I Migliori Ristoranti d’Italia 2019 per il Gambero Rosso

30 ottobre 2018

Gli italiani amano mangiare fuori. Non si tratta solo di un peccato di gola, ma anche di un esperienza di condivisione sociale. A raccogliere la sfida per soddisfare questo desiderio nel segno dell’eccellenza sono a oggi le 2.813 insegne raccontate dalla Guida Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso 2019. La geografia scritta nella guida del Gambero Rosso vede la Lombardia come regione trainante del settore con 437 indirizzi, seguita dal Lazio (315, dove Roma la fa da padrona) e dal Piemonte (259, regione eletta dalla Lonely Planet come la migliore al mondo da visitare nel 2019). Vera sorpresa è il Veneto: dei suoi 238 indirizzi in guida, quattro sono finiti ai vertici delle varie classifiche.

Come funziona il punteggio

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La guida del Gambero Rosso è rimasta l’unica ad avvalersi dei punteggi dati a cucina, sala e cantina, più qualche punto bonus per innovazioni particolari introdotte in uno di questi tre ambiti. La somma permette di conquistare tre, due o una forchette: dai 90 a 100 si assurge all’Olimpo dei Tre Forchette, da 80 a 89 ci si ferma alle Due Forchette, al di sopra dei 75 il ristorante riceve Una Forchetta.

Tre Forchette

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Al vertice dei riconoscimenti delle ambite Tre Forchette si conferma, dopo l’approdo sul trono lo scorso anno, l’abruzzese Niko Romito: 96 punti per il suo Reale a Castel di Sangro (Aq). Romito è considerato la migliore espressione dell’imprenditoria di settore più completa. Non solo ristorazione per lui infatti, ma anche tanta didattica ed esportazione consapevole del Made in Italy. Subito incalzato, a un punto di distanza, da un terzetto da capogiro: Massimiliano Alajmo de Le Calandre a Rubano (Pd); Massimo Bottura dell’Osteria Francescana a Modena; Heinz Beck de la Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri.

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Seguono con 94 punti a testa: Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi (NA), il Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba (CN), Torre del Saracino di Gennaro Esposito a Vico Equense (NA), Uliassi a Senigallia (AN), Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo a Orta San Giulio (NO). Si ferma a 93 punti l’Enoteca Pinchiorri di Firenze, seguita con 92 punti da uno stuolo di eccellenze della ristorazione: Cracco a Milano, Laite a Sappada (BL), Lorenzo a Forte dei Marmi (LU), Madonnina del Pescatore a Senigallia (AN), Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (MN), Seta del Mandarin Oriental Milano a Milano, La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares a San Cassiano/Sankt Kassian (BZ), St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina a San Cassiano/Sankt Kassian (BZ), La Trota a Rivodutri (RI), Da Vittorio a Brusaporto (BG).

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Con un punteggio di 91 troviamo Agli Amici dal 1887 di Udine, Enrico Bartolini Mudec Restaurant a Milano, Berton a Milano, D’O di Davide Oldani a Cornaredo (MI), Duomo di Ragusa, Taverna Estia di Brusciano (NA), La Madia di Licata (AG), Quattro Passi di Massa Lubrense (NA), Ilario Vinciguerra Restaurant di Gallarate (VA), Casa Vissani di Baschi (TR).

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Seguono, con 90 punti, Da Caino a Montemerano (GR), Le Colline Ciociare ad Acuto (FR), Imàgo dell’Hotel Hassler a Roma, Lido 84 a Gardone Riviera (Brescia), Miramonti l’Altro a Concesio (BS), Il Pagliaccio a Roma, Pascucci al Porticciolo a Fiumicino (RM), e la new entry veneta La Peca a Lonigo (VI).

