A Tokyo ha chiuso il famoso mercato del pesce di Tsukiji

24 ottobre 2018

L’articolo originale “As Tokyo fish market closes, sellers and customers honor an era of grime” di Motoko Rich compare su The New York Times. Un articolo dedicato alla chiusura del mercato del pesce di Tsukiji a Tokyo, vista dai venditori e dai residenti: l’abbiamo tradotto per voi.

Non sarà facile rimpiazzare quasi 83 anni di sudiciume. Mentre i pescivendoli di Tsukiji, il famoso mercato ittico all’ingrosso di Tokyo, si apprestano all’ultima apertura dei loro stand, si lamentano assieme alla loro clientela della fine di un’era di sporcizia. “Sporco è meglio“, ha detto Yoshitaka Moria, 38 anni, proprietario di una pescheria nel quartiere di Ota a Tokyo, cliente regolare di Tsukiji, mentre acquistava tonno, pagelli, ostriche e ricciole. “Rende questo posto vivace, esuberante. So anche che i pescivendoli devono fare una fatica infernale per provare a tenerlo pulito“.

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Nelle ultime ore di questo mercato, il più grande al mondo per i prodotti ittici, i suoi vicoli di ciottoli, che si estendono per oltre 23.000 metri quadrati, sono impregnati di acqua sanguinolenta e le cicche di sigarette proibite si mescolano con i frammenti di ossa e interiora. il mercato del pesce più grande del mondo chiude i battenti e si trasferisce La settimana prossima (quella dall’8 al 14 ottobre, ndt), la quasi totalità degli oltre 800 stand di Tsukiji, che offrono in vendita 480 tipi di pesce e frutti di mare e 270 tipi di frutta e verdura, saranno spostati da sotto un enorme gazebo di acciaio in una nuova location in muratura, provvista di aria condizionata, che il comune ha costruito spendendo oltre 5 miliardi di dollari. “Questo fatto mi deprime,” ha detto Teruo Watanabe, che ha lavorato a Tsukiji come grossista di tonni per più di 60 anni. “Non mi piace il cambiamento“.

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L’ultimo giorno, a parte un canto commemorativo seguito da applausi alla fine dell’asta dei tonni, sembra quasi un normale giorno di mercato. l'ultimo giorno, a parte un canto commemorativo, sembra quasi un normale giorno di mercato Casse di polistirolo piene di polpi, maccarelli, orecchie di mare, uova di salmone e teste di tonno dalla bocca spalancata sono impilate fino al soffitto. Gli intermediari, che qui hanno comprato e venduto per decenni, sfilettano pesci su tavoli di legno martoriati da migliaia di coltellate. Gli operai, avvolti in grembiuli di taglia generosa e stivali di gomma, lanciano platesse vive sulle bilance di metallo e urlano il peso. Strombazzando ai pedoni distratti, i guidatori dei muletti attraversano senza sosta i corridoi. I pescivendoli segnano l’ammontare delle ricevute usando pallottolieri e calcolatrici comprate quando l’ormai ultra-ottantenne Imperatore del Giappone aveva ancora una quarantina d’anni.

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Il mercato di Tsukiji è stato aperto nel 1935, andando a rimpiazzare un mercato nel distretto Nihonbashi di Tokyo, che fu distrutto da un terremoto nel 1923. Sito a nemmeno mezzo miglio da Ginza, il cuore pulsante dello shopping di Tokyo, Tsukiji è diventata negli anni una delle più quotate attrattive turistiche di Tokyo, con orde di visitatori che fanno la fila per vedere le aste quotidiane dei tonni, che avvengono quotidianamente prima delle sei del mattino. I grossisti vendono in media 1.540 tonnellate di pesce e quasi 985 tonnellate di frutta e verdura ogni giorno.

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In parte preoccupato per il degrado dell’infrastruttura dovuto all’età, il comune di Tokyo ha progettato per oltre vent’anni il trasloco dei grossisti a Toyosu, che si trova a un paio di chilometri di distanza, su un’isola nella baia di Tokyo che ospitava precedentemente una fabbrica di gas. Dopo anni di ritardo nelle costruzioni, il trasloco era stato programmato per il 2016. Poco dopo, però, Yuriko Koike è stata eletta governatrice di Tokyo e ha rimandato tutto, perché nel nuovo sito, gli agenti contaminanti nell’acqua superavano di gran lunga i limiti di legge. Il comune ha ingaggiato degli esperti per eseguire numerosi test, a seguito dei quali ha fatto installare pavimenti di cemento e ulteriori pompe per l’acqua a Toyosu. Nel corso dell’estate, la Koike ha annunciato che il nuovo sito era sicuro e ha stabilito la nuova data del trasloco.

