Fave dei morti: l’origine dei biscotti di Ognissanti

31 ottobre 2018

Le Fave dei Morti sono semplici biscottini di forma tonda o ovale a base di mandorla che si preparano in occasione della festa di Ognissanti in molte parti del nostro Paese. Ben prima di Halloween, in tutte le regioni italiane durante la celebrazione dei defunti si preparano dolci di vario tipo delle zucche e della moda horror, i nostri antenati erano soliti avere a che fare con i defunti, quelli di famiglia, che erano percepiti non tanto come esseri dai quali fuggire a gambe levate ma come un passato con cui mantenere legami stretti e di cui tenere sempre vivo il ricordo. In tutte le regioni italiane la tradizione della festa dei morti prevede la preparazione di dolcetti, quasi sempre secchi, come le fanfalucchie leccesi, il pan co’ santi senese, gli ossi dei morti in Sicilia (ma non solo), il pan dei morti in Lombardia, i papassini sardi o il torrone che si mangia a Napoli. Molto probabilmente l’origine delle fave dei morti è umbra o comunque del Centro Italia. Si possono trovare nei forni e nelle pasticcerie di Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio ma anche, con alcune varianti nella ricetta, a Trieste (mentre a Venezia le fave sono tradizionalmente con i pinoli).

Perché fave?

fave secche

Nella ricetta non ci sono fave, ma hanno molto a che vedere con la festa in occasione della quale si preparano. Nell’antichità, nel Mediterraneo le fave erano il legume collegato all’aldilà e ai suoi abitanti. Nella Roma antica le fave simboleggiavano le anime dei morti e questo legume si offriva in dono alle divinità dell’Ade. Erano numerosi i rituali e le abitudini scaramantiche che prevedevano la masticazione di fave secche, o la loro cottura, o ancora una donazione sulla tomba del defunto. Il cristianesimo e la tradizione contadina non hanno dimenticato il legame tra le fave e i morti, e anche in tempi più recenti intorno al 2 novembre si potevano vedere ciotole colme di fave e altri legumi agli angoli delle strade o sui davanzali delle case. Oggi i legumi sono stati sostituiti da questi deliziosi dolcetti che ricordano un po’ gli amaretti, e che fino a qualche tempo fa si vendevano sulle bancarelle poste agli ingressi dei cimiteri.

Gli ingredienti chiave

fave dei morti

Da una regione all’altra la ricetta delle fave dei morti può subire delle variazioni. Sicuramente tra gli ingredienti non possono mancare le mandorle (meglio se non pelate) e lo zucchero bianco, nella stessa quantità. Poi burro, uova, farina, cannella e scorza di limone. Il procedimento tradizionale vuole che mandorle e zucchero siano pestati insieme, a mano, in un mortaio, in modo da ottenere una farina molto fine che sarà poi lavorata con gli altri ingredienti fino a ottenere una sorta di frolla. In alcune versioni l’impasto prevede solo albumi; in altre ancora un mix di mandorle dolci e mandorle amare. E voi quale versione di questi dolcetti conoscete?

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