Tre gamberi

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Numerose anche le trattorie scelte dal Gambero Rosso perché, meglio di altre, sono in grado di interpretare il territorio. Si comincia con Angiolina a Pisciotta (SA), per poi spostarci in Emilia Romagna con l’Antica Osteria del Mirasole con Locanda a San Giovanni in Persiceto (BO). Escursione in Puglia con Antichi Sapori di Pietro Zito ad Andria (BT). Seguono Armando al Pantheon a Roma, Osteria Bottega a Bologna, La Brinca a Ne (GE), Ai Cacciatori a Cavasso Nuovo (PN), Il Capanno a Spoleto (PG), Consorzio a Torino, Al Convento a Cetara (SA), Caffè La Crepa a Isola Dovarese (CR), Futura Osteria a Monteriggioni (SI), La Locanda delle Grazie a Curtatone (MN), La Locandiera a Bernalda (MT), La Madia a Brione (BS), Locanda Mariella a Calestano (PR), Masseria Barbera a Minervino Murge (BT), Mazzo a Roma, Nerodiseppia a Trieste, Osteria Ophis a Offida (AP), Osteria del Treno a Milano, Pretzhof in Val di Vizze/Pfitsch (BZ), Sora Maria e Arcangelo a Olevano Romano (RM), Tischi Toschi a Taormina (ME), Trippa a Milano, Vecchia Marina a Roseto degli Abruzzi (TE), Osteria della Villetta dal 1900 a Palazzolo sull’Oglio (BS).

Tre bottiglie

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Tra i migliori wine bar d’Italia, Gambero Rosso ha eletto La Baita a Faenza (RA), seguita da Barnaba a Roma e Le Case della Saracca a Monforte d’Alba (CN). Seguono Damini Macelleria & Affini ad Arzignano (VI), Del Gatto ad Anzio (RM), Al Donizetti a Bergamo, Enoteca Fiorentina a Firenze, Enoteca Marcucci a Pietrasanta (LU), Roscioli a Roma, Trimani Il Wine Bar a Roma.

Tre mappamondi: i ristoranti etnici

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Sono quattro i migliori locali etnici inclusi nella guida: Casa Ramen a Milano, Iyo a Milano, la new entry veneta sudest1401 a Venezia e Wicky’s Wicuisine Seafood a Milano.

Tre cocotte: i bistrot

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Tra i migliori bistrot ci sono Amo a Venezia, Caffè Propaganda a Roma, Cucina.eat a Cagliari, Lanzani Bottega & Bistrot a Brescia, Pisacco a Milano e Spazio Niko Romito a Roma.

Tre Rotelle: le pizzerie

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Accanto a bottiglie, cocotte e forchette, ci sono anche gli spicchi, categoria riservata alle migliori pizzerie d’Italia secondo la guida Gambero Rosso 2019. A dominare il podio ci sono Pepe in Grani di Franco Pepe a Caiazzo (Ce), eletto anche migliore pizzeria secondo 50 Top Pizza; I Tigli di San Bonifacio (VR) e La Filiale a Erbusco (Bs). Seguono Saporè a San Martino Buon Albergo (Vr), La Notizia di Napoli e L’Osteria di Birra del Borgo a Roma.

I premi speciali

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La guida ai Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2019 include anche una ricca sezione dedicata ai premi speciali, riconoscimenti a chef e locali che hanno segnato una svolta nel modo di fare ristorazione con il proprio lavoro. A Michelangelo Mammoliti è stato assegnato il titolo di cuoco emergente Premio Alessandro Narducci, grazie al suo lavoro a La Madernassa a Guarene (CN).

Ziti con genovese di tonno, Al Convento

Il pastry chef dell’anno è Leonardo Zanon, all’opera presso Agli Amici dal 1887 a Udine. Nuccia De Angelis è stata eletta ristoratore degli anno grazie al progetto D.one Ristorante Diffuso a Roseto degli Abruzzi (TE). la miglior pasta è a cetara; il miglior pane è del kresios di telese terme Infine, la novità dell’anno è Casa Rapisarda a Numana (AN), mentre il premio per il miglior servizio di sala è stato assegnato a Il Faro di Capo d’Orso a Maiori (SA). Per la sezione Terra e ambiente, i locali scelti sono stati Balzi Rossi a Ventimiglia (IM), Caffè La Crepa a Isola Dovarese (CR) e il tre forchette Agli Amici dal 1887 a Udine. L’obiettivo di questo riconoscimento è premiare la sostenibilità a tavola, che valorizza il territorio e i suoi prodotti con una cucina che rispetta la terra, l’ambiente e l’uomo. Premiati anche pane e pasta: la miglior proposta di piatti di pasta è quella di Al Convento di Cetara (SA), mentre il miglior pane lo troviamo sulle tavole di Kresios di Telese Terme (BN). Il locale che valorizza i grandi prodotti caseari Dop italiani nel modo migliore è la Locanda San Lorenzo ad Alpago (BL).

 

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