Ricette del Cinema: La Grande Abbuffata

4 novembre 2018
di Francesca Azzurra Conidi

Ne La Grande Abbuffata di Marco Ferreri (1973), 4 abbienti e affermati amici, stanchi della vita noiosa e ripetitiva in cui vivono la loro esistenza, decidono di farla finita una volta per tutte. quattro amici decidono di abbandonare le proprie vite con una grande cena finale Insieme. Senza ripensamenti. I futuri defunti non vogliono però farlo in modo banale, come è usuale sentire nelle notizie di cronaca nera. Loro vogliono uscire di scena con un finale del tutto nuovo, lasciando da parte le solite pillole, balconi, corde o rasoi e andarsene uccisi dalla loro più grande passione. Il cibo. Membri di un club di buongustai, Ugo, chef e proprietario di un noto ristorante, Michel produttore televisivo, Marcello pilota e Philippe magistrato, organizzano un weekend gastronomico nella fatiscente villa di Philippe, un tempo appartenuta al poeta Boileau. I 4 dell’apocalisse culinaria si riuniscono per un’ultima parata alimentare nella quale dare sfogo a tutti gli istinti animaleschi e oscuri, repressi fino a quel momento nel loro io più recondito. La scelta impone che, oltre ai fiumi di alcol e mille piatti con cui scandiranno le ore, andranno a togliersi ogni soddisfazione anche per quelli che sono gli appetiti fisici e carnali. Una sorta di addio ponderato a qualsiasi forma di pudore, maschera di perbenismo e pudicizia che la società impone.

Ricetta della bavarese

bavarese-al-pistacchio

Proprio Philip, l’ultimo sopravvissuto dei protagonisti del film, malato da anni di diabete, decide di morire dolcemente mangiando, come ultima pietanza, un’enorme bavarese dalla forma di un seno femminile. Quindi, a ben ricordare una scena del tutto fuori dal comune, come non poter menzionare proprio lei, la bavarese francese, uno dei dolci più conosciuti e apprezzati del mondo.

bavarese al cioccolato 04

Per prima cosa prendete la gelatina e immergertela in acqua fredda. Nel frattempo, mentre la gelatina ammorbidisce, prendete 5 tuorli e sbatteteli in una terrina con una frusta a mano o con quella elettrica, aggiungendo a cascata 130 g di zucchero semolato. Continuate con le fruste per qualche minuto fino ad arrivare ad avere un composto spumoso e bianco. ricordate di strizzare bene la gelatina per eliminare l'acqua in eccesso A questo punto, incidete con un coltello un baccello di vaniglia e mettete i semi suo interno dentro a una casseruola dove prima avrete versato 250 ml di latte intero. A fuoco lento riscaldate per 5 minuti portandolo al limite dell’ebollizione, a 82 °C. Filtrate il latte versandolo in un colino e aggiungetelo a filo al composto. Mescolate il tutto per far amalgamare bene e versate nuovamente il liquido nel pentolino. Una volta addensato il composto, spegnete la fiamma e aggiungete la gelatina: strizzatela prima in modo da eliminare l’acqua in eccesso. Quando si sarà raffreddato, aggiungete al composto anche 400 g di panna montata e mescolate il tutto aiutati da una spatola. Versate la crema nello stampo che più amate e lasciatelo in frigo per almeno 3 ore. Prima di servire il dessert a tavola, immergete lo stampo pochi minuti nell’acqua calda, rovesciatelo su un piatto e decorate con fragole o frutta fresca a vostro piacimento.

Curiosità

bavarese

La bavarese è un dolce tipico della pasticceria francese che nasce ispirandosi a una bevanda a base di tè, latte e liquore tipica della Bavaria. Molto in voga tra le cucine della corte dei Wittelsbach, regnanti di questa regione della Germania Meridionale, conquista tutta Europa, Italia compresa, alla fine del 700. Il secolo successivo, gli chef francesi si rifanno a questo drink tanto apprezzato per realizzare un dolce che in poco tempo diviene una portata indispensabile nei banchetti delle più importanti corti dell’epoca. Nella traduzione italiana, anche se utilizziamo l’articolo femminile, forse perché riferito alla crema, sarebbe più corretto dire il bavarese, dal francese bavarois, visto che il termine a cui è associato nella lingua d’origine è budino.

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