Milano: le nuove aperture dell’autunno 2018

18 ottobre 2018

A Milano il ciclo vitale di locali e ristoranti è molto diverso da quello naturale. In autunno, mentre i platani cittadini perdono le foglie e le ore di buio aumentano, i nuovi locali si presentano in tutta la loro varietà, colorati dalle inaugurazioni e dal fascino della novità. Chi abita a Milano si prepara a trascorrere al chiuso le serate più fredde: è arrivato il momento di provare specialità vecchie e nuove, e magari di scegliere la propria preferita per la stagione 2018-2019.

  1. attimiUn arrivo molto atteso è stato quello dello chef Heinz Beck, sbarcato all’ombra delle Tre Torri (che per ora sono ancora due) con il suo Attimi: un locale adatto a pranzi, aperitivi e cene di alto livello. Nella food court di Citylife, Attimi si presenta con un design elegante e contemporaneo, con una carta che affianca il foie gras alle animelle di vitello, i ravioli d’anatra e l’agnello caprino. Nella parte bistrot, piatti più semplici ma non meno studiati: vi siete mai chiesti come sia un vitello tonnato preparato secondo la ricetta di uno chef da tre stelle Michelin?
  2. aguacateSe il Citylife è la zona dell’eleganza a portata di metropolitana, l’area di Porta Venezia si distingue invece da alcuni anni per le aperture dedicate al cibo di strada, al consumo veloce ma meditato. Ecco quindi che in via Melzo 18 apre Aguacate: il primo locale in città che propone street food a base di avocado. Ci sono i tacos e gli avocado ripieni (con guacamole e altri ingredienti), ma anche le polpettine di miglio e il platano fritto.
  3. fan-wuPiù tradizionale è Fan Wu (viale Tunisia 30); ma la tradizione è quella del Sichuan. L’arredamento in legno, dal sobrio gusto orientale, porta a concentrarsi su ciò che si trova nel piatto: carni particolari, dalle frattaglie alle rane, e classici più noti come i ravioli al vapore, il pollo in salsa Sichuan, gli spaghetti e il pesce saltato. Attenzione: il piccante è davvero piccante.
  4. egaliteSi torna in Europa con Egalitè (via Melzo 22), una boulangerie in stile contemporaneo e proposte francesi. Oltre ai vari tipi di baguette e di pane, è possibile scegliere fra i croissant, le brioche, il pain au chocolat o aux raisins, fra gli éclair glassati e molto altro ancora. Tanti tavolini, per soffermarsi a colazione come a pranzo.
  5. forno-collettivoIl Forno Collettivo di via Lecco 15 si rifà invece alla tradizione italiana (quella dei secoli passati, in cui un unico forno serviva alle esigenze di cottura di tutto un paese) o forse alle tendenze d’oltreoceano, dove i forni collettivi sono tornati in voga già da qualche tempo: per due giorni a settimana, gli abitanti del quartiere potranno usufruire del forno. Sarà inoltre sempre disponibile il pane della casa, realizzato con pasta madre, insieme a una o due specialità preparate con mix studiati di grani moderni e antichi.
  6. o-fiore-mioA poca distanza, in piazza Argentina 4, ha invece aperto O’ Fiore Mio: la prima pizzeria faentina a Milano, e la prima apertura di quella che si propone come una nuova catena di pizzerie gourmet. Il punto vendita di piazza Argentina prevede solo la possibilità di asporto, ma si attende a breve un secondo locale più ampio. L’obiettivo è l’apertura di una serie di pizzerie in tutto il nord Italia, che garantiranno una qualità costante grazie all’utilizzo dell’impasto precotto in un unico centro di produzione.
  7. porcobradoPorcobrado (via Jacopo dal Verme 4) nasce invece come food truck specializzato nella carne di cinta senese; approda nel quartiere Isola dopo il successo a festival, manifestazioni, angoli di strada. Il piccolo locale continua quindi a proporre panini, focacce toscane (ciaccia) e taglieri, tutti arricchiti dai salumi di suini allevati a Cortona, nell’aretino.
  8. petiscariaDal Portogallo arrivano le specialità di Petiscaria, ora in via Genova Thaon di Revel 21. Nella stessa via in cui è possibile trovare tapas spagnole, birre artigianali, vini italiani e francesi, si propongono dall’estate 2018 anche conservas (sgombri e sardine sott’olio), polpette di baccalà, formaggi lusitani, su tavoli e piatti decorati dai tipici azulejos.
  9. agua-sanctaAgua Sancta (corso Garibaldi 110) è invece il locale giusto per chi ama il Messico anche in versione pop. Ai piatti e alla grafica colorata, che gioca con la classica iconografia del giorno dei morti, si accompagnano un menu dedicato interamente ai margaritas e una buona scelta di cocktail a base tequila o mezcal; in più, tacos, aguachile, insalate con gamberi e sapori centroamericani.
  10. pinsa-per-teIn via Paolo Sarpi 54, in quella che un tempo era la Chinatown meneghina e oggi è un nuovo distretto del food, Pinsa per Te propone una specialità tutta italiana. La pinsa è infatti una particolare versione della pizza, di origine romana: soffice e particolarmente leggera, perché preparata con un mix di farine di soia, riso e frumento. Il condimento, spesso a crudo, spazia fra i sapori dell’intera penisola: guanciale e pecorino, ma anche prosciutto cotto, zola e noci oppure cipolla rossa, tonno e ‘nduja.
