiliano Poggi? E poi ameremmo che la Rossa facesse lo stesso scatto culturale che ha fatto in Oriente o negli Stati Uniti dove la cucina popolare è premiata, spesso addirittura con i massimi riconoscimenti.

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E allora perché non la stella, ad esempio, all’Antica Osteria Mirasole? Oppure a quella nuova generazione che con una cucina popolare, diretta immediata, diretta sta cambiando il modo di fare ristorazione. Una stella a Mazzo, Punto, Trippa non sarebbe ampiamente giustificata? Ma forse ancora in questo osiamo troppo, così come nella stella a una pizzeria, che ogni anno auspici e aruspici danno per sicura e invece non arriva mai. Forse nemmeno quest’anno, anche se, per dirne una, oggi a Caiazzo da Franco Pepe si mangia e si sta bene come in pochi altri posti della Penisola.

Due stelle

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Qui andiamo diretti. Se l’anno scorso i nuovi bistellati furono 3, quest’anno dovrebbero essere almeno il doppio, anche se siamo di fronte a una impresa quasi impossibile. Ma d’altronde come non tenere conto che stanno ancora tra i monostellati, l'anno scorso le nuove due stelle furono tre, quest'anno dovrebbero essere almeno il doppio Riccardo Camanini e il suo Lido 84, Luigi Taglienti di Lume e Del Cambio di Matteo Baronetto? Noi pensiamo che potrebbero ambire anche a qualcosa di più della seconda stella, che potrebbe tornare nella nuova casa di Carlo Cracco, dopo l’esclusione, anche causa trasloco dell’anno passato. Ma ci sarebbero ancora in lista il Kresios di Giuseppe Iannotti, Pascucci al Porticciolo, Berton, Contraste di Matias Perdomo, Imàgo di Francesco Apreda. Qualcuno di questi riuscirà a conquistare il secondo macaron, forse i primi 3 che abbiamo citato. Ma non poniamo limiti alla provvidenza.

Tre stelle

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Qui pensiamo invece che la provvidenza non verrà in soccorso. Dal 2011 a oggi abbiamo raddoppiato il numero dei tristellati, dall’Osteria Francescana al St. Hubertus l’anno scorso, passando per Reale e Piazza Duomo.se dovessimo puntare su un nome, sarebbe quello di mauro uliassi  Proprio la terza stella dell’anno scorso ci rende dubbiosi su una nuova chiamata al vertice nel 2019. Ma volendo crederci chi potrebbe essere? Del ritorno tristellato del Don Alfonso si parla da troppo tempo perché alla fine riesca. A Milano potrebbe puntarci il Seta di Antonio Guida, a Roma Il Pagliaccio di Anthony Genovese. Ma se dovessimo puntare su un nome, un solo nome ci dirigeremmo a Senigallia da Mauro Uliassi, un riconoscimento ad un percorso straordinario, ancora in pieno fermento, scandito dagli annuali Lab. Ma questo più di altri è un auspicio più che un pronostico. Ma non si sa mai, magari il 16 novembre avremo una sorpresa. Non ci resta che aspettare.

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