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Nei giorni immediatamente precedenti alla chiusura di Tsukiji, circolava tra i grossisti la voce che il governo aveva soppresso ogni sorta di evidenza a riguardo della contaminazione ambientale. Stando a un sondaggio, l’ottanta per cento dei grossisti non voleva trasferirsi. Mikio Wachi, 73 anni e grossista di tonni a Tsukiji da 48 anni, ha giurato che non si sarebbe spostato a Toyosu, preferendo trasferirsi in un altro mercato nel quartiere di Ota. gran parte dei residenti di tokyo non era convinta che la nuova sede fosse sufficientemente sicura Sopra il suo stand ha affisso due poster di protesta, che documentano la sua netta opposizione al trasferimento a Toyosu. Mentre disossava con dovizia striscioline di polpa da un tonno, usando un piccolo coltello dal manico di legno, ha detto di essere convinto che gli agenti chimici erano rimasti nelle falde sotterranee di Toyosu. “Sarebbe come spruzzare agenti chimici sul pesce prima di metterlo in vendita“, ha dichiarato. Il figlio del signor Wachi, Akihiro, di 41 anni, ha detto che trasferirsi a Toyosu sarebbe come aprire un banco del pesce a Chernobyl. “Nessuno comprerebbe niente,” ha detto. Da un sondaggio fatto a luglio dal The Asahi Shimbun, un quotidiano orientato a sinistra, è emerso che il 40% dei residenti di Tokyo non credeva che il Toyosu fosse un posto sufficientemente sicuro.

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Molti grossisti hanno dichiarato di temere che avrebbero perso clienti per via di questo trasloco, oltre a lamentare più alti costi di affitto degli stand e una viabilità più complicata. Al di fuori dello spazio del mercato dedicato all’ingrosso di pesce, i mercanti che vendono noccioline, formaggi, coltelli, birra, spezie, utensili da cucina e souvenir continuano a bandire i loro prodotti mentre impacchettano tutto. Gli avventori restano in fila per ore davanti ai ristoranti sushi, in attesa di consumare l’ultima cena prima del trasloco.

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La quarantacinquenne Azusa Ushikubo, impiegata di una società di reclutamento che ha pranzato a Tuskiji tutti i sabati negli ultimi venti anni, ha deciso di avvantaggiarsi rispetto alla chiusura venendo a pranzo un giorno prima, di venerdì. chi non l'aveva mai visitato prima, ha deciso di andarci in pellegrinaggio poco prima che chiudesse Ha dovuto comunque aspettare tre ore per mangiare al Sushidai, uno dei più famosi ristoranti del mercato. Giunti al sabato, i pochi abitanti di Tokyo che non avevano mai visitato il mercato hanno deciso di raggiungerlo in pellegrinaggio. Yumi Kondo, una quarantaseienne che lavora come impiegata in un’agenzia di passaporti, è venuta con sua figlia, la diciottenne Miyabi. Dalle 9,30 del mattino sono rimaste in fila per due ore al Nayaka, un ristorante sushi che avevano selezionato online. Le aspettava ancora un’ora di attesa. “Sulle recensioni c’era scritto che bisognava fare la fila“, ha detto la signora Kondo. “Sicuramente ne varrà la pena“.

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Il mercato di Tsukiji sarà raso al suolo nei prossimi mesi, per far posto a una stazione di transito per autobus che verrà usata durante le Olimpiadi di Tokyo del 2020. Un vicino centro commerciale, con negozi e ristoranti sushi, rimarrà aperto per i turisti. Uno dei fattori più preoccupanti è costituito dai diecimila ratti che, si stima, saranno liberati durante lo smantellamento e la successiva ricostruzione. Reiko Horiuchi, trentanovenne, in visita al mercato per la prima volta con suo figlio di 9 anni, ha detto che è una vergogna che venga abbattuto. “Non esistono più molti posti come questo a Tokyo“, ha detto. “Tutto il resto è nuovo. Non penso che le cose nuove siano necessariamente migliori“.

Traduzione a cura di Paola Porciello.

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