  11. pizzottella-2Sempre romana, ma di tutt’altro genere, è la pizza di Pizzottella (via Lodovico Muratori 8). Nel locale con mattoni a vista si vende infatti la pizza in teglia: fino a 14 varietà diverse di pizza al taglio, fra cui la classica pizza con le patate ­– un abbinamento di gusti apprezzato nella capitale e spesso sconosciuto al di fuori dei confini laziali.
  12. tapas-de-pescadoA poca distanza, Tapas de Pescado (via Gaetana Agnesi 2) chiarisce la sua offerta già dall’insegna: tapas, cioè piattini secondo la tradizione spagnola, a base di pesce. Il locale è essenziale, con piccoli tavoli in legno e pareti spoglie, così da lasciare tutto lo spazio a proposte come il bocadillo de Madrid, con calamari fritti e maionese, al carpaccio di ricciola o di salmone, alla tartare di tonno o al baccalà mantecato. Da bere sangria, birre, bollicine e signature cocktail.
  13. dhole-milanoDhole (via Gerolamo Tiraboschi 2) è un nome più insolito. Il termine indica il cane rosso, o cane selvatico orientale, ed è una dichiarazione d’intenti: il locale, dall’eleganza classica, si muove infatti fra tradizione europea e accenni orientali, proposti sia nei cocktail sia nei piatti – ai tagliolini e al risotto si accompagnano lo shiso, lo yuzu, il pak choi.
  14. okjaOkja, in viale Gorizia 8, è invece un ristorante tutto rosa: il colore caratterizza pareti, sedie, scritte al neon e persino le bacchette. Il menu prevede infatti specialità coreane, dal bibimbap (ciotola su piastra rovente, in cui mescolare gli ingredienti) al kimbab, versione locale del sushi roll, con carne e verdure.
  15. cantina urbanaProcedendo lungo il naviglio Pavese si scopre Cantina Urbana (via Ascanio Sforza 87): la prima cantina cittadina in Italia, in cui si pigia l’uva, si produce il vino, si beve e si mangia. I vasi in acciaio, legno o terracotta sono infatti la scenografia perfetta per aperitivi a base di salumi, formaggi e specialità italiane. I primi vini realizzati in loco saranno quelli della vendemmia 2018: una volta pronti, potranno essere acquistati sfusi o in bottiglia, e anche in blend personalizzati secondo il proprio gusto e le proprie esigenze.
  16. cocciutoCocciuto, in via Bergognone 24, è invece il posto giusto per chi ha sempre ritenuto che la pizza meritasse una certa eleganza. Qui la pizza napoletana o al metro si ordina infatti in un ambiente fra il decò e il vintage, seduti su comode poltroncine imbottite e appoggiati a tavoli ampi. L’antipasto di fritti, la pizza con i pomodorini del Piennolo e quella con il capocollo, oppure quella con il guanciale e il conciato romano, sono inoltre accompagnati da un’attenta scelta di vini.
  17. buurIn via Mercalli ha invece aperto da poco Bu:r, la nuova avventura gastronomica di Eugenio Boer. L’insegna è una trascrizione fonetica del cognome dello chef: i due punti indicano il prolungamento della vocale. Se l’insegna cerca di riscoprire l’essenza del nome, così fanno anche le proposte della cucina. La particolarità del ristorante è infatti l’assenza di piatti: al loro posto, la carta propone delle suggestioni, viaggi del gusto alla scoperta di particolari concetti. Fra loro ci sono per esempio il Think Green, il Mare, il Viaggio: gli ingredienti e le ricette possono variare ogni volta, secondo la disponibilità e la sensibilità dello chef.
  18. identita-milanoAnche le proposte di Identità Golose Hub (via Romagnosi 3) variano spesso: ma in questo caso la ragione è il cambiamento degli chef. Il nuovo polo di Identità Golose, in collaborazione con The Fork, ospita infatti ogni settimana una varietà diversa di chef italiani e stranieri, invitati a proporre il loro menu in quattro portate. Punto di forza: il prezzo fisso a 75€.
  19. niko-romito-bulgariAll’hotel Bulgari (via Fratelli Gabba 7b) è invece arrivato Niko Romito. Lo chef abruzzese può essere ormai considerato un classico della nuova cucina italiana, con il giusto mix di creatività e tradizione: nella cornice elegante dell’hotel Bulgari si trovano così le sue personali versioni del vitello tonnato e della lasagna, ma anche il brodo di scampi, maltagliati, lattuga e dragoncello o il tortello di pomodoro con burrata e basilico.
  20. nennellaLe novità autunnali non sono però ancora finite: in corsia de’ Servi si attende infatti l’apertura di Nennella, versione milanese della famosa e apprezzata trattoria napoletana. Il ristorante è frutto della collaborazione fra Ciro Nennella e Gino Sorbillo, che prosegue così nella sua conquista del centro di Milano: ma dopo la pizza e la pizza fritta, questa volta sarà il turno degli spaghettoni, della pasta e patate, delle tracchie e dei friarielli.

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